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Trento

Morto Eugenio Tani, l’imprenditore diventato leggenda

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Eugenio Tani è morto ieri mattina all’età di 89 anni dopo una lunga malattia. L’anno scorso aveva perso il figlio Lorenzo. Il funerale sarà celebrato lunedì alle 11.30 nella chiesa parrocchiale della Sacra Famiglia, poi la salma sarà sepolta nel cimitero di San Marco a Rovereto.

In Trentino Tani significava Tendaggi, ma anche professionalità, lavoro, tenacia e intraprendenza, che sono state messe al servizio di tutta la comunità per oltre 60 lunghi anni. La sua storia è un romanzo, un sogno d’altri tempi, qualcosa che forse non esiste nemmeno più.

Un imprenditore illuminato che ha pensato al proprio guadagno ma anche a quello dei propri collaboratori e della comunità e che ha guidato l’azienda con coscienza mettendo al primo posto il rapporto umano.

Eugenio si trasferisce con la famiglia a Rovereto nel 1961 proveniente da Firenze. La sua storia sembra predestinata e legata ad un destino segnato nel tempo. All’età di 28 anni Eugenio Tani viene scelto dalla Arti grafiche Manfrini di Rovereto per lanciare un nuovo sistema di stampa litografica.

Arriva a Rovereto motivato e pieno di ambizioni e dopo solo 6 mesi viene raggiunto dalla moglie. «Eravamo in pieno boom economico e l’edilizia era in pieno movimento, capii in fretta che costruire le case significava poi arredarle e allora decidemmo di aprire subito un negozio in Piazza Indipendenza, 15 metri quadrati in tutto, unendo l’arte nel tendaggio»

L’idea è geniale e decolla subito «l’entusiasmo di mia moglie fu decisivo – aveva ricordato Eugenio Tani in un’intervista rilasciata al nostro giornale nel 2017 – poi la matematica dei colori fece il resto». L’azienda si consolida subito a tal punto che nello stesso anno Tani tendaggi sbarca anche a Trento in Via Gorizia. «Poi volevamo spostarci in centro, quindi aprimmo prima in via Perini e poi finalmente in via Mantova e via San Pietro in pieno centro storico di Trento. Li fu la svolta che fece la differenza».

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Era stato l’artista Ernesto Giuliano Armani a dare ad Eugenio Tani l’idea di trasferire l’arte grafica del cartaceo sul tessuto. E da questo prese vita il mitico e mai dimenticato slogan della ditta Tani Tendaggi:«l’arte di arredare». Ma fu sempre grazie a lui che la camera di commercio aggiunse una nuova categoria merceologica, cioè il tendaggista, allora sconosciuto al mondo intero. Altri tempi insomma.

L’azienda continua la sua crescita fino agli anni 90 fino ad arrivare ad assumere anche fino a 15 dipendenti.

«Tutti i dipendenti dopo qualche anno di esperienza lasciavano piano piano la mia azienda per mettersi per proprio conto – raccontava ancora Eugenio Tani  nell’intervista– perché copiare in tutti i settori è facile, ma capii quasi subito che gli interessi degli altri alla fine diventavano anche i miei. Nella vita se non fai gli interessi di chi collabora con te non riesci a fare nemmeno i tuoi».

Nel 1981 apre il negozio all’interno dello spazio 78 in via Brennero, negozio esistente fino a 4 anni fa. Poi un susseguirsi di successi imprenditoriali e l’entrata dei figli nell’azienda. La leggenda racconta che i figli hanno conosciuto il padre solo quando sono entrati in azienda, «la mattina partiva quando era notte, mentre la sera quando ritornava ero già a letto», spiegava Lorenzo Tani, il figlio scomparso l’anno scorso,  sempre al nostro giornale.

Eugenio Tani ha fatto anche scelte coraggiose e dolorose «Se non decidi sbagli di sicuro» – ci confidava Eugenio Tani – come quando, nel 2011, durante l’anno dei festeggiamenti per i 50 anni di attività decise di tutelare la clientela anche a scapito dei conti dell’azienda scegliendo di lasciare inalterati i prezzi della merce dopo l’ennesimo aumento dell’iva da parte del governo.

Un buon imprenditore fa ricadere sul territorio i suoi ricavi economici, di visibilità e credibilità per generare nuova ricchezza ed equilibrare la comunità. E qui i racconti si sprecano e diventano commoventi. Il primo pool di sponsor del Calcio Trento, il calcio e la pallamano femminile che Tani è stato il primo a portare in Trentino, la squadra «Tani Tendaggi 11 luglio 1982», nata per ricordare l’impresa del terzo campionato mondiale vinto in Spagna dalla nazionale di Beazot, «Fu Marco Sembenotti a convincermi», le numerose mostre d’arte che l’imprenditore ha organizzato e una piccola parentesi politica «sono un autonomista pentito»,  sono solo alcuni dei ricordi che Eugenio Tani con il groppo alla gola e gli occhi luccicanti ci raccontava. 

«Era un grande Trento allora – continuava Eugenio Tani – una squadra composta da trentini, con un grande Mario David, che portò al Briamasco Domenghini, Maraschi, Toldo e tanti altri. Ma come scordare Scali, Codognato, Sala che per me sono quasi come figli».

Eugenio Tani è riuscito a creare il connubio fra arte e arredamento in modo creativo e professionale«La vita è una missione e il lavoro un comandamento»- amava ripetere spesso – «anche se sono consapevole che la tecnologia ha superato l’umanità e che la vita dei nostri figli e nipoti sarà diversa. L’unica cosa che noi imprenditori possiamo tramandare è la nostra esperienza e il valore dell’umanità e del rispetto verso tutti e tutto». 

Per Eugenio Tani il territorio e la comunità trentina era diventata il luogo principale delle sfide, il suo essere, il suo stare al mondo, il territorio è stato il luogo del domani dove dentro di lui si sono moltiplicati gli obiettivi e le sfide sportive, politiche, economiche e sopratutto umane e sociali. Un uomo d’altri tempi, con ancora un sogno da raggiungere: «essere una buona guida per fare rientrare anche la terza generazione sulla giusta via che stanno smarrendo». 

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