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Trento

Condominio da incubo via Perini: il soggetto entrerà in comunità alla fine del mese

Itea spiega di aver fatto tutto il possibile, la soluzione per fortuna pare vicina

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Dopo la pubblicazione dell’articolo riguardante la situazione della palazzina ubicata in via Perini 4 a Trento qualcosa si è mosso. Come si ricorda dall’inizio del 2021 i residenti della struttura Itea vivono un vero e proprio incubo. (qui articolo)

Tra le criticità che emergono nuovamente c’è quella riguardante un soggetto di 40 anni, pluripregiudicato di origini rumene, che si diverte a buttare dalla finestra rifiuti e immondizie tutti i giorni, alcune anche piuttosto pericolose. (Ieri per esempio ha gettato in strada una pentola)

L’ inquilino del terzo piano, entrato nell’appartamento Itea 4 anni fa pur con una fedina penale impressionante, finito nuovamente agli arresti domiciliari per furto, minaccia e aggredisce tutti i condomini e danneggia anche le auto in sosta. L’uomo, come detto è ai domiciliari, ma in realtà va e viene dall’appartamento come e quando vuole. Vive in condizioni “primitive” senza luce, ne acqua, ma col riscaldamento in piena funzione visto che è centralizzato e «che paghiamo noi tutti» – spiegano alcuni residenti.

Il 40 enne ha uno sfratto esecutivo da ormai 3 anni ma – ha spiegato Itea agli inquilini «non è possibile sfrattarlo perchè un giudice lo tiene fermo nel palazzo per via degli arresti domiciliari e quindi non sanno dove metterlo».

Ci sono due fondamentali novità. La prima riguarda Itea che in una nota spiega che l’attenzione è stata sempre alta sul problema e questo viene dimostrato dal fatto che «velocemente si è giunti, in tempi brevi, all’adozione da parte del Comune di Trento della revoca dell’alloggio. Purtroppo, la sospensione degli sfratti a livello nazionale prima e l’opposizione presentata dall’utente poi hanno costretto la Società a rinviare l’esecuzione della procedura esecutiva, che finalmente si concluderà in questi mesi con il rilascio forzoso. Fin dalle prime segnalazioni la Presidente ha seguito personalmente la questione – conclude la nota –  i confronti con il Comune sono stati assidui e gli interventi da parte delle Forze dell’ordine e di Itea sono stati puntuali, nel rispetto della normativa vigente e nell’ambito delle rispettive competenze».

La secondo novità che forse farà stappare le bottiglie di champagne agli inquilini è il fatto che il 40 enne rumeno alla fine di questo mese sarà inserito in una comunità. A renderlo noto è  Stefano Pedrini un ex Educatore professionale e ha seguito per 17 anni la situazione del “pluripregiudicato” di Via Perini.

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«Il soggetto in questione  – ammette Pedrini – é certamente una persona difficile e multi problematica ma é pur vero che é stata certificata come persona con forte disagio mentale, con trascorsi di abbandono in Istituti rumeni ed una adozione da parte di genitori di Agrigento fallita. Non voglio certo difendere comportamenti violenti ed incivili. Non trovo nemmeno giusto che molti anziani e persone di quel condominio siano oggetto di vessazioni e comportamenti che compromettono la loro incolumità e la giusta richiesta di quotidiana serenità».

Pedrini poi non manca però di fare alcune osservazioni sul caso del 40 enne rumeno. «La persona pluripregiudicata é comunque una persona che se non fosse stato per i suoi ultimi atti predatori – aggiunge l’ex educatore – di lui non si sarebbe occupato e preoccupato nessuno. La nostra società dinanzi al disagio mentale (Trento ha una buona casistica) pare incapace di agire con interventi organici efficaci che possano ridare dignità anche a questo complicato disagio (malattia) della mente umana».

Pedrini prende atto che il carcere é spesso la sola risposta che riceve questo tipo di malattia. Malattia che si consuma in una solitudine piena di attese e speranze puntualmente disattese.

«La persona che conosco (e così si può dire delle altre in situazioni simili) non é solo agito ma anche altro – conclude Pedrini – è’ proprio quella parte “Altra” della persona che mi sento difendere, chiedendo e sperando si possa avere una attenzione migliore (soprattutto da parte delle Istituzioni) che possa accompagnare e sostenere le famiglie e le persone coinvolte in un percorso fatto di timori ed attese che si consumano nella solitudine di un domani mancato. In questo nuovo 2023 possiamo permetterci di fare un Pensiero “Nuovo” rispetto a questa realtà di emarginazione sempre purtroppo più frequente?»

In tal senso il contributo di Stefano Pedrini è importante perchè mette in luce un’altra realtà, quella spesso che rimane nascosta e che va approfondita  per evitare altri casi simili.

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