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Arte e Cultura

“Lascaux Experience. La grotta dei racconti perduti”, un viaggio nella preistoria

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Verrà inaugurata domani, sabato 23 luglio alle 18 al MUSE, l’attesa “Lascaux Experience. La grotta dei racconti perduti”.

Grazie alla realtà virtuale, la nuova mostra del MUSE porta a Trento le antiche pitture della grotta di Lascaux, in Francia, veri e propri capolavori dell’arte rupestre preistorica. Famosa per le sue rappresentazioni di bisonti, uri, cavalli, cervi e felini, che affascinano l’umanità fin dalla scoperta avvenuta per caso nel 1940, la grotta è stata chiusa al pubblico nel 1963 per motivi di conservazione, riconsegnando i suoi dipinti al buio del sottosuolo.

L’esposizione itinerante, realizzata per la prima volta in Belgio nel 2021, vede il MUSE di Trento come seconda sede al mondo (prima italiana) a ospitare la sua versione rinnovata, una visita virtuale e interattiva realizzata tramite i visori Oculus VR. L’inaugurazione della mostra fa parte del programma di MUSE di mezza estate, la tradizionale festa del museo, che quest’anno compie nove anni.

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Indossare il visore e diventare un artista preistorico. È questa la promessa di “Lascaux Experience. La grotta dei racconti perduti”, un’esperienza che si vive con gli occhi ma che parla al profondo dell’animo umano.

Grazie alla realtà virtuale, i visitatori di “Lascaux Experience” possono esplorare l’intera grotta di Lascaux e ammirare i suoi meravigliosi dipinti. Ma non solo: al suo interno grazie alle esperienze interattive diventare protagonisti attivi del racconto, vivendo un’esperienza paragonabile a quella vissuta dagli artisti preistorici di 20.000 anni fa. E alla fine, accorgersi che non stanno più guardando dentro il buio di una grotta: stanno scrutando dentro di sé.

Oltre all’esperienza virtuale – vero cuore dell’esposizione – largo spazio viene dato a reperti, ricostruzioni e supporti multimediali. Nel proprio viaggio attraverso la grotta di Lascaux, il visitatore scoprirà quindi i frutti di 80 anni di sforzi scientifici e artistici volti a preservare le pitture paleolitiche.

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La mostra sarà occasione per sviluppare originali laboratori a tema rivolti alle scuole e ai visitatori, per approfondire e far rivivere una delle pagine più affascinanti e misteriose del nostro passato.

“In occasione della festa annuale del Muse – spiega il presidente del MUSE Stefano Zecchi- inauguriamo la mostra Lascaux experience, particolarmente significativa per due aspetti. innanzitutto la capacità di offrire proposte culturali di ampio respiro grazie alle collaborazioni internazionali che contraddistinguono larga parte delle manifestazioni e delle ricerche scientifiche del museo. In secondo luogo, la scelta di affrontare gli studi di paleontologia umana, che da decenni costituiscono uno dei filoni più noti della linea culturale science & humanities. Un approccio olistico al sapere che tiene conto della profonda interconnessione tra scienza, arte e filosofia”.

La scoperta delle pitture rupestri di Lascaux fu un evento esplosivo nel settore della ricerca preistorica e della comprensione delle dinamiche che hanno portato all’affermazione dell’umanità come la conosciamo oggi – racconta Michele Lanzinger, direttore del MUSE. “É su queste dinamiche che si concentra la ricerca contemporanea e il concetto che l’arte sia un fattore complesso della cultura umana, dove il segno pittorico si fa portatore di messaggi plurimi legati alla vita sociale dei gruppi di cacciatori raccoglitori. Non tanto un’arte per l’arte ma un sistema quasi codificato di segni utilizzato per esprimere idee, desideri, ricordi, quindi un universo di significati che ancora sfuggono a un’interpretazione rigorosa ma che appaiono comunque imponenti e fortemente suggestivi. Il MUSE è orgoglioso di ospitare la mostra Lascaux convinto anche delle nuove sperimentazioni tecnologiche di realtà virtuale che permettono di aumentare lo spazio espositivo a una dimensione di esperienza immersiva personale di assoluta novità.”

Dopo 10 anni di successi in tutto il mondo nella sua versione analogica, sono felice di presentare, per la prima volta in Italia, la versione digitale di Lascaux – afferma Olivier Retout PhD. in Scienze, ideatore della mostra e responsabile del suo sviluppo dal 2010.

