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Val di Non – Sole – Paganella

“Yes, you can” – Iniziativa, intraprendenza, ma soprattutto determinazione: queste le basi del successo del giovane imprenditore Nader e del suo brand ‘RARE’

Da Terres il lancio di «Rare» il brand della moda «Libera»

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Nader Bouaouni è un giovane che a soli 23 anni è riuscito a realizzare il suo sogno: ha costituito un’azienda online e commercia capi di abbigliamento con il marchio ‘Rare’ da lui disegnati e che sta funzionando ‘alla grande‘.

Nàder (si pronuncia con l’accento sulla a) è un giovane intelligente, con un’intraprendenza e una determinazione che al giorno d’oggi si riscontrano in pochi suoi coetanei.

Nader è un ragazzo italiano di origini tunisine (mamma e papà). Vive a Terres in val di Non con due sorelle di 21 e 18 anni (una lavora e l’altra studia), e dopo pochi anni dalla fine degli studi ha intrapreso con successo la strada imprenditoriale, creando il suo brand ‘RARE’, nome che nasce da ‘bRAin fREe’, letteralmente ‘cervello libero’, e ha scelto come simbolo un diamante, a sottolineare che la ‘mente libera’ di questi tempi è davvero una cosa rara, come un diamante, appunto.

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“Voglio far capire ai ragazzi di oggi è che non è così difficile arrivare al successo; io ce l’ho fatta, possono farcela anche loro. Voglio infondere fiducia e ottimismo” – Nader ha pensato di raccontare la sua storia per divulgarla a tanti ragazzi che lui vede sfiduciati e apatici difronte al futuro.

Ha studiato quattro anni presso l’U.P.T. di Cles, indirizzo vendite: “Non ero proprio uno studente modello, perchè avevo le mie idee. Voglio ringraziare tantissimo i miei professori Marco Luchi e Massimiliano Stringari, oltre al direttore Walter Iori, che mi hanno aiutato molto, e spero saranno orgogliosi di me! Grazie a un compito scolastico e su consiglio degli insegnanti ho deciso di proseguire con il mio progetto, perchè specialmente in val di Non e anche in Trentino non nascono molti brand di questo genere“.

Finita la scuola Nader inizia subito a lavorare come cameriere in un ristorante; l’intendo è di mettere da parte i soldi per poter cominciare l’attività. “Pur essendo cittadino italiano, devo sottolineare che nei vari uffici per i quali ho dovuto passare, quando vedevano il mio cognome chiaramente straniero, quasi sempre sono stato ostacolato, sottoposto a continue verifiche e controlli, ed ottenere tutti i documenti necessari è stata una trafila davvero lunga e penosa… Amo l’Italia, mi ha dato tantissimo, qui mi trovo veramente bene, ma questa cosa è davvero triste…” commenta amareggiato Nader.

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Nel 2019, dopo aver finalmente completato l’iter burocratico, inizia a collaborare con un’azienda tedesca dalla quale fa realizzare i suoi primi capi d’abbigliamento, in particolare le ‘divise’ fatte su misura per le ragazze di ‘Trentin Avventura’ (qui l’articolo). Però Nader non è soddisfatto, vuole una cosa diversa, cerca chi può produrre da zero sulla base delle sue idee, il suo design, i tessuti che desidera, vuole che la sua linea sia distintiva.

Quindi abbandona per il momento l’attività per tornare a fare il cameriere e racimolare ancora qualche soldo, intenzionato ad essere autonomo e non pesare sul bilancio famigliare.

Nel 2019 intraprende quindi il primo viaggio in Tunisia: ha 20 anni ed il padre non è molto d’accordo sul fatto che viaggi da solo, ma Nader è testardo e parte, avvantaggiato anche dal fatto di parlare la lingua e di avere lì alcuni parenti come appoggio.

“Ero stato ancora in Tunisia con la famiglia, però andarci da soli, e per affari, è tutta un’altra cosa. Mi sono recato a Monastir, nel paese delle mie origini, perchè so come lavorano i tessuti lì, per i costi inferiori rispetto al altri paesi, e perchè volevo far lavorare la mia gente”.

Nader visita diverse fabbriche, e vive un’esperienza che lo sconforta molto: “Mi sono recato in un’industria che produce per un notissimo stilista italiano. In quella ditta lavorano centinaia di donne, alle quali viene dato un tempo minimo per realizzare un capo (tipo 5 minuti); se non riescono a finire, viene loro tolto il lavoro e non vengono pagate. Sono rimasto davvero scosso…”

Nader è una persona ‘politicamente corretta’ e vuole ‘portare a casa del pane pulito’, quindi prosegue la ricerca: “Finalmente ho trovato l’azienda che cercavo: hanno ascoltato ciò che volevo fare, mi hanno messo a disposizione un team di esperti con i quali lavoro attualmente, e così è iniziata la collaborazione con I.T.I.S., una società di alto livello che produce per grandi marchi e stilisti italiani. Sicuramente essere italiano mi ha favorito, perchè operano su criteri europei; in più confezionano i capi sulla base dei miei disegni e con i tessuti da me scelti”.

I viaggi in Tunisia si susseguono, fino ad arrivare alla stipula definitiva dei contratti, e contemporaneamente procede a brevettare il suo marchio, con costi non indifferenti. Stipula un contratto anche con Bartolini trasporti, (alla quale è molto riconoscente) per la consegna della merce destinata in tutt’Italia (per ora). Affitta pure un modesto ufficio a Mezzolombardo, che gli serve da base operativa.

