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Italia ed estero

Cominciano le prime ammissioni della suocera di Aboubakar Soumahoro premiata dalla Boldrini come imprenditrice dell’anno

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Dopo le minacce di querela sostituite dalle lacrime via social (secondo molti false ed imbarazzanti) di Aboubakar Soumahoro, la suocera e la moglie del parlamentare con gli stivali “ammettono errori e leggerezze nella gestione delle coop per lʼaccoglienza dei migranti”.

Intervistate dal quotidiano la Repubblica, per la prima volta Marie Therese Mukamitsindo e Liliane Murekatete intervengono sullʼindagine della procura di Latina su mancati pagamenti, precarie condizioni igienico-sanitarie nei centri di accoglienza e violazioni contrattuali.

Attraverso il sindacato gli operai reclamano 400 mila euro di  stipendi arretrati.  Maria Therese Mukamitsindo però giura che non un solo euro di denaro pubblico è finito nelle sue tasche o in quelle dei suoi familiari. “Tutto è stato speso per i rifugiati, ai quali ho dedicato 21 dei miei 68 anni. Tutto è rendicontato e posso provarlo”. – dice.

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La signora, originaria del Ruanda, è presidente della coop Karibu, nata nel 2001 nell’Agro pontino, che dopo la Primavera araba gestiva 154 dipendenti per 600 posti letto, divisi in progetti Sprar e Cas. E per i quali riceveva dallo Stato fino a 10 milioni all’anno.

La suocera del parlamentare spiega che i soldi per pagare gli stipendi non ci sono “perché lo Stato non ci paga in tempo! Nel 2019, quando Salvini ha ridotto da 35 a 18 euro il rimborso per migrante tagliando assistenza sociale, corsi di italiano e psicologi, ho lasciato l’accoglienza per dedicarmi a progetti di integrazione”.

Alla domanda su come pensava di andare avanti senza pagare gli operatori, Maria Therese Mukamitsindo risponde che “Il mio errore è stato non licenziarli prima. Quando ci siamo accorti che gli anticipi dello Stato arrivavano con lentezza avrei dovuto avere il coraggio di farlo, ma li conosco da vent’anni e ho preferito aspettare”

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Nel giugno del 2018 Marie Terese Mukamitsindo ha ricevuto anche il MoneyGram Award come imprenditrice straniera dell’anno e fu premiata da Laura Boldrini (nella foto) in persona come imprenditrice straniera dell’anno. Immaginate i titoloni dei giornali della sinistra, le interviste e via dicendo che portavano la donna ad esempio di integrazione e accoglienza.

È proprio in quel momento che comincia a farsi vedere in giro con la compagna di Soumahoro, Liliane, che tra l’altro promosse nel 2017 il lancio di «K mare», una linea di costumi e pare siano stati realizzati dai rifugiati ospiti delle loro strutture.

Ora il ministero delle Imprese e del Made in Italy guidato dal senatore Fdi Adolfo Urso ha deciso di disporre un’ispezione sui presunti casi di sfruttamento di migranti sulle due coop, Karibu e Consorzio Aid, legate a suocera e moglie di Aboubakar Soumahoro, parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra.

 

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