Questa mostra – mediante la Realtà Virtuale – offre la straordinaria opportunità di scendere all’interno della più bella grotta preistorica decorata. Grazie alla tecnologia i visitatori si ritrovano da soli all’interno della Grotta francese e – guidati dalla voce narrante dello spirito di Lascaux – possono esplorarla e interagire con le pareti dipinte, ammirando le migliaia di pitture e incisioni presenti e avventurandosi anche nella stanza più piccola dove nessun visitatore è mai stato, fin dalla scoperta avvenuta nel 1940.

Tavoli interattivi, video, reperti preistorici e la splendida ricostruzione di una famiglia di Homo sapiens preistorici completeranno questa visita emozionale, fornendo accurate informazioni che permetteranno ai visitatori, ma anche agli studiosi, di comprendere meglio la cultura di queste popolazioni seminomadi che hanno lasciato sulla roccia un bellissimo patrimonio il cui significato rimane tuttora un mistero.”

Il percorso parte dall’incontro faccia a faccia con le donne e gli uomini di Lascaux: appena entrati in mostra si incontrano quattro esclusive ricostruzioni iperrealistiche dei membri di una famiglia di Lascaux, create dalla paleoartista Elisabeth Daynes a partire da un vero cranio fossile preso in prestito dal Museo Nazionale della Preistoria francese.

A pochi passi, una galleria di fotografie inedite in bianco e nero degli anni ‘40 ripercorre l’emozionante storia della scoperta, ossia le vicende di quattro adolescenti e il loro cane che, per caso, hanno trovato un tesoro culturale in grado di stupire il mondo e accogliere più di un milione di visitatori, prima di essere chiuso al pubblico.

Mangiare, vivere, vestirsi e cacciare: quattro postazioni con vetrine e video mostrano gli oggetti trovati nel sito e il modo in cui sono stati realizzati. La vita e la cultura ai tempi di Lascaux: i capolavori, ma anche gli utensili e i resti alimentari ritrovati nella grotta raccontano come vivevano queste popolazioni seminomadi.

Un modello in scala della grotta racconta la morfologia e la composizione mineralogica  dei pigmenti, dei dipinti o delle incisioni, per creare uno dei più spettacolari santuari della preistoria, miracolosamente conservato.

Tra gli highlight della mostra, la scena del pozzo che, studiata ininterrottamente dal 1940 e finemente riprodotta, pare raccontare una storia: Lascaux come un film di cui abbiamo perso la colonna sonora. Un multimedia racconta una delle possibili interpretazioni della misteriosa scena, l’unica con un essere umano… e un rinoceronte!

Lascaux non è solo un sito di straordinaria bellezza. È anche un esempio delle molte tecniche artistiche utilizzate dai pittori. Movimento, prospettiva e stile che si ripetono si svelano agli occhi dei visitatori grazie a tre exhibit interattivi con illustrazioni animate e ipotesi interpretative per scoprire come gli artisti siano riusciti a creare movimento, dinamismo, prospettiva e a raccontare storie affascinanti e uniche.

Come si studiano i dipinti e le incisioni? Alcune vetrine ed exhibit interattivi consentono di osservare la forma degli strumenti utilizzati per dipingere e apprezzare i dettagli delle incisioni, digitalizzate in esclusiva partendo dai tracciati realizzati dai ricercatori negli anni ’50.

Dagli anni ’80 la Francia ha reso Lascaux accessibile al pubblico grazie alla creazione di repliche fedeli della grotta. Nel 2016 ha aperto a Montignac la più grande replica di grotta mai realizzata, con 900 mq di opere pittoriche.

Un filmato documentario sull’impressionante lavoro di decine di artisti e tecnici che hanno riprodotto interamente Lascaux conclude l’esperienza fisica in mostra per lasciare spazio alla suggestione della realtà virtuale. Un’esperienza immersiva di circa 15 minuti in cui i visitatori esploreranno, contempleranno, decifreranno e sveleranno l’invisibile: una caccia al tesoro per tutti i pubblici!

Grazie alla tecnologia Oculus si potrà immergersi nella grotta, come non è mai stato possibile fare prima. I visitatori potranno quindi immedesimarsi nei ragazzi che hanno scoperto il sito, esplorare la grotta alla luce di una torcia e interagire con le pareti imitando i gesti degli artisti preistorici. Sarà sorprendente dare vita alla propria creazione e osservare gli animali che si muovono alla luce tremolante delle lampade a olio e delle torce portate degli artisti.

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