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Trento

Dopo 20 anni di amore Tony Menegatti sposa la sua Laura

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Uno degli storici commercianti di Trento si è sposato ieri in comune. Antonio Menegatti ha “finalmente” portato all‘”altare” in senso figurato la sua Laura dopo 20 anni di amore. Testimoni d’eccezione (foto) il grande campione di ciclismo Gilberto Simoni e Mariarosa Ferro

Una storia nata in bicicletta nei primi anni 2000 quando Antonio aveva 45 anni e Laura 25.

La coppia si era appunto conosciuta mentre Laura Calliope, ex ciclista professionista della nazionale italiana di san Michele All’Adige si allenava sulle strade del Trentino.

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Una amore nato sulla strada, perché lui invece sulla strada ci lavorava per davvero commerciando vestiti. «Quando l’ho vista per la prima volta è stato un mezzo colpo di fulmine, per me era come una calamita» ricorda Antonio che aggiunge: «Da tanto pensavamo di sposarci, ora è arrivato il momento giusto: due esperienze sono andate male, prima di sbagliare la terza ci ho pensato…»

La cosa sorprendente è che Laura fin da piccola era già innamorata di Antonio, infatti quando da piccola andava al mercato con la mamma era già invaghita di quel giovane commerciante che fra i banchi del mercato ne combinava di tutti i colori, vestendosi anche da donna pur di attrarre nuova clientela.

«Lei è di poche parole – ci confida Antonio – ma parla con gli occhi. È stato il tempo e l’intensità che ha portato a questo giorno che ha suggellato il nostro amore con il matrimonio. Il vero amore secondo me è l’accettanzione anche di tutto ciò che è stato. Lei mi è sempre stata vicina senza chiedere nulla».

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La vita di Antonio Menegatti non è stata sempre facile. Il più vecchio di 11 fratelli, nasce da una famiglia poverissima di Campo San Martino vicino a Padova, «eravamo la famiglia più povera del paese – ricorda ancora Antonio – per questo tutti regalavano qualcosa per noi alla nostra mamma. Con le luci al petrolio la notte  spennavamo e prezzavamo i polli che poi mia mamma durante il giorno vendeva alle caserme oppure ai signorotti. I primi tempi li portava in giro in bicicletta facendosi molti chilometri ogni giorno, poi per fortuna sono arrivati i primi autobus. Una vita di sacrifici, ma lei, nata a Caserta, lanciava una battuta e il suo sorriso portava via la malinconia».

Che la situazione in quegli anni fosse difficile e drammatica lo testimonia ancora Antonio, «Ho passato sette anni in collegio, mia mamma mi mandava una cartolina ogni tanto, staccavo il bollo e lo leccavo per sentirla più vicina a me. Ma nonostante la povertà lei aiutava tutti». (foto sotto)

Poi il destino comincia a fare il suo corso e Antonio all’età di 15 anni comincia a distinguersi in paese per tenacia, simpatia e intraprendenza. A metà degli anni ’60 in paese, quasi per caso, arriva un grande imprenditore del trentino nelle settore delle scarpe, si chiama Umberto Conforti, la cui famiglia per oltre 30 anni sarà una dei punti di riferimento più importanti per il Trentino.

Umberto Conforti cercava giovani per fare i mercati e come era abitudine in quei tempi, si era rivolto al vecchio del paese, tale Rino Coca, chiedendo se conoscesse qualcuno di sveglio per la vendita delle scarpe.

Rino Coca senza esitazione disse al Conforti: «Vai dalla famiglia di Renzo Rosso e chiedi del figlio più vecchio, se lui viene hai fatto 13 al totocalcio».

«Vidi un macchinone arrivare in mezzo ai campi dove abitavamo – racconta Antonio – appena sceso questo uomo elegante mi chiese se volevo venire a Trento a lavorare. Facevo il falegname a 50 mila lire al mese, lui ne offrì 60 con vitto alloggio comprese. Decisi di lasciare tutto subito iniziando la m ia avventura in terra trentina. Se sono qui lo devo solo a lui».