Tutto sembra filare liscio, purtroppo all’inizio del 2020 arriva il Covid e la mazzata del lockdown. La merce spedita dalla Tunisia arriva fino a Codogno (Mi), ma rimane ferma per ben tre mesi, prima di essere sdoganata, e conseguentemente il container deve essere igienizzato, controllato e finalmente viene concessa l’autorizzazione alla consegna.

Nel frattempo Nader è costretto a chiudere l’ufficio di Mezzolombardo, però non si perde d’animo: con sagace intuizione capisce che è un momento decisivo per l’e-commerce e inizia un nuovo percorso come consulente di siti shop-online, insieme all’amico e fotografo ufficiale Luca Bazzanella.

Contemporaneamente, ora che ha la merce, riprende in mano la situazione ed il proprio brand. Apre il sito internet Rareshop.it ed inizia a vendere. Vista la situazione, nel contempo si mette a cercare qualcuno che gli dia un appoggio finanziario. Un caro amico ed ex compagno di scuola, Sebastien Rosat, crede in lui, ed investe nella sua azienda. Finalmente il lockdown finisce e l’economia lentamente si riprende; il brand di Nader decolla definitivamente.

Ma Nader non dorme sugli allori; lascia il lavoro di cameriere e cerca un posto più stabile e con orari meno impegnativi; si guarda intorno ed afferra al volo una nuova opportunità lavorativa. “Nella vita bisogna sempre avere un ‘piano b’. Non sai mai cosa può accadere, e considero una fortuna avere un secondo lavoro. Ora sono alla Conad di Denno; i titolari sono carissime persone, se ho degli impegni cercano di venirmi incontro con i turni, mi trovo davvero bene in questo ambiente. Non posso dire di essere un dipendente, è troppo riduttivo, io e i miei colleghi ci sentiamo così a nostro agio che preferiamo chiamarci collaboratori”.

Nader lavora sodo, con passione, mette anima e corpo nella sua azienda, e non ha tempo per altro. “A volte vengo escluso dai miei coetanei perchè molto spesso ho dovuto declinare i loro inviti; non andavo mai alle feste, al cinema, a mangiare una pizza, e così è successo che alla fine si sono stancati di chiamarmi, ma il mio tempo libero era davvero pochissimo. Lo so che sono giovane, però ho dovuto fare una scelta, anche se difficile. All’inizio mio padre mi osteggiava, mi diceva: “Perchè non ti trovi un lavoro come tutti gli altri, così hai una sicurezza, e puoi goderti la tua gioventù”- Ma io sono un tipo ostinato, ed ho tenuto duro. Ora mio padre mi ha capito e mi sostiene, insieme a tutta la famiglia”.

Nader non ha tempo nemmeno per una relazione: “Non voglio che una persona si leghi a me e poi soffra per colpa mia, perchè non posso dedicarle tempo”. Ma l’amore, si sa, ti piomba addosso quando meno te l’aspetti: così Nader ora ha una ragazza, Valentina, che lui definisce la ‘compagna ideale’. “Lei mi sostiene sempre, anche se a volte fatica ad accettare le mie assenze, comprende la situazione, mi appoggia e apprezza il mio lavoro; capisce che fare questo è un’esigenza, ed è la mia passione, che porterò avanti a tutti i costi”.

Nader è un ragazzo sensibile anche nei confronti dell’ambiente, e così, insieme al suo team in Tunisia, sta cooperando ad un progetto davvero incredibile: “Dobbiamo cercare un’alternativa, pensare a qualcosa di diverso. Nel laboratori dell’I.T.I.S. i ricercatori stanno lavorando con sistemi nanotecnologici ad un tessuto eco-sostenibile, fatto con le bucce di banana. Al momento l’ostacolo sono i batteri che decompongono la frutta, ma nel complesso il procedimento sta procedendo bene”.

Nader ha le idee ben chiare anche per i suoi progetti futuri: Credo fermamente nello shop-online, ma sono altrettanto convinto che i negozi fisici non possono sparire. I negozianti devono capire che la vendita classica deve andare pari passo con l’e-commerce; penso che in futuro il negozio avrà la funzione esclusivamente di vetrina per i prodotti, con un commesso/consulente che guidi i clienti agli acquisti. Più avanti aprirò un negozio/showroom, dove la gente sarà seguita da un esperto, che mostrerà loro gli abiti, con la possibilità di provarli, di toccarli con mano, per poi ordinarli comodamente da casa, perchè il futuro del commercio è online”.

Nader vuole dare un messaggio concreto agli studenti, ai giovani, a tutti coloro che non sanno cosa faranno ‘da grandi’: “Dovete provarci, dovete rischiare. Sarà dura, bisogna avere costanza, pazienza, determinazione. Inseguire i propri sogni è possibilissimo; solo prefissando degli obbiettivi riuscirete ad ottenere risultati. La mia azienda ora è valutata oltre 100mila euro, e ho già ricevuto delle offerte per cederla, ma non esiste: ho faticato tanto per arrivare fino qui, ed adesso voglio solo proseguire”.

Nader è un ragazzo davvero speciale, si è fatto largo nella vita a gomitate, ha incassato duri colpi, ma alla fine l’ha spuntata, nonostante anche un problema fisico che lo assilla: urgentemente deve mettersi in lista per un trapianto di cornea, altrimenti, a causa di una malattia degenerativa, da un occhio perderà la vista. Ma lui sembra avere addosso una corazza dove tutto gli scivola via, è sempre allegro, positivo e ottimista, e anche questi sono punti di forza del suo successo.

Info: RARE shop – Instagram

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