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Trento

«Via da Trento per la paura»: la storia di Patrizio e Ivana emigrati felici in Slovenia

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Come nel resto d’Italia anche i trentini che decidono di emigrare e vanno a vivere all’estero sono in costante aumento.

Nel giro di un paio d’anni, tra 2019 e 2020, la crescita è stata del 6,9%. In numeri assoluti, nel 2020 sono stati esattamente 3611 i residenti che dal Trentino Alto Adige hanno deciso di vivere all’estero. 

Un campanello d’allarme per il Trentino-Alto Adige è il fatto che risulta essere al settimo posto in Italia per la crescita percentuale di emigrazione. Non un gran bel risultato insomma per quello che un tempo era chiamato «Isola Verde» italiana.

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La fascia d’età maggiormente rappresentata tra i trentini è quella tra i 35 e i 49 anni (il 24,4%). I trentini e gli altoatesini all’estero vivono soprattutto in altri Paesi europei ma è il Brasile che ne accoglie di più (quasi 28mila) seguito dalla Germania (21mila 349) e Svizzera (15mila 486).

Una premessa questa per raccontare la storia di Patrizio ed Ivana, una coppia trentina doc che nel 2015 ha deciso di emigrare scegliendo la Slovenia. Patrizio ora ha 71 anni, due figlie rimaste in Trentino e 30 anni alle spalle come lavoratore nella forestale, mentre Ivana, 65 anni, faceva l’accompagniatrice turistica.

I due vivono felicemente in Slovenia ormai da sette anni. «Ormai è un sogno ricorrente per molti pensionati lasciare il proprio paese ma forse la paura o il timore di un attacco di nostalgia provoca quel blocco che impedisce di fare il salto e cosi è stato  all’inizio anche per me» – Esordisce Patrizio.

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Lui la Slovenia l’ha conosciuta quasi per caso, ci passava infatti quando andava in Croazia per delle cure dentali. «Non potevo permettermi un dentista Italiano considerati le esorbitanti cifre richieste e il modesto salario che percepivo»

È stato così che mese dopo mese e anno dopo anno ha scoperto le bellezze dei suoi luoghi e gli usi e costumi Sloveni.

A fare la differenza finale però sono state due cose: i prezzi degli immobili e la sicurezza che vige in quello Stato. «Ero stufo – spiega Patrizio – di  vivere in una città come Trento invasa dalla delinquenza sempre più dilagante che mi impediva di vivere serenamente, dove l’estate dovevo dormire con le finestre chiuse per la paura che mi entrassero i ladri pur abitando in via Monte Baldo a due passi dal Muse»

Patrizio ricorda bene la mancanza di tranquillità e la paura nel girare la sera con la scarsa illuminazione nelle vie centrali come via Perini, Via Veneto o via Giusti che facevano parte del suo rione. «La mancanza di sicurezza e il notare che le cose peggioravano rapidamente mi ha convinto ancor di più ad andarmene da Trento   dove sono nato  e ho vissuto per più di 60 anni. Ho sempre amato Trento e comunque resterà sempre nel mio cuore, ma non riuscirò mai a capire come una città bellissima come Trento, molto turistica sia ostaggio dei delinquenti comuni. Se mio padre venisse quello che sta succedendo a Trento non si darebbe pace e si rigirerebbe nella tomba perchè lui ha dato sua la vita per costruire un Trentino libero e pulito com’era negli anni ’50 e ’60. Eppure basterebbe cosi poco per rimetterla in sesto, basterebbe una politica a favore del cittadino onesto e non viceversa, ci vorrebbe un pò di pulizia, e basterebbe poco per liberarsi della delinquenza comune e far rispettare le regole per il quieto vivere di tutti».

Va sottolineato che in Slovenia non esiste la prostituzione lungo le strade (ci sono delle strutture apposite e controllate per evitare lo sfruttamento) e nemmeno le slot nei bar che prosciugano le tasche dei cittadini dipendenti dal gioco d’azzardo. Nessuno chiede soldi o sigarette davanti ai supermercati e gli spacciatori in strada non esistono proprio.

