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Trento

Cristo Re: il grido di dolore dei residenti

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Cristo Re è la seconda tappa del nostro giro in città (qui il link alla prima tappa: S. Giuseppe – S. Chiara) per comprendere lo stato di “salute” di quartieri e circoscrizioni di Trento e mettere in luce i problemi dei residenti.

Cristo Re è il quartiere più grande appartenente alla circoscrizione “Centro storico – Piedicastello” di Trento, a differenza della circoscrizione S. Giuseppe – S. Chiara dove abbiamo riscontrato (in particolare su via Vittorio Veneto) un progressivo abbandono delle attività commerciali, i negozi chiusi a Cristo Re sono di meno, tuttavia, si registra un elevato avvicendamento nelle attività commerciali che passano dalle mani dei gestori italiani (prevalentemente trentini) a quelle dei gestori di provenienza extracomunitaria (India, Moldavia, Ucraina, Cina, Albania solo per citarne alcuni).

Fino a qui nulla di male, in una società ideale il cosiddetto “crogiolo” di etnie, religioni e culture, una volta raggiunta la necessaria integrazione tra immigrati e residenti, dovrebbe portare ad un arricchimento dell’intero tessuto sociale; tuttavia, sembra che a Cristo Re questo fenomeno sia completamente incontrollato e la convivenza, improvvisata e non mediata dalle istituzioni, tra le varie etnie porti più squilibri, incomprensioni e tensioni che benefici.

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Da qui il grido di dolore dei residenti che vorrebbero vivere una vita serena e, invece, finiscono più volte col ritrovarsi nel mezzo di pericolose risse, vittime di furti e rapine o in situazioni raccapriccianti che minano l’incolumità personale e minacciano la sicurezza e la tranquillità di bambini, famiglie ed anziani, si leggano gli articoli del nostro giornale (Cristo Re in balia del degrado e della criminalità, Cristo Re deve reagire al degrado e allo spaccio, Perché preferisco affittare agli italiani, Il degrado di piazza Cantore, Riprendiamoci Cristo Re, Furto alla parrocchia di Cristo Re  Far West all’Hotel Everest di Trento ieri sera: dipendenti contro Rom, succede di tutto. Il Video)  nei quali più volte sono stati evidenziati il livello di degrado e di criminalità (con particolare riferimento allo spaccio di droghe che avviene indisturbato in pieno giorno tra le vie principali del quartiere, in prossimità delle scuole “A. Manzoni”, nel giardino pubblico di piazza Cantore e in quello dedicato a Massimiliano I d’Asburgo) raggiunto nel quartiere a fronte di inadeguati e carenti interventi da parte delle forze dell’ordine e del Comune di Trento.

La nascita del Punto Sisal di via Fratelli Fontana, osteggiata a colpi di firme e petizioni dai residenti, ha messo a rischio tutta la zona centrale del quartiere. I frequentatori della sala scommesse infatti sono per lo più ex galeotti, senza tetto, nulla facenti e criminali comuni.

Un quartiere dove nella parte nord gli anziani soffrono particolarmente per via dei Trasporti. Un esempio: per andare all’ospedale santa Chiara un anziano deve farsi una scarpinata di circa un chilometro per prendere l’autobus diretto oppure scegliere di salire su due autobus per arrivarci e poi altri due per fare ritorno. Con un totale di quasi 4 ore di autobus per fare circa 4 chilometri. 

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Un rione che ha pagato anche un forte tributo legato ai lavori. Da ormai un anno via Maccani e via Pedrotti sono «vittime» di lunghe code di autovetture dovute ai lavori stradali. Sono state anche segnalate della cadute da parte di anziani dovute al rifacimento momentaneo del manto stradale a dir poco improvvisato e molto pericoloso.

Da anni molti cittadini segnalano la pericolosità della pista ciclabile (molti gli indcidenti successi) che passa dal supermercato Poli, dove ogni volta per i ciclisti uscire vivi è davvero un miracolo. E ciliegina sulla torta fra poche settimane anche l’ufficio postale di via Scopoli chiuderà i battenti lasciando ancora più isolati i cittadini.

Un rione che nel corso degli ultimi 15 anni è silenziosamente cambiato e non certo in meglio.

