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Fiemme, Fassa e Cembra

Nuovo ospedale di Cavalese: una grande proposta per i bisogni della comunità

Più pro che contro sulla costruzione del nuovo ospedale di Cavalese dove aleggia il partito del no sempre e dovunque a prescidere

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C’è chi dice che non ci sia alternativa alla ristrutturazione dell’ospedale “vecchio” solo perchè elemento di identità della sua comunità e invece chi vede di buon occhio costruirne uno nuovo visto che i costi sono quasi gli stessi.

Molti pensano che per la nostra provincia sia un’occasione unica perchè grazie alla finanza di progetto pagherà la stessa cifra ma spalmata su 18 anni e quindi un “rate” compatibile con il suo bilancio.

Per il governatore Maurizio Fugatti i vantaggi della costruzione del nuovo ospedale sono anche viabilistici che avranno una maggiore rispondenza in futuro. Quelli che il nuovo ospedale non lo vogliono scordano però che la ristrutturazione di quello vecchio vorrà dire anni di lavori con chiusure di reparti interi e quindi con disservizi continui per tutti i cittadini di Fiemme e Fassa, e per anni. 

Ma c’è un altro punto fondamentale e molto attuale: in caso di  ristrutturazione del vecchio ospedale i medici rimasti, costretti a spostarsi per anni su altre strutture, potrebbero anche scegliere di restare nelle nuove collocazioni. Questo peggiorerebbe ancora di più la situazione dell’organico dei medici in Trentino che è in continua sofferenza.

In poche parole se vogliamo attrarre medici bravi dobbiamo avere strutture all’avanguardia, nuove, con materiale di prim’ordine. Ci sono poi da tenere in considerazione i delicati equilibri ambientali. Alcuni vorrebbero evitare il consumo di suolo. L’Italia degli ambientalisti e dei no, sempre e dovunque a prescindere, abbiamo visto bene però dove ci ha portato.

E da questo punto di vista è necessario fare delle riflessioni importanti per non ritrovarci tra 30 anni pieni di rimpianti e costretti magari a mettere sul tavolo altri 200 milioni di euro per costruire alla fine un nuovo ospedale.  

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In molti si sono schierati per il no o per il sì seguendo dei valori ideologici, politici, legati ai valori etici e morali magari non conoscendo a fondo il progetto del possibile nuovo ospedale.

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Quindi in concreto: Cosa prevede il progetto della struttura ipotizzata ai Masi di Cavalese?

Un ospedale moderno, efficiente, dotato di tutti i nuovi servizi che oggi sono imposti dalle nuove situazioni sanitarie. E in mano pubblica, cioè della comunità. Questo è quanto Mak Costruzioni propone alla gente delle valli di Fiemme Fassa e Cembra, ritenendo che l’attuale struttura ospedaliera di Cavalese non sia più adeguata: edificio troppo vecchio, standard di qualità obsoleti.

Il Nuovo Ospedale intende fornire una risposta a tutto questo. Il progetto coinvolge un pool di realtà in una Associazione temporanea di imprese: Mak Costruzioni, Siram spa (per la costruzione degli impianti tecnologici e per la gestione della fase post costruzione) e Dolomiti Energia Solutions srl, con Intesa San Paolo quale soggetto finanziatore.

Perché no al vecchio progetto – «L’ipotesi di mettere mano alla struttura esistente è apparsa a noi contraria a ogni logica – spiega Mirko Pellegrini titolare della Mak costruzioni –  sotto il profilo dei lavori, della tempistica, della spesa necessaria e della qualità dei servizi che sarebbero poi offerti alla popolazione. Si tratterebbe, secondo quel progetto, di abbattere completamente la vecchia struttura per realizzarne una nuova».

Ma attenzione, bisogna dire le cose come stanno: man mano che si procederà all’abbattimento dei vari reparti e alla costruzione di quelli nuovi, l’ospedale dovrà comunque assicu rare i suoi servizi. È facilmente immaginabile con quale disagio da parte degli utenti, dei malati, dei familiari e di chi ci lavora. Servirebbero non meno di sei anni per realizzare la nuova struttura col contemporaneo mantenimento operativo della vecchia.

La nuova «Città della Salute» ai Masi – Il nuovo ospedale sorgerebbe nella zona di Masi, sul fondovalle, fuori dal centro abitato di Cavalese.A carico del proponente sono la realizzazione del complesso ospedaliero per complessivi 32.700 mq lordi progettati disposti su 4 livelli, la sistemazione dell’area esterna ospedaliera pari a 16500 mq , la sistemazione della viabilità stradale pari a 3000 mq, la realizzazione della nuova ciclabile per 6000 mq e la nuova viabilità di accesso al Maso Ciass per 700 mq. La tempistica di costruzione prevede un massimo di tre anni.

L’ente pubblico non spenderà alcuna risorsa, fino al collaudo tecnico amministrativo (lasciando in capo all’associazione di Imprese i rischi connessi alla realizza zione del nuovo nosocomio come l’aumento dei prezzi, le problematiche del sottosuolo o l’adeguamento progetti e il finanziamento dell’intervento), limitando l’attività al controllo della perfetta esecuzione.

Costi definiti – Il nuovo ospedale avrà un costo di 90 milioni di euro compreso di attrezzatura, per la fase realizza­tiva e di altri 90 milioni di euro per la fase ge­stionale, «spalmati» su 18 anni per forniture di vettori energetici: gas metano, energia elettri­ca, acqua, gli extra. Il nuovo ospedale avrà un costo di 90,37 milioni di euro oltre IVA per la fa­se realizzativa di cui 81,77 per opere edili e 7,1 milioni per spese tecniche, 1,5 per rim­borso spese amministra­ zione per attività di pro­pria competenza, e di 92,60 milioni per la fase gestionale. Ristrutturare quello vecchio costa invece circa 110 milioni di euro. 

Ma attenzio­ne: la Provincia pagherà un canone di partenaria­ to annuo per tutte le atti­vità necessarie alla rea­lizzazione e al manteni­mento in efficienza della struttura spalmate nei 18 anni, quindi l’esborso sarà condizionato solo al mantenimento in efficien­za dell’intera struttura e le forniture di gas meta­no, energia elettrica, acqua, nonchè gli extra servizi proposti, mante­nendo sempre il diritto di ridurre fino al totale az­zeramento del canone annuo nel caso il nuovo ospedale non mantenga le caratteristiche di per­fetta funzionalità nei 18 anni di durata dell’opera­ zione di PPP.

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