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Vita & Famiglia

Giornata aborto sicuro. Pro Vita: «Di sicuro solo la morte di un bambino»

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Si è celebrata ieri la cosiddetta – e fantomatica – Giornata internazionale per l’aborto libero, sicuro e gratuito.

«In realtà l’unica cosa “sicura” dell’aborto è che uccide un bambino innocente» – spiega Francesca Romana Poleggi, membro del consiglio direttivo di Pro Vita & Famiglia.

«Un dramma per la madre – aggiunge –  ingannata da una legge che ha portato alla banalizzazione di un atto contro natura.  Una madre a cui nessuno spiega le gravi complicanze psicologiche dell’aborto, in barba alla legge sul consenso informato. Una donna a cui nessuno spiega le possibili complicanze fisiche, che possono portare perfino alla morte».

Ancora una volta l’ultima Relazione ministeriale, con i dati del 2020, scrive: “Nel nostro Paese il numero di morti materne la cui causa è in qualche maniera collegabile all’IVG è molto basso (v. p. 55).

Francesca Romana Poleggi si chiede: «che cosa vuol dire “basso”? Allora le donne morte ci sono. E perché il numero non viene riportato? E se anche fossero “poche”, sono donne morte che non contano? Alle donne incinte in difficoltà, oggi, nessuno (tranne il volontariato) offre un’alternativa all’aborto. Lo Stato le lascia sole: la legge 194 deresponsabilizza il padre e la società».

E conclude: «Da 45 anni l’aborto non è una “scelta”, è una decisione disperata. Chiediamo al nuovo Governo di impegnarsi a far sì che nessuna madre si trovi costretta ad abortire perché spaventata o troppo povera per avere un figlio. Solo questo significa “sicurezza” per donne e bambini».

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