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Trento

Ecco il piano comunale per contenere i consumi energetici: possibile aumento delle tasse sulle seconde case

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La mannaia dell’aumento dei costi energetici si abbatte anche sul comune di Trento. Sul tolale del bilancio ad oggi mancano infatti ben 14 milioni di euro.

«Per far fronte alla questione delle entrate stiamo guardando anche ad un aumento della tassazione sulle seconde case e allo smart working per i dipendenti comunali il venerdì» ha commentato il sindaco Franco Ianeselli ieri mattina nella tradizionale conferenza stampa del lunedì.

Su queste ipotesi è intervenuto il consigliere comunale della Lega Alessandro Saltori:La seconda casa dei trentini è il risparmio di una vita di lavoro della famiglia, spesso utilizzato come salvadanaio in caso di necessità o per garantire quel poco in più come un’entrata mensile extra. Giusto come ha detto il primo cittadino intervenire su smart working dei dipendenti comunali, la riduzione degli orari di illuminazione e riscaldamento, ma si tratta di soluzioni che vanno affrontate assieme,  utilizzando anche le commissioni e tutto il Consiglio comunale. La casa in un momento delicato come questo deve essere tutelata. Non creiamo nuovi pensieri”.

Il sindaco poi ha snocciolato le misure per cercare di contenere i consumi.

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Massimo 19 gradi in ufficio, riscaldamento un’ora in meno al giorno, accensione posticipata al 22 ottobre. Si valuta lo spegnimento di alcuni parchi e ciclabili. Oculatezza nella gestione del calore nelle scuole e nelle sedi delle associazioni. Luminarie di Natale accese per minor tempo, photomapping solo in piazza Duomo.

Il Comune di Trento sta lavorando a un piano per il contenimento dei consumi energetici. Le misure previste accolgono le disposizioni nazionali del Ministero della Transizione ecologica e, in aggiunta, si prefiggono di razionalizzare l’utilizzo sia dell’illuminazione pubblica sia del riscaldamento negli uffici, nelle scuole e in tutti gli edifici comunali.

Le disposizioni nazionali. Il Comune di Trento è suddiviso in due zone climatiche, la E (sotto i 430 metri sul livello del mare) e la F (al di sopra dei 430 metri). Fino all’anno scorso, nella zona climatica E, l’accensione degli impianti termici era limitata, tra il 15 ottobre e il 15 aprile, a un massimo di 14 ore giornaliere tra le 5 e le 23.

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In seguito alla crisi energetica, le disposizioni nazionali hanno ridotto di 15 giorni il periodo di accensione del riscaldamento, posticipando di 8 giorni la data di inizio e anticipando di 7 giorni la data di fine esercizio. Inoltre, a livello giornaliero, gli impianti di riscaldamento possono rimanere in funzione un’ora in meno.

Dunque, quest’anno in città sono ammesse 13 ore giornaliere di riscaldamento dal 22 ottobre al 7 aprile. Negli edifici pubblici, indipendentemente dal raggiungimento delle 13 ore, lo spegnimento del riscaldamento sarà anticipato di un’ora rispetto al passato.

Nella zona climatica F il funzionamento degli impianti termici non è soggetto ad alcuna limitazione né riguardo al periodo dell’anno né alla durata giornaliera: per gli edifici pubblici verrà valutato caso per caso il calendario di accensione, ai privati si raccomanda il contenimento dei consumi in una necessaria responsabilizzazione rispetto all’utilizzo del gas.

L’impennata dei costi del riscaldamento. L’Amministrazione comunale ha esternalizzato il servizio di riscaldamento dei propri edifici e quindi non ha l’onere del pagamento diretto del gas (salvo per poche specifiche funzioni, per esempio il tempio crematorio).

È attualmente in fase di definizione l’accordo per il riconoscimento dei maggiori costi sostenuti dalla ditta esecutrice del contratto, costi che – per il periodo da ottobre 2021 ad aprile 2022 – sono stati calcolati in circa 700 mila euro.

