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Alto Garda e Ledro

Una borsa di studio in memoria di Franco Travaglia

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La novità è stata presentata ieri nell’ufficio del dirigente scolastico a Villa Althamer, presenti per il Comune di Arco il sindaco Alessandro Betta e l’assessore alla cultura, alla formazione e all’istruzione Guido Trebo, e per l’Istituto comprensivo il dirigente scolastico Claudia Terranova.

Con loro, i figli di Franco Travaglia Stefano e Andrea, la moglie Paola Crosina e Emanuela Rossi, segretaria della società sportiva.

«Si tratta di due borse di studio annuali -ha spiegato il dirigente scolastico Terranova che saranno erogate a partire da quest’anno scolastico e che rispetteranno la parità di genere, essendo destinate una a un ragazzo e una a una ragazza, in uscita dalla scuola secondaria di primo grado, con due requisiti principali: il primo è l’impegno nello studio, che sarà verificato sulla scorta delle valutazioni intermedie dell’anno scolastico, per far passare ai nostri alunni il valore dell’impegno costante, che è quello che costruisce il risultato, e non la performance finale, l’ultima interrogazione. Unito a questo, anche l’impegno nell’attività sportiva.

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Attività sportiva che è vista come qualificante della persona, del suo vivere in maniera equilibrata, insieme agli altri, e della capacità anche di manifestare delle performance adeguate, cioè di affermarsi secondo i proprio talenti. E questo non è disdicevole. Vogliamo premiare anche la capacità di impegnarsi e anche l’eccellenza. La scuola è inclusiva perché sostiene i fragili e rinforza gli indecisi, ma anche perché premia l’eccellenza, che negli ultimi anni è stata esclusa dalla scuola».

La borsa di studio «Franco Travaglia» sarà assegnata sulla base di tre criteri: il primo, la media delle valutazioni riportate allo scrutinio del primo quadrimestre e la qualifica nelle competizioni sportive scolastiche; il secondo, il comportamento scolastico (assenza di note disciplinari, impegno e partecipazione a progetti scolastici); infine, in situazione di parità di risultati si terrà conto della situazione economica della famiglia. La selezione e la premiazione saranno fatti alla fine di ogni anno scolastico; la borsa di studio, della durata di otto anni, è finanziata dai fondi residui della società sportiva Garda Sport Events.

«Parche questa borsa di studio? -ha detto il figlio di Franco, Stefano TravagliaPer ricordare papà, quale figura di riferimento del territorio e della sua della comunità, conosciuto e apprezzato per tutto quello che ha fatto negli anni. Perché farla con la scuola? Per quello che papà ci ha lasciato. La cosa che più di tutte lo contraddistingueva era l’innovazione, il saper guardare al futuro. E chi meglio dei giovani è innovazione e futuro? Papà oltre che con le parole ha dimostrato con i fatti di saper innovare.

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Nella vita professionale ricordo ad esempio l’aver ideato e realizzato l’educazione stradale. Ma poi ci sono gli eventi che ha realizzato, con i quali ha portato una ventata di aria nuova, soprattutto nella corsa in montagna, imponendosi come un riferimento, al punto che ancora oggi a livello nazionale e internazionale è ricordato come la figura che ha fatto il cambio. E come esempio concreto, citerei la gara al castello, la Castle Mountain Running. Sembra una piccola cosa, ma prima di allora le gare venivano fatte in montagna.

Lui ha portato in tutto il movimento della corsa in montagna una ventata di novità che ha aperto ad altre idee nuove e a un grande cambiamento. Collegato ai giovani, aveva voluto fortemente organizzare il primo campionato mondiale della storia della corsa in montagna, nel 2014 ad Arco. Quindi, vista sua voglia e la sua capacità di innovare, la vicinanza ai giovani e al territorio, ci è sembrato giusto e coerente fare questa borsa di studio in questo istituto scolastico, dedicandola ai ragazzi delle terze, quelli che attraversano un importante momento di passaggio.

È una piccola cosa ma ci fa piacere che venga ricordato papà, il presidente di Garda Sport Events e una figura conosciuta e stimata in ambito locale. Lui ci diceva sempre che la montagna ci insegna che ogni passo permette di spostare un po’ più in là l’orizzonte e di provare a guardare giorno dopo giorno sempre più lontano. Mi pare che questo sintetizzi bene il suo pensiero».

«Ringrazio la famiglia Travaglia e Garda Sport Events -ha detto l’assessore Treboper averci dato l’opportunità di ricordare Franco Travaglia, una di quelle grandi persone che hanno contribuito allo sviluppo della nostra città. Ha fatto una cose talmente grandi e talmente importanti che ormai non ci rendiamo più conto che ci sono, le diamo per scontate. Come per l’educazione stradale, che oggi è talmente ovvia che ci pare normale, ma fino a qualche anno fa non c’era. La bellezza di questa borsa di studio è duplice: da una parte poter ricordare un personaggio che per la nostra comunità è stato molto importante; dall’altra fornire uno stimolo ai nostri ragazzi, come a dire loro: provate a essere come lui».

«Per me è un momento molto emozionante -ha detto il sindaco Betta- perché ricordiamo non solo una persona che nello sport ha fatto tanto, ma soprattutto uno che ha costruito una famiglia, la sua associazione, che è stata capace di elaborare pensieri di alto livello come faceva lui. L’idea di questa borsa di studio viene da lontano; metterla in pratica ha richiesto tempo, d’altra parte le belle idee necessitano di cura e attenzione per essere realizzate al meglio. Essere qua oggi mi testimonia quanto bene abbia seminato Franco, quanto abbia segnato la nostra comunità. Io l’ho conosciuto come mio comandante della polizia locale, ma in tutte le diverse cose che ha fatto è stato un esempio per la nostra comunità.

Penso alla corsa in montagna, che oggi è diventata qualcosa di scontato ma quando Franco ha iniziato era una novità assoluta. È stato un precursore, un visionario. Non posso dimenticare la cura dei dettagli e l’attenzione che poneva in tutto quello che faceva, al punto che il livello delle sue manifestazioni era sempre altissimo. Di quello che ha costruito, molto rimane ed è diventato patrimonio della nostra comunità. Un grazie lo voglio esprimere alla sua società, che sta portando avanti il suo sogno, certo cosa non facile. Ricordare Franco con una borsa di studio è bello: è giusto premiare il merito, la capacità di stare davanti, di indicare la strada. Ma Franco lo ricordo anche per il rapporto personale, sempre ineccepibile. Una persona rispettosa, attenta all’altro che aveva la rara capacità di fare ogni cosa al meglio».

«Franco ci manca tantissimo -ha detto Emanuela Rossi- e certo non solo dal punto di vista organizzativo, dato che lui era ineccepibile, ma soprattutto umano, perché era nata un’amicizia bellissima. Era sia molto bravo, sia un grande amico, per cui bastava uno sguardo per capirsi. Quando ho saputo della borsa di studio non mi sembrava vero, è stata una splendida notizia».

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