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“Valentin Silvestrov & Friends”: un evento storico straordinario, in esclusiva mondiale a Cles

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fotografo : Stefano Biosa
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Valentin Silvestrov è considerato il più grande compositore ucraino vivente tanto che la sua musica è oggi eseguita da alcuni tra i maggiori interpreti di fama internazionale quali Gidon Kremer e Hélène Grimaud.

La notizia della sua fuga da Kiev durante i bombardamenti russi della scorsa primavera è riecheggiata sui giornali di tutto il mondo: ora il maestro vive a Berlino con la sua famiglia.

Un evento straordinario, in esclusiva mondiale, gli è stato dedicato dal festival “Omaggio all’Arte pianistica di Arturo Benedetti Michelangeli” lo scorso 7 agosto, all’auditorium del Liceo “Bertrand Russell” di Cles, con quattro grandi pianisti, due russi (Alexey Chernov e Gala Chistiakova) e due ucraini (Vitaly Pisarenko e Dinara Klinton) insieme impegnati nell’esecuzione di un’ampia scelta di sue composizioni in nome dell’amicizia tra i popoli e dell’amore per la musica.

Lo stesso Silvestrov ha concluso l’intensa serata presentando al pianoforte alcuni dei suoi lavori più recenti composti a Berlino, la città che l’ha accolto dopo la drammatica fuga dalla sua patria.

È stato non solo un concerto dal grande significato simbolico, ma anche un momento artistico irripetibile.

Valentin Silvestrov, che si è trattenuto in Val Di Sole e Val di Non per una decina di giorni con figlia e nipote, è stato inoltre intervistato due giorni prima dagli organizzatori dei festival, Stefano Biosa e Marco Bizzarini del Centro Michelangeli di Brescia in una conferenza incontro nella splendida cornice del Palazzo Assessorile di Cles.

Il compositore ha esposto nell’occasione alcuni fondamenti della sua poetica. In gioventù, con altri connazionali, non solo musicisti, aveva fatto parte dell’Avanguardia di Kiev e la sua arte, malgrado potesse contare su diversi estimatori anche all’estero, veniva costantemente osteggiata dal regime sovietico.

Finché negli anni ’70 avvenne una sensibile svolta stilistica: «Le avanguardie musicali del Novecento – ha spiegato il maestro – ci hanno insegnato ad ascoltare in modo nuovo, e questo è un loro indubbio merito, ma a un certo punto ci si è infilati in un vicolo cieco e io ho avvertito la necessità di uscirne».

Nasce in quel periodo una meravigliosa suite per pianoforte intitolata “Kitsch”. «All’epoca – ha precisato Silvestrov – scrivere musica tonale era una provocazione fortissima perché i compositori guardavano con disprezzo a quella che, secondo loro, si doveva considerare una musica triviale. Ma il mio “Kitsch” era da intendersi non in senso ironico, bensì elegiaco».

Negli anni successivi il compositore ha sviluppato il concetto post-moderno di “Metamusica”, ben rappresentato da numerose miniature pianistiche, per lo più intitolate “Bagatelle”, alla ricerca di una rinnovata forma di bellezza musicale, con il pensiero rivolto anche a grandi maestri del passato, come Chopin, che, sempre a detta di Silvestrov, ha avuto un ruolo decisivo nel sviluppare la sua vocazione di compositore.

Per una sera i quattro bravissimi pianisti di scena a Cles hanno rinunciato alle loro doti di spettacolare virtuosismo per concentrarsi invece sulla poesia delicata e trasparente della musica del maestro di Kiev.

Tra le Serenate (2007) proposte da Dinara Klinton, la Suite “Kitsch” interpretata da Gala Chistiakova, i sette pezzi eseguiti da Vitaly Pisarenko e le 22 Bagatelle “Moments-2022” offerte da Alexey Chernov è stato un susseguirsi di idee musicali soffuse, intime e sussurrate nel tipico stile “rubato, dolce, leggero e lontano” dell’ultimo Silvestrov. Fascinosi distillati di quiete sonora che appaiono oggi del tutto rari, anche nel contesto della musica d’arte.

Molti applausi, infine, allo stesso compositore, in veste di pianista-interprete, che ha concluso la serata con diverse sue recenti opere tra cui un inno dedicato alla sua Ucraina. E all’uscita dell’auditorium, tra la commozione generale, alcuni suoi connazionali hanno intonato cori patriottici.

fotografo : Stefano Biosa

 

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