A distanza di sette anni Patrizio non rinnega la scelta fatta, anzi. «Qui vivo molto serenamente, è un  nuovo paradiso terrestre  dove la sera posso dormire con i balconi e le finestre aperte, qui la polizia non scherza; con i ladri e disonesti è molto severa e stà dalla parte del cittadino onesto»

È abbastanza normale ora voler capire le differenze fra Italia e Slovenia.  Patrizio ci spiega come la burocrazia sia molto snella, come non ci siano code in nessun sportello, oppure non si attendono ore per prenotare una visita ai call center. «Qui bussi alla porta dell’ufficio, il dirigente ti riceve subito e di fa il documento. Per non parlare dell’imposta sulla tassazione della pensione dove io pensionato di fascia media ci guadagno parecchio»

Per intenderci le sigarette costano 4 euro, la benzina 1,5 al litro, il gasolio che costa 1,6, un pasto normale in trattoria meno di sei euro, una birra media da 50 cl nei bar costa al massimo 2,50. Se acquisti casa le spese notarili e le imposte sono a carico di chi vende e non di chi compra, il passaggio di proprietà di un veicolo costa 25 euro, assicurazione bollo e revisione 300 euro l’anno. Dopo i 65 anni viaggi su tutti i treni della Slovenia gratis.

In Slovenia c’è molto rispetto per la proprietà privata e nessuno ruba a nessuno, nemmeno le ciliege sugli alberi, non c’è bisogno di nessun netturbino e nessun addetto comunale che tagli l’erba perchè la gente si arrangia da sola e fa un servizio gratis al proprio comune raccogliendo pure le cartaccie per strada. «Nel mio paese – racconta ancora Patrizio – la prima ora di parcheggio è gratis, e non ci sono mai problemi per trovare un posto libero a qualsiasi ora, sulle strade statali che sono poco trafficate non esistono gli autovelox fissi ma solo controlli saltuari della polizia, ma bisogna stare attenti perchè ci sono in giro molte macchine civetta che poi ti stangano»

La Slovenia è grande come il Veneto (5 milioni di abitanti) ed è una enorme isola verde, i residenti sono in tutto 2 milioni e dista solo 250 km da Trento.

«La regione costiera (Capodistria ) è bilingue anchè se non proprio come il nostro Alto-Adige, ci manca il teroldego  – osserva sorridendo Patrizio – ma in cambio abbiamo il Carso Terrano e i vini pregiati del Colio Sloveno, Per gli amanti della caccia è un vero paradiso come per chi ama la buona cucina, si spazia indifferentemente  tra carne e pesce».

A questo punto viene da chiedersi se in Slovenia sia tutto perfetto. «No – spiega Patrizio – purtroppo un problema esiste, la lingua Slovena è molto difficile da imparare e da capire. Fortunatamente  è un problema minimo risolvibile grazie al bilinguismo costiero e grazie al fatto che un gran numero di Sloveni parla Italiano. Certo è che non conoscere bene la lingua limita ovviamente la partecipazione attiva alla vita sociale».

Patrizio e Ivana ci confidano di essersi dimenticati di Trento e di non volerci più tornare «nemmeno per tutto l’oro del mondo, vista anche la situazione che mi dicono ormai fuori controllo»

Le giornate della coppia sono come quelle delle telenovele che vediamo in Televisione: «Andiamo in bicicletta in mezzo al verde, lavoriamo nell’orto, curiamo le siepi e la casa, andiamo per funghi a 500 metri da casa nostra senza nemmeno dover usare la macchina. E poi via per fiori ogni mese, oppure a a fare la spesa, o ancora a qualche torneo di burraco a Trieste».

Ma non è finita: «Andiamo a trovare i nuovi amici, raccogliamo nel nostro prato ciliegie, albicocche, ribes, more, lamponi, mele, fichi, uva e pesche, e ogni anno facciamo 60 bottiglie di succo di Sambuco che raccogliamo dal nostro albero e varie marmellate».

La coppia non disdegna qualche incursione in territorio italiano: «Ogni tanto andiamo al mare che dista 20 km da casa mia a trovare gli amici trentini che hanno la casa estiva a Bibione e Caorle, visitiamo castelli, grotte, musei e laghi e ogni novembre via in Croazia a visitare la festa del tartufo dove l’odore si espande per tutto il paese». 

«Ho 71 anni – aggiunge ancora Patrizio – sono andato in slovenia che ero gia in pensione da quasi dieci anni, certo prima di prendere la decisione alcuni  dubbi mi sono venuti, ma fanno parte della vita quotidiana. Le mie figlie per fortuna hanno trovato due mariti d’oro e non hanno bisogno di me e vengono spesso a trovarmi perchè avendo casa grande posso ospitare tutta la parentela nipoti compresi. Anzi, approfitto di questa intervista per invitare qualsiasi trentino a venire a trovarmi quando vuole scrivendomi a [email protected]». 

«Ho trovato il vero paradiso terrestre – conclude Patrizio – ma non si può capire se non lo si vive di persona. Trento potrebbe essere la stessa cosa, e lo dico con immensa tristezza e rammarico». (Sotto la casa dove vive la coppia Trentina)

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