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Trento

Domani in aula la riforma sul Progettone

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Sono 19 gli emendamenti depositati nei giorni scorsi per modificare in aula il disegno di legge 140 che rivede la normativa sul Progettone del 1983, proposto dalla Giunta con l’assessore Spinelli, il cui esame finale in Consiglio la conferenza dei capigruppo ha deciso di effettuare senza tempi contingentati.

Il testo è all’ordine del giorno dei lavori consiliari in programma domani e dopodomani, martedì 27 e mercoledì 28 settembre, nella prima sessione dopo le elezioni politiche e la fine della par condicio per la comunicazione degli enti pubblici.

La legge sul Progettone attualmente in vigore e che il provvedimento della Giunta intende ritoccare, permette alla Provincia di impiegare in servizi di pubblica utilità ambientale, sociale e culturale con un’attività retribuita, soggetti adulti espulsi da aziende o uffici che risultino privi sia di un’occupazione e di un reddito sia dei requisiti per la pensione.

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La proposta normativa della Giunta Fugatti e firmata dall’assessore Spinelli, prevede di superare il Progettone inteso solo quale strumento di accompagnamento verso la pensione, in modo da valorizzare e recuperare questi soggetti all’interno del mercato del lavoro.

A firmare gli emendamenti al ddl, già approvato in Commissione con l’astensione delle minoranze, sono i consiglieri Lucia Coppola (Misto-Europa Verde, 2), Paolo Zanella di Futura (5), Alessandro Olivi del Pd (5), Filippo Degasperi di Onda (2) e l’assessore Spinelli (5).

Prima di occuparsi di questo provvedimento è previsto che il Consiglio discuta le interrogazioni a risposta immediata e altri tre disegni di legge: il 25, respinto in Commissione, che punta a modificare la normativa provinciale sul benessere familiare del 2011 per equiparare il trattamento di maternità tra il pubblico impiego e il settore privato e a sostenere la “fruizione del congedo parentale“, proposto da Ugo Rossi (Misto-Azione) quand’era capogruppo del Patt, insieme ai colleghi Dallapiccola, Demagri e Ossanna; il disegno di legge 89 di Alex Marini (Misto-5 Stelle) per introdurre nella normativa sui referendum provinciali del 2003 il voto per corrispondenza, la raccolta delle firme elettronica e l’opuscolo informativo; e il disegno di legge 34 sempre di Marini, che propone di istituire un osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa e la promozione della trasparenza e della cittadinanza consapevole, modificando la disciplina provinciale sulla legalità del 2011. ​​

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