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Val di Non – Sole – Paganella

Ortles – Cevedale: all’alba una montagna di voci inCantate

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Nello scenario mozzafiato dell’Ortles Cevedale, alle 6 del mattino sono tornati i suggestivi canti con il Coro Sasso Rosso della Val di Sole nel ricordo dell’epopea degli Alpini

Varda la luna, lo storico appuntamento delle voci della montagna voluto dal Coro Sasso Rosso e dall’Amministrazione comunale di Pejo, ha riportato nello splendido, suggestivo scenario dell’Ortles-Cevedale, centinaia di appassionati saliti a piedi o con gli impianti, per carpire i segreti dell’alba, i suoni dei grandi silenzi ma soprattutto il canto che le montagne sanno sprigionare, quelle melodie che inesauribili si levano dalle profondità della terra, riempiono l’intero enorme spazio degli abissi e salgono ad altezze vertiginose.

E sempre più intensa, la montagna, leva la sua voce fino al trascinante tumulto di note ed è come un miracolo dall’inizio fino agli accordi di chiusura che risuonano raccolti o potenti nella piena chiarezza dell’alba.

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Ma non di rado avviene che i canti della montagna, rimasti come prezioso ricordo nella coscienza popolare, conservino fra mille veli, nella semplice loro poesia o nell’epica grandezza, il segreto del passato.

Quei canti e quelle suggestive sensazioni, il Coro Sasso Rosso nel silenzio dell’alba ai Piani del Vioz è riuscito a trasmettere ancora una volta; canti diventate autentiche gemme poetiche legate ad una identità culturale, più che a determinati ritmi di vita o valori forse abbandonati ma nella loro semplicità, si rivelano limpidi specchi dell’anima.

I canti della montagna con le loro tristi e lente melodie ci riportano spesso agli orrori della guerra o al mito degli Alpini dove aleggiava, tra i testi intonati, un misto di romanticismo e tristezza per l’esistenza precaria imposta dal conflitto, al quale si contrapponeva l’amore per le valli e le vette, stupenda e naturale coreografia idonea alle interpretazioni dei canti.

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Nulla c’è di più nobile del canto, scrisse padre David Maria Turoldo. Per questo, quando un popolo canta, c’è da sperare ancora.

Nulla fonde animi e caratteri quanto un coro, quando è un vero coro. Per le stesse ragioni, l’attaccamento alla terra, alle tradizioni, alla montagna così ben espresse nei canti popolari, sono diventate, in 55 anni di storia, cultura, identità ed espressione musicale del Coro Sasso Rosso.

Sicuramente le centinaia di appassionati presenti al sorgere del sole, hanno raccolto e recepito il messaggio di quei canti e di quei valori diventati patrimonio di esperienza trasmesso di decennio in decennio, dal Coro che è stato e vuole continuare ad essere portatore di quella cultura musicale popolare tanto importante nel linguaggio espressivo di gente semplice e fedele alle tradizioni.

Articolo scritto per «La Voce del Trentino» da Angelo Dalpez

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