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Trento

Claudio Cia a «Mi manda RaiTre» per parlare della convivenza con gli orsi in Trentino

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La puntata di «Mi manda RaiTre» andata in onda oggi, domenica 8 gennaio, ha approfondito l’eterno argomento degli Orsi e dei Lupi in Trentino.

Il progetto «Life Ursus» nasce nel 1999 è mira a limitare l’estinzione degli orsi presenti da sempre nelle montagne della provincia autonoma di Trento. 

Il progetto prevedeva il popolamento del territorio con 50 orsi, ma purtroppo è sfuggito di mano superando questo numero in tempi molto veloci.

Oggi tra i monti del Trentino infatti è stata confermata la presenza di circa 130 orsi, alcuni dei quali si avvicinano pericolosamente alle case, in alcuni casi aggredendo anche gli umani. Negli anni addietro in Trentino solo un miracolo ha salvato la vita ad alcuni escursionisti attaccati dall’orso. 

Lupi e Orsi in Trentino stanno provocando enormi danni all’agricoltura e soprattutto agli allevatori che vedono i proprio bestiame assottiliarsi a causa degli attacchi mortali dei carnivori.

Tra gli ospiti del programma condotto da Federico Ruffo in questa puntata, in studio, c’era anche il consigliere provinciale di Fratelli d’Italia Claudio Cia.

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Durante la puntata sono intervenuti Ornella Dorigatti, presidente Oipa del Trentino, Sergio Tonolli dirigente del servizio faunistico della pat, l’assessore agricoltura e pesca Giulia Zanotelli e il veterinario Alessandro De Guelmi che ha catturato due volte l’orso M49 che ora è chiuso al Castelleler fra mille polemiche.

Ruffo all’inizio della puntata ha puntualizzato che era stato invitato il presidente della provincia Maurizio Fugatti che però si è rifiutato di partecipare. De Guelmi ha spiegato bene che «M49 era diventato un pericolo per i cittadini diventando incompatibile con le nostre montagne, ed è stato giusto catturarlo. Quando un orso si avvicina all’uomo e mangia dai cassonetti è considerato un orso morto»

Claudio Cia rispondendo a Federico Ruffo ha spiegato che «l’orso non è pericoloso ma che negli ultimi anni è diventato troppo confidente con l’uomo».

Il consigliere di Fratelli d’Italia ha ricordato anche che «la provincia ha messo in atto molte misure a difesa dell’orso quali il posizionamento di 250 nuovi cassonetti, chilometri di recinzione per difendere gli allevamenti e 150 guardie forestali con il compito di monitorale il grande carnivoro».

«Purtroppo – ha sottolineato ancora Claudio Cia – la morfologia del nostro territorio impone spesso la costruzione delle case a ridosso dei boschi. E questo significa che i cittadini vivono a ridosso dell’orso. La provincia è intervenuta collarando gli orsi definiti problematici per capire dove si trovano e quindi difendere i cittadini, insomma, la provincia di Trento sta facendo di tutto per aiutare la convivenza tra Orsi e umani».

Gli orsi in Trentino dal 2015 e il 2021 sono aumentati del 12%. Federico Ruffo alla fine dell’argomento Orso, ha dichiarato di aver capito che secondo gli interventi degli esperti l’Orso M49 non verrà mai liberato.  (clicca qui per vedere tutta la puntata)

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