Ma come dicevamo la vita di Antonio somiglia davvero ad una grande avventura. Prima di trovare la sua strada e la sua dimensione di commerciante infatti oltre al mercato negli anni 70 lavora anche come carpentiere e saldatore meccanico alla Magnesio di Bolzano e a Mezzolombardo presso l’officina De Stefani. «A cottimo prendevo 1.000 lire per ogni disco e ne facevo anche 15 al giorno. Per quei tempi erano tantissismi soldi». 

Nel 1974 sposa Mariangela e diventa papà per la prima volta. In quel momento sceglie definitivamente la strada del commercio, «i miei gentori vendevano frutta e polli per le case, tutti i parenti facevano il mercato e quindi anch’io decisi che quella era la mia vita. «Per partire e fare il primo acquisto dovetti farmi firmare le cambiali dalla mamma, alla quale  dovetti anche insegnare a fare la firma visto che non sapeva scrivere. Una garanzia di 600 mila lire che mi permise di fare il primo acquisto da un grossista di Padova. Cominciai a girare le piazze dei mercati di tutto il Trentino Alto Adige».

Il suo modo di vendere è entrato nella storia. Conforti aveva visto giusto dicendo che i Veneti avevano più “chiacchiera” dei Trentini.

Per vendere nei mercati usa la tecnica del «battitore» a volte vestito da donna, diventa insomma un esuberante show man che trasforma il suo punto vendita in un palco sul quale va in scena uno spettacolo sempre diverso. E gli spettatori non mancano, il suo banchetto è sempre pieno gente che dopo averlo sentito compra. Eccome se compra!

Visto che le cose funzionano Antonio pensa anche ai fratelli e li porta in Trentino per lavorare insieme a lui. L’azienda comincia a svilupparsi e comincia anche la vendita all’ingrosso, «finito il mercato andavo a vendere all’ingrosso per i negozi del Triveneto. Nel 1990 cominciai a comprare circa 15 ngozi ubicati nel Triveneto e quello storico al Top center che tutt’ora gestisco».

Piano piano però il destino comincia a presentare il conto. In tempi diversi muoiono 3 fratelli uno dei quali che il Sarcoma di Ewing. Per assisterlo Antonio deve fermarsi col lavoro per oltre un anno spendendo un sacco di soldi per curare il fratelli. Poi nel 1981 perde un figlio nato morto. Nel frattempo gli anni passano e perde il padre e la mamma, «nel 2005 mia mamma morì di crepacuore dopo la perdita di 3 figli» – ricorda commosso Antonio.

Al campo di calcetto di Denno conosce Mery e si sposa. Un matrimonio che dura 15 anni durante i quali tira su altri due figli.

L’attività è comunque florida, almeno fino al 2008. Una crisi tremenda e la concorrenza dei negozi dei cinesi costringe Antonio a chiudee poco a poco tutti i negozi sparsi nell’alta Italia. Rimarrà solo quello del Top Center.

Dopo il terzo matrimonio e i suoi 69 anni Antonio tira le somme. «Se rifarei tutto uguale? Sì, errori compresi. Ho provato la gloria e anche la merda. Quando sono caduto mi sono sempre rialzato con le mie forze. L’importante non è la forze del colpo che prendi, ma il tempo che ci metti a reagire»

«Quando ero povero mi vergognavo, ma ero convinto che un giorno mi sarei preso la rivincita. Sognavo la Ferrari testa rossa e poi sono riuscito ad acquistarla, ma non per fare il figo, ma per premiarmi del lavoro che avevo fatto sabati e domeniche comprese».

E conclude con un ringraziamento alla terra che lo ha accolto: «In Trentino mi sono trovato benissimo e devo ringraziare tutti per come sono stato accolto. Ognuno di loro mi ha dato qualcosa, aiutandomi nella crescita personale e professionale. Ringrazio anche tutta le gente del mercato che per lunghi anni mi ha seguito»

 

 

 

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