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Ambiente Abitare

La riscoperta della Natura: un bene per l’uomo, un problema per le zone non abitate

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La pandemia di Covid-19, negli ultimi anni, ha portato ad un cambiamento nelle abitudini dell’uomo.

Se da un lato è certamente meglio che le persone siano più propense a muoversi e a fare esperienze nella natura come ad esempio escursioni o camminate lontano dalle città, da un altro questo è un problema per le zone di montagna e per la natura stessa.

In tempo di lockdown avevamo assistito stupiti agli animali che si avvicinavano sempre più alle città. Dopo, è stato l’uomo ad uscire e ad “invadere” anche delle zone che non gli erano mai appartenute.

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Che fosse un richiamo o semplicemente la necessità di muoversi (ed era possibile farlo abbastanza liberamente soltanto fuori dalle città/negozi/centri commerciali/zone affollate) sono stati numerosi i benefici che sono arrivati da questo nuovo modo di vivere gli sport e le attività Outdoor.

Coppie con figli o pensionati o semplici gruppi di amici e coppie di fidanzati: queste sono solo alcune delle categorie di persone che hanno riscoperto la bellezza dei trekking, delle camminate, degli animali e della natura.

Tuttavia, ad essere certamente meno contenta di questa “invasione di campo” è stata la natura e con essa tutti gli abitanti di boschi e montagne.

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Gli animali sono stati costretti a ri-abituarsi a star lontani dalle case e dalle persone, senza contare a quelli invece che si sono ritrovati l’uomo laddove non era magari mai arrivato prima.

Sicuramente, questa voglia di riscoprire, di tornare a vivere lontano dalle città, dal caos e dall’inquinamento può essere una scelta ottima nell’ottica di una maggior valorizzazione e rispetto delle aree disabitate: se si riuscisse a capire il vero valore della natura, forse si riuscirebbero a velocizzare anche tutti quei processi di “vita green” che vengono spesso messi in atto quando ormai è tardi.

All’indomani della tragedia della Marmolada, è sempre più evidente quanto sia necessario trovare vie alternative per aiutare la natura a riprendersi. Certo, ogni cosa fa il suo corso, ma l’uomo non può agire come se la natura stessa gli potesse obbedire o come se gli dovesse qualcosa. Quanto successo il 3 luglio scorso era impossibile da prevedere, però ora serve ascoltare questo grido di aiuto del pianeta: non c’è più tempo, non possiamo restare solo a guardare mentre tutto perde vita.

Photo by Jake Melara on Unsplash

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