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Trento

Giorgia Meloni in esclusiva per la Voce: «I Trentini sanno che possono contare su Fratelli d’Italia»

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Dal 2014 ad oggi è riuscita a portare Fratelli d’Italia dal 3 al 26%, e potrebbe non essere ancora finita. La sua leadership non è mai stata messa in discussione.

Una cavalcata incredibile che la porterà ad entrare dalla porta principale di Palazzo Chigi. Mai nessuna donna ci era riucita da quando è nata la nostra repubblica.

Giorgia Meloni ha 45 anni, ma non si pensi che sia priva di esperienza. Dal 2006 al 2008 è stata vicepresidente della Camera dei deputati e dal 2008 al 2011 Ministro per la gioventù nel quarto governo Berlusconi.

È stata presidente della Giovane Italia, dopo aver ricoperto la medesima carica in Azione Giovani e Azione Studentesca. Non condividendo il supporto dato dal Popolo della Libertà al Governo Monti, ne era fuoriescita fondando, insieme a Ignazio La Russa e Guido Crosetto, il partito Fratelli d’Italia, di cui è presidente dall’8 marzo 2014. Dal 29 settembre 2020 è presidente del Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei.

Il resto è adesso, è nel presente, ma soprattutto nel futuro, suo e del popolo italiano in evidente difficoltà e stavolta di certo non per colpa sua.

Il suo libro «Io sono Giorgia» sta avendo un successo che non si era mai verificato per quanto riguarda un politico. Attualmente si trova al primo posto nella classifica della saggistica da 9 settimane. Nella classifica generale, invece, è in testa da più di un mese con quasi 200 mila copie che sono state distribuite nelle librerie italiane e 13 edizioni.

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Da quando giovane “secchiona” irrompe in un circolo del Fronte della Gioventù (organizzazione giovanile del Msi) della Garbatella all’inizio degli anni Novanta, spinta dalla voglia di impegnarsi in politica dopo essere stata impressionata dalle stragi di Mafia e dall’omicidio di Falcone e Borsellino ad ora di acqua sotto i ponti ne è passata molta, come i governi mai votati dagli italiani, guarda caso targati quasi tutti Partito Democratico. 

Poco prima di arrivare a Trento in viaggio da Vicenza per il suo comizio iniziato alle 12.49, davanti ad oltre un migliaio di persone, (qui l’articolo) ci ha rilasciato un’intervista chiarendo subito che come avveniva fin dai tempi di Berlusconi, Bossi e Fini, l’accordo è che il partito della coalizione che alle elezioni ottiene più voti è quello che esprime il Presidente del Consiglio in caso di vittoria. Caso quindi subito chiuso. Sarà lei la premier Italiana.

Racconta anche di come si è resa involontaria protagonista di un piccolo fuori programma ieri a Roma durante l’incontro con ConfCommercio

Giorgia Meloni, infatti, è sembrata perdere l’equilibrio mentre parlava. All’ultimo momento è riuscita a non cadere aggrappandosi ai due microfoni sul palco. Sorridendo, il presidente di Fratelli d’Italia ha spiegato che si trattava di un problema del tacco della scarpa, rimasto presumibilmente rimasto incastrato nella pedana del palchetto riservato agli oratori. «Avevo il tacco proprio, perdonatemi, non è bello, queste sono cose che accadono…», proseguendo poi si è lasciata andare ad una battuta. “Se vado troppo lunga, abbattetemi…”.

Quali sono le prime cose che farà il suo futuro governo? Bloccherà l’immigrazione clandestina? E come? Fratelli d’Italia diventerà il primo partito anche in Trentino? E cosa succederà in Trentino dopo le votazione del 25 settembre? Giorgia Meloni ha risposto a tutte queste domande. 

Presidente Meloni, cosa le viene in mente pensando che potrebbe essere la prima donna a presiedere il governo italiano nella storia del nostro Paese?

«Sarebbe oggettivamente un fatto storico. Avere una donna presidente del Consiglio infrangerebbe quella barriera invisibile, quel famoso “tetto di cristallo”, che oggi non consente alle donne di emergere a livello istituzionale e lavorativo e aprirebbe la strada alla loro affermazione in ogni contesto. Sarebbe una sfida epocale per la nostra Nazione».

Caro energia, gli italiani sono molto preoccupati, cosa farà il suo governo a riguardo?I primi tre provvedimenti del suo governo?

«Posso dirle quali saranno le priorità su cui interverremo subito. Occorre innanzi tutto mettere in sicurezza famiglie e imprese dal caro energia e dall’impatto dell’emergenza energetica. Bisogna contrastare le speculazioni finanziarie e fissare un tetto europeo al prezzo del gas per abbassare subito le bollette. È necessario poi svincolare il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas. Una misura che dovrebbe essere presa a livello europeo ma che può essere adottata anche a livello nazionale, con un costo sostenibile e un effetto immediato. Si possono poi prevedere meccanismi di credito d’imposta e interventi diretti mirati, come ad esempio l’abbattimento del costo dell’IVA e delle accise, facendo ricorso all’extra-gettito fiscale degli ultimi mesi legato a inflazione e caro energia.

