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Alto Garda e Ledro

«1872: l’alba della Sat» è il titolo dell’allestimento multimediale dedicato al 150° anniversario della fondazione

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Una mostra-esperienza che sarà inaugurata alle ore 18 di sabato 10 settembre nella sede della sezione di Arco della Sat, per essere poi aperta alla visita tutti i giorni tranne il lunedì (giorno di chiusura) dalle 15 alle 19, fino al 10 ottobre.

La biblioteca civica «Bruno Emmert» di Arco partecipa all’iniziativa e, in cordata con gli intenti culturali della mostra, propone ai propri visitatori una ricerca bibliografica storica dedicata.

Si tratta di un’esperienza immersiva da vedere e ascoltare per ripercorrere le vicende storiche della nascita della Sat, sottoscritta a Campiglio il 2 settembre del 1872, e la cui prima assemblea è stata convocata ad Arco pochi mesi dopo.

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Una sala le cui pareti formano cinque grandi schermi in cui si intrecciano immagini storiche e fiction, dialoghi e musica. Protagonisti sono i due fondatori: Prospero Marchetti (Arco, 15 aprile 1822 – Arco, 14 maggio 1884), discendente da una facoltosa famiglia di Bolbeno stabilitasi ad Arco, di sentimenti filo italiani, primo presidente della Sat (impersonificato dall’attore Stefano Pietro Detassis), e Nepomuceno Bolognini (Pinzolo, 24 marzo 1823 – Milano, 18 luglio 1900), ufficiale garibaldino, primo vicepresidente della società (nel video, Massimo Lazzeri).

E protagonisti sono i due luoghi: Madonna di Campiglio, dove la Sat fu fondata, e Arco, dove si tenne il primo congresso. Il tutto, in un contesto storico permeato dai contrasti fra il Trentino parte dell’impero austroungarico e le spinte irredentiste verso l’Italia. Un coinvolgente viaggio nel passato per sapere qualcosa in più sulle circostanze nelle quali nacque la Società degli alpinisti tridentini.

«Una iniziativa condivisa con la Sat centralespiega il presidente della sezione di Arco Massimo Amistadima che per Arco e Madonna di Campiglio assume un significato speciale. È in queste due località, infatti, che si sono svolti i fatti narrati nella mostra-narrazione, quelli che hanno portato, un secolo e mezzo fa, alla nascita della società alpinistica più importante d’Italia».

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Tra i momenti salienti dell’esperienza immersiva, l’incontro di Marchetti e Bolognini all’imbocco della val Genova, dove decideranno di spendersi per l’avventura satina; Prospero Marchetti mentre scrive il discorso per la prima assemblea; vari excursus sulla realtà del tempo, senza dimenticare la presenza asburgica ad Arco e a Madonna di Campiglio; e il finale, di immagini e suoni, con l’elogio alla montagna e alla sua bellezza, oltre il tempo e la storia. La mostra è ideata e curata da Roberta Bonazza e Luciano Stoffella.

L’idea di una società degli alpinisti nasce nel clima di eccitazione e fermento provocato dalla pubblicazione, nel 1865, del libro «Die Adamello-Presanella-Alpen. Forschungen und Aufnahmen», e dalle straordinarie imprese del suo autore, il celebre esploratore e alpinista boemo Julius Johannes Ludovicus von Payer (Schönau, 1841 – Veldes, 1915), che dal 1864 al 1868 esplorò i due gruppi montuosi dell’Adamello e della Presanella, arrivando a conquistare, nel 1864 assieme alle due guide della val Rendena Girolamo Botteri e Giovanni Caturani, la vetta dell’Adamello, a 3539 metri slm.

In val di Genova il libro (nelle cui pagine si raccontavano quelle cime come nessuno aveva saputo fare prima di allora) e le recenti vicende alpinistiche di Payer e di altri avevano creato una grande animazione presso un gruppo di borghesi originari della val Rendena, delle Giudicarie e di Arco.

Tra questi, Nepomuceno Bolognini di Pinzolo e Prospero Marchetti di Arco, i quali «al principare dell’estate del 1872 -si legge nell’Annuario della Società Alpina del Trentino, I, 1874- passeggiavano pello stradale di Pinzolo in vista della più alta montagna del Trentino, il dirupato ghiacciaio della Presanella, lì determinarono a farsi promotori della istituzione della Società degli Alpinisti Tridentini […] e indissero per il giorno 2 del successivo settembre un ritrovo nel nascente stabilimento alpino di Campiglio, ora Hotel des Alpes, dove nacque la Sat».

La Società degli Alpinisti Tridentini, dunque, nasceva in seno alla borghesia originaria delle valli percorse dal Sarca, tanto che inizialmente il nome previsto era Club Alpino del Sarca, mentre un’altra opzione considerata fu Club Alpino di Arco, dal nome della sede designata. Infine, dopo un lungo e animato confronto, la scelta cadde sul nome Società Alpina del Trentino.

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