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Trento

“O porte aperte o aria condizionata accesa”, il sindaco da ragione a Claudio Cia: in arrivo un’ordinanza per i negozi

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Dopo il confronto con Confcommercio e Confesercenti la decisione di dare ai negozi la possibilità di scelta. Il sindaco: “Necessario ridurre i consumi energetici e abbattere le emissioni di Co2 per combattere il riscaldamento climatico.”

Tutto era partito da una denuncia del consigliere provinciale di Fratelli d’Italia Claudio Cia che si era accorto che molti negozi di Trento si adottava la cattiva abitudine di tenere acceso l’aria condizionata e lasciare la porta aperta. “Non basta essere i migliori al mondo, bisogna essere i migliori per il mondo” – aveva dichiarato Claudio Cia che aveva anche portato all’attenzione dei lettori uno studio commissionato dagli attivisti di Close the Door del 2010, dove si leggeva che tenere le porte aperte degli esercizi commerciali avrebbe un impatto negativo non solo sull’ambiente, ma anche sulla salute di clienti e commercianti.

Lo studio evidenziava che il semplice gesto di chiudere la porta, per un esercizio commerciale di media grandezza (da 70 a 150 m2) comporterebbe un risparmio energetico dal 30% a più del 50% per quanto riguarda la sola climatizzazione del locale. In questi giorni qualcosa si è mosso e anche il Sindaco Franco Ianeselli sembra aver dato ragione a Claudio Cia. 

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L’Amministrazione comunale sta infatti lavorando a un’ordinanza per regolamentare l’abitudine di molti negozi della città di tenere l’aria condizionata accesa e le porte aperte.

Dopo l’incontro con Confcommercio e Confesercenti di questa mattina a palazzo Geremia, il sindaco Franco Ianeselli e il suo vice Roberto Stanchina hanno deciso di non imporre in modo indiscriminato la chiusura delle porte, ma di garantire ai commercianti la possibilità di scelta: i negozi hanno l’alternativa di tenere le porte aperte e l’aria condizionata spenta o, viceversa, le porte chiuse e il condizionatore acceso.

Le due cose – condizionatore acceso e porte aperte – non possono stare insieme nello stesso momento, per ragioni ben evidenti, la prima contingente, la seconda più strutturale. Spiega il sindaco Franco Ianeselli:Da una parte c’è la crisi internazionale legata al conflitto ucraino che ci impone di ridurre i consumi energetici non solo per ragioni etiche, ma anche perché l’energia è diventata un bene più che mai prezioso e tutt’altro che infinito. Dall’altra parte c’è il problema enorme del riscaldamento climatico, i cui effetti sono quotidianamente sotto gli occhi di tutti. L’innalzamento delle temperature ci obbliga ad abbattere drasticamente le emissioni di Co2, in coerenza con le previsioni del Paesc, il Patto d’azione per l’energia sostenibile”.

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Il Comune di Trento ha infatti rinnovato l’adesione al Patto dei Sindaci e ha elaborato il Paesc, che dovrà essere approvato entro dicembre 2022 dopo un percorso di condivisione con tutti i soggetti interessati. Il Paesc prevede che la mitigazione delle emissioni di Co2 e l’adattamento ai cambiamenti climatici diventino parte integrante della programmazione e delle strategie dell’Amministrazione comunale.

Al confronto di questa mattina hanno partecipato oltre al sindaco Ianeselli e al vice Stanchina, la dirigente del servizio Sostenibilità e Transizione ecologica Paola Ricchi, per Confcommercio Massimo Piffer ed Ermanno Sartori (rispettivamente presidente e segretario dei Commercianti al dettaglio), per Confesercenti Aldi Cekrezi, direttore, e Ivan Baratella (presidente Commercianti).

Con le temperature roventi di questi giorni il tema dei negozi che tengono porte aperte e aria condizionata accesa è diventato ineludibile ed è argomento di discussione in molte città. Il sindaco Ianeselli, che già qualche settimana fa aveva valutato l’idea di regolamentare il fenomeno con un’ordinanza, ha preferito confrontarsi con le categorie prima di adottare qualsiasi decisione.

L’ordinanza, a cui sta lavorando il servizio Sostenibilità e Transizione ecologica, ricalcherà le regole di buon senso e le buone prassi già da tempo adottate tanto negli uffici quanto nelle abitazioni private. Il confronto proseguirà anche in vista della stagione invernale, in modo da evitare lo spreco energetico derivante dall’abitudine di molti negozi di tenere i riscaldamenti accesi e le porte spalancate.

L’ordinanza in corso di elaborazione ha anche il risvolto economico positivo di ridurre le bollette, i cui costi sono esplosi in seguito all’aumento del prezzo dell’energia.

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