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Italia ed estero

“Spero che tutto questo finisca presto, spero in un futuro migliore” le parole di chi vive in Russia

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Foto di Radik Sitdikov su Unsplash
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Qualche tempo fa, su Instagram, lessi una frase: “Perché il popolo deve combattere una guerra che non ha chiesto, che non ha mai voluto?”. 

Non conosco l’autore di questa frase, penso però che poche altre combinazioni di parole potrebbero essere altrettanto veritiere. 

Negli anni ho avuto modo di conoscere varie persone provenienti dalla Russia. Persone normali, persone perbene. Persone che, dalla sera alla mattina, hanno visto cambiare tutto con l’aumento dei conflitti nel febbraio 2022.

Il dolore, l’orrore, la devastazione non conoscono confini, sono uguali per tutti. Ed è folle pensare che nel 2023 possiamo solo fissare inermi quanto sta accadendo. Si può aiutare, ma è assurdo pensare che dopo due Guerre Mondiali ancora ci ritroviamo a vivere con l’ombra di un possibile terzo conflitto mondiale.

Il solo fatto che nel 2023 ci siano più guerre nel mondo è un qualcosa di terrible: l’essere umano non ha davvero imparato nulla in tutti questi secoli. Nulla.

Ogni volta che ci penso, mi torna in mente con un certo senso di inquietudine la frase di Einstein, quella che aveva pronunciato probabilmente alla fine degli anni ’40: “Io non so con quali armi sarà combattuta la Terza Guerra Mondiale, ma la Quarta Guerra Mondiale sarà combattuta con pietre e bastoni”.

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Di recente, ho avuto occasione di conversare con un paio di amici russi, due blogger che qui chiameremo “Luca” e “Chiara”, per non creare problemi e per garantire loro l’anonimato. Parlando con loro ho pensato che dare voce anche ai loro pensieri e al loro punto di vista sarebbe potuto essere un gesto carino.

Ciao, come state in Russia? Com’è la situazione lì? 

“Ciao, diciamo che sto bene. – racconta Luca – Eh, questa è una domanda difficile. Non sono un esperto di politica o economia, quindi posso solo condividere la mia impressione e le mie opinioni riguardo alla situazione qui, da cittadino e lavoratore.

Innanzitutto, nonostante io non sia in una città piccola ed economicamente non abbia problemi a sopravvivere o a pagare le spese, è evidente che ci sia una recessione dell’economia, ed i redditi delle persone stanno diminuendo visibilmente. I prezzi stanno aumentando costantemente, soprattutto quelli delle auto, degli immobili e di tutto ciò che viene importato.

Diciamo che non si tratta di una catastrofe, ma è una cosa abbastanza evidente e rende difficile l’essere ottimisti. 

La società è abbastanza divisa per quanto riguarda le operazioni militari: come in tutto c’è chi è a favore e chi no. Tuttavia, a mio parere, la maggior parte delle persone è assolutamente a favore della pace e si vuole che questo conflitto finisca il prima possibile.

Comunque, non mi illudo: posso solo sperare ma nulla tornerà immediatamente come era prima. Però, senza la guerra, le persone smetterebbero di morire e sarebbe già qualcosa di importante.”

Come ve la state vivendo? Come vivete tutta questa situazione anche contando quello che facevate prima?

“Vivo e lavoro in un ambiente di incertezza e stress costante. Per me è davvero difficile. Lavoro e vivo cercando di fare come ho sempre fatto, cercando una specie di normalità in questa follia dettata da chissà cosa” racconta Luca

“Vivere cercando di mantenere il sangue freddo e senza impazzire di angoscia è dura, ma è necessario altrimenti è impossibile guardare avanti e vedere un futuro per tutti. Prosegue invece Chiara.

Cerco di mantenermi in forma, di mangiare bene, passo il tempo con la famiglia e medito. Vivo una vita che non è più vita, ma allo stesso tempo sono grata di poter avere questa sorta di normalità. Sono fortunata, anche se tutto sembra difficile e tanto incerto.”

“Viaggiare mi manca, anche se sarebbe possibile. Mi spiego: un visto per l’Unione Europea ora è estremamente costoso e difficile da ottenere. Richiede anche più tempo. Anche i voli sono aumentati di prezzo perché le tratte sono cambiate. Dentro alla Russia non ci sono, invece, restrizioni quindi ci si può muovere. Fare quello che facevo prima è economicamente molto complicato, ora.” Aggiunge Luca.

Cosa vi preoccupa di più? Che speranze avete per il domani? 

“Quello che mi preoccupa di più è la politica ed il modo in cui viene utilizzata. Non voglio rischiare parlandone troppo ma diciamo che si respira un clima di dittatura, più o meno. C’è sempre meno libertà di parola.  Finire in carcere per motivi politici qui è un qualcosa di reale. Non si può sottovalutare questo.” Racconta Luca.

“Non che nel resto del mondo vada troppo bene rispetto a noi, alla fine. Viviamo in un mondo in cui se si pestano i piedi, se si alza troppo la voce non si fa una bella fine. Dare un proprio parere anche sui social è un rischio. Lavorare nei media non è più semplice, non è più bello. Si vive evitando sanzioni e punizioni. Ogni frase ambigua è contestabile. Nel 2023. E penso di non poter aggiungere altro per ovvi motivi.” Continua Chiara.

“La Russia ormai ha un ruolo ed un posto semi-periferico nell’ordine mondiale. Il cima che si respira ci porta a notare come la classe dirigente stia cercando in tutti i modi di preservare le sue zone di influenza nello spazio post-sovietico. 

Il mio timore più grande è che questo conflitto rischia di riportare la Russia indietro di qualche decennio in termini di tecnologia. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, quasi tutta la produzione e le industrie sono state privatizzate e/o distrutte. Succedesse qualcosa del genere di nuovo sarebbe un danno enorme per la popolazione. 

Una volta la principale fonte di reddito era la vendita di idrocarburi. Ora lo stato russo è stato privato di un’enorme quantità di riserve finanziarie e dell’opportunità di guadagnare denaro. E questo mi preoccupa davvero molto.

Spero sinceramente che la guerra finisca il prima possibile. Spero che questa crisi serva da innesco per dei futuri e possibili cambiamenti nel sistema del potere non solo russo ma anche mondiale. 

Spero tantissimo che la Russia non faccia la fine dell’Unione Sovietica. Spero che potere e politica in Russia cambino.” conclude Luca

“C’è il rischio che in futuro io debba lasciare casa e famiglia per cercare un posto fuori dalla Russia. Mi spezza il cuore. Vorrei che il popolo fosse ascoltato, perché non lo è. Nessuno ha mai voluto questa guerra. Nessuno ha mai voluto la guerra. Come tutti, volevamo solo la pace e vivere in pace con gli altri. Non posso dire altro ma tutto questo ci spezza l’anima.” termina poi il discorso Chiara.

Più ascolto questi ragazzi parlare delle loro vite, dei cambiamenti che hanno affrontato, della paura che vivono ogni giorno e che noi non possiamo comprendere davvero, più mi torna in mente una frase di Albert Einstein: La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire”

Avrei in mente molte cose da dire, ma più li ascolto e più riesco solo a tacere.

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