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Val di Non – Sole – Paganella

Le opere di Riccardo Schweizer in mostra in Cassa Rurale

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Nell’ottica di alternare mostre d’arte ed esposizioni a carattere sociale e culturale, sarà allestita negli spazi espositivi del Centro Direzionale di Cles la mostra “Omaggio a Riccardo Schweizer – Opere scelte dalla Collezione Cassa Rurale Val di Non – Rotaliana e Giovo”.

Il patrimonio artistico e culturale della Cassa Rurale Val di Non-Rotaliana e Giovo, contraddistinto da un forte legame con la storia e con l’eccellenza creativa espressa dal territorio, annovera un nutrito corpus di opere di Riccardo Schweizer (Mezzano, 31/08/1925 – Casez, 20/09/2004), uno dei massimi esponenti dell’arte trentina del Secondo Novecento.

A quasi vent’anni dalla scomparsa del maestro, la Cassa Rurale gli dedica una mostra che raccoglie opere normalmente esposte in diverse filiali (Verla di Giovo, Coredo, Cles).

La mostra rimarrà aperta con ingresso libero dall’8 novembre 2022 al 27 gennaio 2023 con orario 8.00 – 13.00.

Riccardo Schweizer ha vissuto gli ultimi anni della sua vita a Casez, in alta Val di Non

L’inaugurazione si terrà martedì prossimo, 8 novembre, alle ore 18.00. Tutti sono invitati,.

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LA DESCRIZIONE DEL CURATORE MARCELLO NEBLMarcello Nebl, curatore della mostra, descrive così l’allestimento nei testi critici del catalogo:

«I lavori presenti in mostra sono frutto degli ultimi anni di produzione di Riccardo Schweizer e ne rappresentano pienamente la maturità artistica ed il desiderio di descrivere la storia della propria comunità e delle proprie origini, dopo decenni vissuti intensamente frequentando i grandi centri artistici europei dell’epoca, in particolare Venezia e Milano nel Nord Italia e Vallauris e Cannes in Provenza.

Fra le opere esposte in mostra quattro tele, conservate negli uffici del Centro Direzionale di Cles, sono dedicate alla Valle di Non: dalla drammatica vicenda del sacrificio dei Santi Martiri Anauniensi, descritto nella tela del 1996 intitolata “Il martirio” con il rogo come fulcro centrale dirompente, passando per le opere dedicate al lavoro nei campi ed alla raccolta della frutta, fino alla celebrazione della cooperazione, con il simbolo delle sette verghe clesiane che si eleva nel cielo illuminando un cielo notturno a guisa di un sole splendente.

La altre dodici opere esposte, conservate nella filiale di Verla di Giovo, sono parte di un grande progetto dedicato al ciclo dei mesi e creato nell’anno 2000 su commissione del Comune di Mezzolombardo e della Cassa Rurale Rotaliana, in collaborazione con la curatrice Patrizia Buonanno. Il passaggio epocale fra i due millenni viene descritto da Riccardo Schweizer su dodici carte di 56x76cm, utilizzando l’acrilico come medium espressivo e prendendo come spunto e ispirazione il celebre Ciclo dei Mesi affrescato nel 1400 in Torre Aquila a Trento dal Maestro Venceslao. Schweizer concretizza i momenti più significativi della vita sociale, economica e culturale del territorio rotaliano attraverso la propria interpretazione, con il caratteristico uso esplosivo del colore e la compenetrazione di figure umane, paesaggio naturale e paesaggio costruito».

CENNI BIOGRAFICI – Riccardo Schweizer nasce a Mezzano di Primiero, in provincia di Trento, il 31 agosto 1925.

Nel 1945 si iscrive all’Istituto d’Arte dei Carmini di Venezia e dal 1947 frequenta l’Accademia di Belle Arti. Negli anni Cinquanta si trasferisce a Vallauris per poter conoscere Picasso ed i grandi dell’arte stabilitisi in Provenza; ha così modo di frequentare anche Chagall, Cocteau, Campigli, Capron e Le Corbusier.

Nel 1954 ritorna a Venezia su invito di Saetti, come suo assistente all’Accademia e frequenta con assiduità gli ambienti dell’avanguardia culturale della città.

Nel 1958 gli viene allestita una grande personale, assieme all’amico Davide Orler, nel Museo Grimaldi (poi Museo Picasso) ad Antibes.

Nel 1960 lascia l’Accademia di Venezia e si stabilisce sulla Costa Azzurra, dove, oltre a tenere numerose mostre, incrementa la sua attività di ceramista ed esegue opere murali di grandi dimensioni.

Negli anni Ottanta mette a punto una tecnica a base di ossidi e cemento che utilizzerà per il grande bassorilievo esterno che ricopre tre facciate del Municipio di Carros vicino a Nizza; negli stessi anni vince il Concorso Internazionale per l’abbellimento del Palazzo dei Congressi e del Cinema di Cannes.

Negli anni Novanta realizza molte opere pubbliche, in particolare in Trentino dove si trasferisce definitivamente nel 1993 risiedendo a Casez, in Val di Non.

Per tutti gli anni Novanta e fino alla morte, avvenuta nel 2004, ha un’intensa attività espositiva in spazi pubblici, da Palazzo Trentini a Trento a Palazzo Panni ad Arco, da Palazzo Guarnieri di Feltre a Palazzo Crepadona a Belluno.

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