Per fare un paragone, se tra il 2020-2021 la spesa per il riscaldamento era stata di 3,2 milioni, nel 2021-2022 è di 4,1 milioni, mentre la stima per il 2022-2023 è di 6,7 milioni. Il 45,5 per cento dei costi sono legati alle scuole, il 15 ad ambulatori e associazioni, l’11 per cento agli uffici comunali, l’8 agli impianti sportivi interni ai plessi scolastici, il 4 alle biblioteche, il 3 alle circoscrizioni (la percentuale residua è relativa ad altri spazi con funzioni diversificate).

Azioni per il contenimento della spesa per il riscaldamento. Per gli uffici pubblici, si è decisa la riduzione di un’ora del riscaldamento con temperatura a 19 gradi. Tenendo conto dell’accensione ridotta in applicazione delle disposizioni nazionali (22 ottobre-7aprile),

La chiusura di tutte le sedi comunali il venerdì pomeriggio potrebbe portare a un ulteriore risparmio del 4 per cento della voce di spesa relativa. Anche per quanto riguarda le scuole le disposizioni Cingolani prevedono la riduzione di un’ora di riscaldamento e di un grado della temperatura (19 gradi): è in corso una ricognizione delle esigenze per l’ottimizzazione dell’uso degli edifici, in particolare negli orari delle attività pomeridiane in modo da ridurre il tempo in cui è necessario riscaldare.

Stessa strategia anche per le sedi delle associazioni: in questo caso sarà importante razionalizzare l’utilizzo degli spazi e modulare l’accensione del riscaldamento solo nelle ore di reale necessità. In questo caso la stima del risparmio è difficilmente preventivabile, data l’attuale forte diversificazione delle esigenze.

Energia elettrica, prezzo in continua crescita. Fino ad aprile 2022 il Comune di Trento ha acquistato l’energia a prezzo fisso, da maggio il prezzo è diventato variabile, con un costo che si è triplicato nel corso del 2022. Se la spesa per l’energia elettrica nel 2021 è stata di 2,7 milioni, per il 2022 la previsione è di un esborso 7 milioni che salirà a 8,6 nel 2023.

L’illuminazione pubblica, con i suoi 18 mila punti luce totali, rappresenta il 56 per cento della spesa totale per l’energia elettrica del Comune di Trento. Se nel 2021 la spesa è stata di 1,2 milioni annui, la proiezione per il 2022 è di 3,6 milioni di spesa in assenza di interventi. Sono al vaglio alcune proposte, che comporterebbero la riduzione inferiore al 10 per cento di spesa ipotizzata.

Di certo è necessaria una generale responsabilizzazione per contenere i consumi, evitando di lasciare luci accese in sale o uffici non utilizzati, rafforzando l’importanza del messaggio “l’ultimo spegne la luce”.

Azioni per contenere la spesa dell’energia elettrica. Si è scelto di confermare le luminarie natalizie ma con riduzione del 15-20 per cento della durata di accensione giornaliera e la limitazione del photomapping alla sola piazza Duomo con contestuale abbassamento dell’illuminazione pubblica. Il risparmio previsto sarebbe pertanto circa del 20 per cento rispetto al consumo di energia degli anni precedenti.

Riduzione dell’illuminazione pubblica. Si è scelto di spegnere un’ora prima le 53 luci architettoniche in città. È al vaglio la scelta di spegnere dalle 23 alle 6 alcune aree verdi e ciclabili, valutando naturalmente anche l’impatto sulla sicurezza.

Laddove è presente l’illuminazione a led con il controllore di potenza si valuta di anticipare la riduzione d’intensità delle luci stradali a partire dalle 22. È infine fondamentale proseguire nell’applicazione del piano di sostituzione dei corpi illuminanti stradali e architettonici con sistemi a risparmio energetico. Attualmente gli investimenti previsti da parte del servizio Opere di urbanizzazione primaria sul bilancio 2022-2024 è pari a 210 mila euro annui con fondi del Pnrr.

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