L’altra priorità sarà il lavoro?

«Serve un taglio netto e strutturale del cuneo fiscale e contributivo per lavoratori e imprese, per mettere più soldi nelle tasche dei lavoratori e di alleggerire il carico fiscale che grava sul sistema produttivo italiano. E per sostenere chi crea lavoro Fratelli d’Italia vuole introdurre il principio del “chi più assume meno paga”, con una super deduzione al 120% del maggior costo del lavoro per le imprese che incrementano l’occupazione in azienda rispetto agli anni precedenti. E, in misura anche più elevata, sino al 150%, in caso di assunzione di soggetti fragili: disoccupati di lungo termine, neo-mamme, over 60, invalidi».

Uno dei valori più importanti del suo partito è sempre stata la famiglia, ma nascono sempre meno bambini purtroppo. Quali misure avete in mente in proposito?

«Sosterremo la famiglia e la natalità, perché se non torniamo a produrre il Pil demografico, ovvero i nostri anni di futuro, siamo destinati a scomparire. Abbiamo tante misure in mente: progressiva introduzione del quoziente famigliare, aumento degli importi per l’assegno unico e universale, riduzione dell’aliquota Iva sui prodotti per la prima infanzia, asili nido gratuiti e aperti fino all’orario di chiusura di negozi e uffici. E poi incentivi alle aziende che assumono neomamme e favoriscono forme di conciliazione dei tempi casa-lavoro. La vera sfida è conciliare vita e lavoro e fare in modo che la scelta di mettere al mondo un bambino non sia più un ostacolo o una penalità».

Ci spiega la Sua posizione filo atlantista. Non pensa che per l’Italia si dovrebbe perseguire una politica estera più autonoma e meno vincolata alle scelte degli USA?

«Io non sono “filo” nulla e la mia bussola è sempre stata e sarà sempre la difesa dell’interesse nazionale italiano. Sono altri, soprattutto a sinistra, che sono sempre “filo” qualcosa e amano sempre molto atteggiarsi a cheerleader di questo o quel leader politico straniero. Noi crediamo che l’Italia non possa permettersi oggi di essere l’anello debole dell’Occidente, cioè del sistema di alleanze economiche, commerciali e di difesa del quale fa parte da sempre. Ma questo vuole dire, anche, stare in Occidente a testa alta e da protagonisti. Non è un caso che Fratelli d’Italia proponga, da vario tempo e lo ha scritto anche nel suo programma elettorale, la necessità che la NATO si doti di una colonna europea capace di parlare da pari grado con la colonna americana. La ragione è semplice: la libertà, la nostra indipendenza e la nostra sicurezza hanno un costo. E la guerra in Ucraina lo ha dimostrato».

Il blocco navale per contenere l’arrivo dei migranti lo farà davvero?

«Fermare le partenze e la tratta degli esseri umani è una priorità assoluta. Lo si può fare attraverso una missione europea, in accordo con le autorità del Nord Africa, costruendo nei Paesi extra-europei degli hotspot gestiti dalla Ue per valutare lì le richieste di asilo. Chi ha diritto alla protezione internazionale può essere accolto e distribuito equamente nei 27 Paesi della Ue, chi è irregolare no. Bisogna anche investire sugli accordi tra Ue e Stati terzi per la gestione dei rimpatri degli immigrati clandestini e subordinare gli accordi di cooperazione alla disponibilità al rimpatrio degli Stati di provenienza».

Fratelli d’Italia potrebbe essere il primo partito in provincia di Trento. Come si spiega questa scalata così repentina in un territorio da sempre avverso alla destra?

«Perché intercettiamo i valori che invece sono il fondamento stesso dell’essere trentini: la difesa dell’identità, la centralità della famiglia e il sostegno a chi produce. E in una terra straordinaria come il Trentino, che da sempre coniuga solidarietà e impegno civico e chiede concretezza nella capacità di rispondere ai problemi di ogni giorno, i cittadini sanno che possono contare su Fratelli d’Italia».

Cosa pensa rispetto alle provinciali 2023? Ritiene scontata la conferma di Fugatti quale candidato presidente?

«Maurizio Fugatti ha goduto della fiducia di Fratelli d’Italia, ma è prematuro parlare oggi delle provinciali 2023. Certo, per noi l’unità del centrodestra è un valore aggiunto ad ogni livello, a partire dai territori. Ora siamo concentrati sulle politiche per dare all’Italia un governo di centrodestra forte e coeso. E che domani possa essere anche un punto di riferimento per la Provincia autonoma e il Trentino. Insieme agli alleati faremo del nostro meglio per affrontare questa sfida e non deludere chi sta riponendo così tanta fiducia in noi».

A cura di Roberto Conci

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