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Arte e Cultura

Il percorso storico-naturalistico della Grande Guerra a cima Socede e laghetti dei Lasteati

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Una tavolozza di colori ha accompagnato il nostro cammino nella prima domenica di settembre 2022 per visitare il Museo all’aperto della Prima Guerra Mondiale, inaugurato quattro anni fa con un’escursione guidata in compagnia dello storico Luca Girotto a cima Socede nel Lagorai.

Raggiungiamo Malga Conseria in val Campelle di buon mattino dopo un’ora di percorso nel bosco lungo il sentiero SAT 326, poi si apre l’ampia vallata con sentiero erboso fino a Passo Cinque Croci.

A mezza costa è situato il piccolo cimitero di guerra detto “Cocuzzolo dei Morti” dove sono sepolti cinque soldati, tre alpini del battaglione Valbrenta e due soldati ungheresi, deceduti il 16 giugno 1916.

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Gli alpini partendo dalle trincee tra Cima Lasteati e Forcella Magna avevano tentato di rioccupare Passo Cinque Croci attaccando allo scoperto e su terreno ancora innevato nel territorio dei laghetti dei Lasteati.

Fallita l’azione davanti all’avamposto austriaco di Cima Socede, gli austriaci avevano provveduto a seppellire alcune salme in questo luogo defilato, a sud del sistema trincerato che difendeva il valico.

La ritirata di Caporetto e l’abbandono italiano del territorio in quota fecero scivolare nell’oblio il piccolo camposanto, poi riscoperto e curato dal Gruppo alpini di Scurelle già dagli anni ‘90.

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Decidiamo di compiere il giro in senso antiorario, prendendo inizialmente il sentiero L35 in direzione della Forcella Buse Todesche, con vista panoramica sulle prime propaggini della catena del Lagorai (dalla Panarotta fino a cima Stellune).

Salendo di quota verso i laghi dei Lasteati la foresta di conifere si dirada e lascia progressivamente spazio ad ampie praterie, pietraie e piccoli specchi d’acqua; la vegetazione è costituita da larici, piante di rododendro e mirtilli, arbusti di pino mugo e ginepro nano.

Saliamo fino al lago superiore dei Lasteati collocato nella magnifica cornice di Cima d’Asta, le acque cristalline sono in parte coperte da alghe che disegnano forme sinuose, non resta che ammirare la bellezza del paesaggio nelle prime tonalità d’autunno, il silenzio interrotto solo dal fischio della marmotta.

La salita al sentiero della Memoria non è distante dal lago e in circa 15 minuti conduce a Cima Socede (2173 m), sulla cresta è presente l’osservatorio panoramico-didattico che indica il nome delle vette circostanti del Lagorai, si intravede Sasso Piatto, Sasso Lungo fino alle Pale di San Martino.

Attorno al crinale si può visitare l’ampio percorso museale che costituisce una cittadella fortificata, teatro delle battaglie tra l’esercito italiano e quello austro-ungarico nel periodo 1915-1918.

Una postazione di artiglieria in caverna, il deposito munizioni, postazioni per mitragliatrici, baraccamenti-alloggio in pietrame e legno, diverse trincee ristrutturate e ben conservate.

In prossimità della cima spicca il nuovo bivacco e la lapide in memoria del battaglione Valbrenta, le croci in legno e filo spinato segnano un luogo diventato sacro; è il paesaggio alpino del Passo 5 Croci (2018 m) a fare da spartiacque tra le ampie vallate.

E’ chiamato Cinque Croci perché qui convergono i territori di cinque pascoli (Conseria, Valsorda, Cengello, Socede e Valcion) appartenenti ai tre comuni di Pieve Tesino, Castello Tesino e Scurelle.

All’inizio della guerra il sovrastante colle di San Giovanni era una propaggine della linea austriaca del Lagorai, ambito da entrambi i contendenti come osservatorio avanzato e punto di partenza per rapide azioni offensive.

Un attacco avvenuto di sorpresa in piena notte costringeva gli alpini a ritirarsi sulle posizioni di Forcella Magna, ma in tutto vi furono 13 passaggi di mano tra i due belligeranti.

Spesso l’occupazione durava pochissimo tempo per via della posizione estremamente esposta e per gli avvenimenti che succedevano nelle vicinanze.

Su queste montagne fanti, alpini, Standschützen, Landsturmern e Landschützen combatterono in una lotta senza quartiere, fino al ripiegamento delle truppe italiane in seguito alla disfatta di Caporetto del novembre 1917.

Negli anni Venti e Trenta furono pastori e recuperanti di materiale bellico a ripercorrere questi itinerari e successivamente escursionisti, appassionati di montagna e storici.

Quello che prima era un cocuzzolo coperto di rododendri si era trasformato in un’imprendibile fortezza creata nel corso della guerra.

Un itinerario molto suggestivo che unisce l’aspetto naturalistico del Lagorai con le testimonianze storiche della Grande Guerra.

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