Purtroppo, l’atteggiamento cosiddetto “buonista” adottato dalle istituzioni nazionali e da quelle locali è fin troppo tollerante e remissivo, anche quando si infrangono le leggi, e ciò consente alla parte corrotta della società (intesa nella sua interezza di cittadini  italiani, comunitari ed extracomunitari) di prendere il sopravvento sulla legalità e di sottrarre zone di territorio sempre più grandi a quella parte di cittadini operosa e rispettosa delle leggi, non occorrono interventi eccezionali per riportare un po’ d’ordine nel caos in cui viviamo, basta soltanto ristabilire qualche regola di buon senso alla base di una civile convivenza e ripristinare la certezza del diritto e delle conseguenti pene per chi trasgredisce alle leggi.

Al degrado morale ed alla criminalità diffusa si aggiungano gli enormi problemi creati dalla mancata manutenzione del manto stradale, sulla quasi totalità delle strade del quartiere, che presenta pericolose voragini per pedoni ed automobili (da fare impallidire quelle di Roma) che in caso di pioggia si trasformano in laghetti, la sosta selvaggia di automezzi di terzi in aree private che spesso culmina con l’abbandono di automobili che invece andrebbero demolite, la soppressione di diverse fermate degli autobus diretti agli ospedali che costringono gli anziani ad affrontare un’odissea quando devono recarsi a visita – si leggano gli articoli del nostro giornale (Via Pancheri come il Bronx, Via Pancheri situazione tragicomica, Cristo Re cimitero delle auto abbandonate, Cristo Re da terzo mondo, Cristo Re sesso nel parco in pieno giorno) – e si ottiene una miscela esplosiva.

Ultima, ma non meno importante, la chiusura dello storico cinema Astra (cinema d’essai) nel 2021 ha privato il quartiere, dopo oltre settant’anni, dell’unico baluardo territoriale per la difesa e la diffusione della cultura e di un grande supporto alla crescita e all’integrazione della comunità di quartiere.

All’orizzonte sbuca anche una nuova preoccupazione: le storiche scuole Bellesini saranno chiuse con il conseguente pericolo che lo stabile abbandonato sia preda di abusivi, senza tetto i criminali comuni. Lo spostamento era già stato pianificato alcuni anni fa vista la scarsa affluenza di alunni e rientra in un progetto di riqualificazione della struttura dove saranno probabilmente trasferite alcune associazioni di volontariato, la sede della circoscrizione e il circolo anziani della Ginestra. Almeno questo sperano i cittadini di Cristo Re.

Con la chiusura della scuola nata l’undici ottobre 1954 si chiude un ulteriore capitolo della storia del rione di Cristo Re

Il monito che rivolgiamo al Comune di Trento ed alle istituzioni in generale è quello di fare attenzione a non perdere il controllo del territorio perché poi recuperarlo è difficile, se non addirittura impossibile, si pensi a ciò che accade nei sobborghi di Parigi (banlieue), luoghi periferici dormitorio, carenti di servizi e dimenticati dallo Stato, dove abitano enormi fette di popolazione, che condividono paese di provenienza, cultura, lingua (diversa dal francese) e livelli bassi di benessere e istruzione.

In questi ghetti, dove lo Stato ha ammassato e dimenticato per anni un numero elevato di persone rendendole aliene dalla vita sociale e dalla partecipazione alla costruzione della società civile, in questi regni di spacciatori e malavitosi, sempre pronti ad insorgere con violenza contro chi rappresenta lo Stato, è diventato estremamente pericoloso per la polizia perfino il transito. Senza scomodare i cugini di Francia, situazioni analoghe sono presenti anche a Milano, Roma, Napoli e piano piano vanno diffondendosi in tutta Italia come un irrefrenabile cancro sociale che divora persone e territorio.

Meglio che il Comune di Trento non sottovaluti e non sminuisca il fenomeno, ma provveda a disinnescare una situazione che rischia di esplodere come una bomba ad orologeria… è solo questione di tempo.

Ancora una volta faccio appello ai partiti (nazionali e locali) che spesso sembrano incapaci a redigere un programma politico veramente utile alla città, basterebbe dare risposta ai cittadini su questi temi e risolvere i problemi quotidiani delle persone, non è necessario inventarsi soluzioni avveniristiche su temi astratti, poco percepiti e non condivisi, al popolo, agli elettori, interessano fatti pratici e tangibili e soprattutto soluzioni immediate ed efficaci per il miglioramento delle proprie condizioni di vita.

A cura di Mario Amendola

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