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Trento

1.000 euro ad una famiglia trentina: l’Hotel dovrà risarcire il 50% della vacanza

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Photo by Ibrahim Boran on Unsplash
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Nel 2019, una famiglia trentina aveva prenotato quella che sembrava la vacanza ideale: un luogo immerso nella natura, con la presenza di un’area dedicata ai più piccoli.

La presentazione di questo resort – “(…) tutto lo spazio di più di 13 ettari di terreno, sicuro e immerso nel verde! Migliora la tua qualità di vita fai star bene i tuoi bimbi perché è provato che la natura toglie stress e dona relax e benessere al corpo” – sembrava anticipare quella che sarebbe dovuta essere una vacanza davvero degna di nota. Purtroppo, per la famiglia in questione, la vacanza è stata a dir poco deludente. 

Muffa, sporcizia e area per bambini chiusa per ristrutturazione: la famiglia ha quindi richiesto un risarcimento.

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Con riferimento all’esecuzione delle pulizie queste non erano previste per tutte le giornate a partire dall’arrivo dei clienti in struttura, bensì nelle vacanze di durata settimanale solamente il quarto giorno della vacanza era prevista la pulizia a fondo della camera con cambio della biancheria” è possibile leggere nella sentenza.

Per la struttura, inoltre, la chiusura dell’area per bambini ha comportato solo dei disagi sopportabili dato che la famiglia ha comunque trascorso da loro tutta la vacanza.

Tuttavia, dopo i controlli necessari, nel documento si legge: “Il catalogo mostra effettivamente una struttura ben curata e a misura di bambino. Il tutto, però, pare parzialmente smentito dai rilievi fotografici prodotti, dai quali è possibile evincere differenze tra i servizi pubblicizzati, e quelli effettivamente offerti, non di “normale tollerabilità” e/o “di scarsa importanza”, specialmente per i bambini.”

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Il giudice di pace di Trento, alla fine, ha quindi dato ragione alla famiglia: l’hotel dovrà risarcire loro circa 707,39 euro (il 50% della spesa della vacanza) e pagare 500 euro lordi di spese di lite per un totale di 1.000 euro.

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