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Io la penso così…

Enrico Letta: il cavallo di Troia della politica italiana

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Spett. le Direttore,

tutti conoscono “la leggenda del cavallo di Troia” ma oggigiorno il “cavallo di Troia” della politica italiana non è una leggenda, bensì un’arma da guerra, utilizzata irresponsabilmente per una politica distruttiva che viene internazionalmente rappresentata da Enrico Letta.

Dopo essere stato in buona compagnia, emotivamente e cognitivamente destabilizzato dalla netta vittoria del centro Destra, Letta ha dato chiari segnali di profonda e antidemocratica insofferenza personale per il recente esito elettorale, manifestando la peggiore inadeguatezza nel ruolo che ancora rivestirà per pochi mesi, in attesa del nuovo segretario di partito.

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Il suo successore che le anime più abbacchiate del Pd stanno aspettando in grazia, per pudore come primo intervento dovrebbe almeno cambiare nome al partito a seguito della catastrofe d’immagine procurata dal suo attuale segretario,  che lo ha visto comportarsi nella maniera più irrazionale che potesse dimostrare, offrendo la triste immagine di un dirigente incapace e distruttivo, visceralmente attaccato ad una “poltrona” che si è scollata in maniera irreversibile “dalle sue idee”.

A giuramento avvenuto da parte dell’ on. Meloni al Quirinale, intervistato dai giornalisti, Letta ha dichiarato che il Pd farà: “opposizione, opposizione, opposizione, per mettere in difficoltà il Governo Meloni per non farlo durare in carica cinque anni!”. Affermazioni tra l’altro enunciate ancora nei giorni immediatamente seguenti alla vittoria del centro Destra, prima ancora dell’insediamento dell’attuale compagine governativa, quando il  tempo e l’ immagine politica di Letta, erano ormai, come da chiare previsioni pre-elettorali, sprofondate miseramente nel fango che lui stesso per mesi aveva creato e alimentato contro il centro Destra,  per dare vita e sostanza alla propria ambizione di “ -M-Exportverso il mondo intero”, sponsorizzato da una martellante auto-propaganda politica, totalmente sconnessa dalla logica, costruttivamente inesistente e controproducente ai fini di un valido risultato elettorale per il Pd.

Slogan basati esclusivamente sulla denigrazione dell’ avversario, (opposizione, opposizione, opposizione) priva di alternative costruttive come da standard ideologico personale.  Esternazione ora rimbombante come un “ultimo -pietoso- ruggito di tigre, dopo essere stato colpito al cuore dall’esito elettorale”, quando ormai non più in grado nemmeno di usare gli artigli per difendersi, nonchè palesemente  pervaso dall’ “isterisi dell’habitus“, ovvero quella condizione sociologica definita da Pierre Bourdieu  che si determina in sintesi, quando pensieri, sensazioni e azioni sono inadeguati alle condizioni sociali che si presentano nell’ambito del proprio vissuto.

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Questa opaca scenografia dovrebbe fare riflettere tutti gli elettori che hanno votato per il Pd e far capire loro che Letta -non aveva e non ha- a cuore la rinascita di un’ immagine internazionale e un rilancio economico che compete all’ Italia, perché mini-dotato di visione politica lungimirante.

In queste ore campa politicamente ancora per una manciata di mesi, oramai in “solitaria”, cavalcando una frammentata condizione cognitiva a livello politico, nell’ultimo devastato e devastante tratto della propria vita istituzionale: la peggiore controfigura  di basso profilo politico che si possa dimostrare nei confronti di quel  popolo che si ambirebbe a rappresentare, in attesa di essere definitivamente disarcionato oltre che dal prossimo congresso del Pd anche e peggiormente dalla Storia. Letta si è immedesimato nel classico “cavallo di Troia” in seno al Pd, facendo quasi più danni lui al partito che tutti i precedenti banditori d’Asta della Sinistra che hanno smembrato e svenduto la ricchezza del patrimonio economico e industriale italiano con in testa il “grande maestro burattinaio” dell’epoca: Romano Prodi. (Da ricordare tanto per rinfrescare la memoria storica, lo smembramento dolente del Gruppo I.R.I per la nostra Nazione)

Oltre a danneggiare vistosamente e irrimediabilmente il Partito Democratico, con l’incapacità politica dimostrata e con le più recenti esternazioni, Letta dimostra chiaramente l’aspetto umano peggiore, ovvero di non amare l’Italia e gli italiani, augurando al nuovo Governo vita breve, dichiarando di volersi impegnare per farlo cadere quanto prima.

Ciò dimostra la netta volontà di fare ripiombare l’Italia nel caos e nella fragilità politica consolidando per suo insano desiderio, un’ immagine di debolezza nei confronti di un’ Europa che per ora ci sorride con “una penna biro tra i denti”, solo per circostanza, ma pronta a scrivere ed imporre i suoi diktat appena dovesse malauguratamente manifestarsi la minima incrinatura del Governo di Giorgia Meloni. Questo è Enrico Letta; un soggetto che ha  politicamente svuotato sull’ ’ Italia la squallida immagine del suo operato, offuscando con un’ eclissi permanente il proprio partito e vituperando il concetto di italianità,  ammorbando con la sua ultima emesi politica, la propria visione che di “progressista” non dimostra e non ha dimostrato mai nulla, se non suscitando almeno ultimamente, forti perplessità in seno allo stesso Pd.

Inoltre si è prodigato e si continua a prodigare al massimo della sua decadenza politica, nel suscitare miserevole considerazione da parte degli altri elettori e degli altri  partiti del panorama politico italiano, dove si può in ultima analisi osservare un uomo ormai politicamente disperato, fagocitato dal proprio egocentrismo, che sognava di continuare indisturbato ad alimentare le proprie insaziabili ambizioni politiche senza averne la ben minima capacità.

Adriano Bertolasi – Trento

Potete inviare le email al direttore da inserire nella rubrica «io la penso così» scrivendo a: [email protected] – La vostra opinione conta, sempre….)

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