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Trento

Successo per il weekend della Protezione civile, in 4 mila nella cittadella di Piazza Dante – I VIDEO

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Il “Weekend della Protezione civile” ha avuto un successo straordinario. Sono state 4.000 le persone che – in due giornate – hanno visitato la cittadella dell’emergenza nel parco di piazza Dante, dove erano presenti tutte le strutture operative del sistema Trentino, in rappresentanza delle 11mila persone (il 90% sono volontari) che ne fanno parte. “Attraverso il vostro entusiasmo, le vostre competenze e la vostra preziosa e instancabile presenza, avete saputo trasmettere alla comunità trentina un grande messaggio di sistema” è il messaggio del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti.

Il sistema di Protezione civile del Trentino ringrazia dunque ogni cittadino intervenuto per l’abbraccio che è stato rivolto idealmente agli operatori. Arrivederci al prossimo anno dunque: il Weekend della Protezione civile tornerà all’ombra della statua del sommo poeta il 14 e 15 ottobre 2023.

In questo fine settimana, ragazzine e ragazzini accompagnati dalle loro famiglie si sono avvicinati ai macchinari del Corpo forestale del Trentino, hanno coccolato i cani della Scuola provinciale ricerca e catastrofe ed hanno assistito con grande interesse alle manovre dimostrative promosse dai Corpi dei Vigili del fuoco volontari e dal Corpo permanente dei Vigili del fuoco di Trento, dal Corpo del Soccorso alpino e speleologico del Trentino e dai Servizi provinciali che fanno capo al Dipartimento della Protezione civile, foreste e fauna.

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Tanti cittadini hanno colto l’occasione per approfondire la conoscenza delle diverse realtà, anche nell’ambito della campagna di comunicazione nazionale “Io non rischio – Buone pratiche di protezione civile” promossa dai volontari, che hanno distribuito materiale informativo e spiegato come ci si deve comportare in caso di emergenza. (qui il video)

Preziose sono state dunque le testimonianze delle operatrici e degli operatori della Croce rossa italiana del Trentino, della Protezione civile dell’Ana Trento (Nuvola) e degli Psicologi per i popoli, oltre che dei tecnici degli Ordini degli ingegneri e degli architetti.

Il contrasto al rischio di alluvioni e frane è stato il filo conduttore dell’appuntamento di questo weekend, promosso dalla Provincia e dal Comune di Trento, per valorizzare l’impegno e le competenze delle donne e degli uomini appartenenti alle diverse realtà. (qui il video)

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Come è stato rimarcato in diversi momenti – a partire dai dialoghi pubblici – non basta affidarsi ai professionisti che intervengono in caso di emergenza, ma spetta ad ogni persona fare la propria parte per prevenire e gestire gli eventi calamitosi e per salvaguarda la propria incolumità. (qui il video)

Nel corso della giornata, numerosi sono stati gli appuntamenti di approfondimento, che spaziavano dalle norme di autoprotezione, spiegate anche attraverso il fumetto pensato per gli alunni delle scuole secondaria di primo grado.

È stato spiegato inoltre come viene attivato il sistema di allerta della Provincia, con bollettini e avvisi specifici in caso di una probabilità di eventi meteo pericolosi oltre il 50%, oltre che l’effettiva gestione delle calamità da parte degli operatori sul campo. (qui il video)

In un territorio montano e particolarmente fragile come il Trentino, il bosco rappresenta un elemento importante nel garantire la sicurezza idraulica. Le foreste creano infatti uno “schermo fisico” non solo orizzontale, ma anche verticale: un aspetto molto importante nella prevenzione delle valanghe e del rotolamento di massi.

In occasione di eventi straordinari, anche le funzioni protettive dei boschi hanno tuttavia dei limiti. Dopo Vaia, un pericolo per le piante – che hanno l’azione di contrastare il dissesto idrogeologico – è rappresentato dal bostrico. Il monitoraggio sul territorio viene svolto anche attraverso l’impiego dei droni, che in caso di emergenza rappresentano un supporto importante, grazie alla dotazione di fari da ricerca e termocamere, che possono essere controllati a distanza di chilometri, grazie al progetto pilota ‘docking station’.

E ancora: come si gestiscono le emozioni nei momenti più drammatici? Nelle comunità colpite – è stato detto – vanno promossi senso di sicurezza e di conforto.

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