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Trento

Strage Marmolada, il tragico bilancio: sei morti, quindici dispersi e 2 feriti gravissimi

Mancano all’appello una donna e un ragazzo trentino. Una 29 enne di Pergine miracolata

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Sono proseguite per tutta la notte, con il supporto dei droni dei Vigili del fuoco e del Soccorso Alpino, i sopralluoghi della Protezione civile del Trentino sull’area interessata dal distacco del seracco dalla calotta di Punta Rocca sulla Marmolada, ad una quota di 3.200 metri.

Il bilancio, purtroppo ancora provvisorio è drammatico. Le vittime accertate finora sono 6. In corso le operazioni di riconoscimento. Quattro corpi (tre uomini e una donna) sono stati composti nella camera mortuaria di Canazei e due a Campitello di Fassa. Non avevano con sé documenti e quindi la loro identificazione risulta per il momento complessa.

Sul Passo Fedaia sarebbero rimaste sedici macchine: quelle dei morti, dei feriti e dei dispersi. Una drammatica roulette russa insomma che riporta un numero per il momento di 15 dispersi sicuri purtroppo con poche speranze di sopravvivenza.

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I feriti sono otto; due sarebbero in gravi condizioni, uno in fase critica. Per quanto riguarda i Trentini presenti sul ghiacciaio non si hanno ancora notizie di una donna e un ragazzo. Salva per miracolo una 29 enne di Pergine.

Per segnalazioni o richieste di informazioni – esclusivamente da parte di familiari di eventuali persone disperse – la Provincia autonoma di Trento ha attivato il numero di telefono 0461.495272 (gli operatori rispondono 24 ore su 24).

“Questa è una giornata di lutto per il Trentino. Oggi è accaduta una tragedia che nessuno era in grado di prevedere. Ringraziamo gli uomini e le donne della Protezione civile, scesi in campo per le operazioni di ricerca e soccorso impegnati in queste difficile ore. Alla luce dei pericoli legati ad eventuali nuovi distacchi, la nostra priorità è tutelare la loro incolumità” sono state le parole del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, (clicca qui per vedere la sua intervista e quella di alcuni soccorritori) affiancato dal dirigente generale del Dipartimento protezione civile Raffaele De Col, (clicca qui per vedere la sua intervista) intervenuti in serata nel corso di un incontro con la stampa presso la sala operativa allestita a Canazei presso la caserma dei vigili del fuoco volontari, sede anche del Soccorso alpino.

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Il presidente Fugatti ha seguito la situazione sul posto sin dai primi momenti, nel primo pomeriggio di ieri, salendo subito a Canazei e mantenendosi in contatto con il premier Mario Draghi e con il capo della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, oltre che con i presidenti della Provincia autonoma di Trento Arno Kompatscher e della Regione Veneto Luca Zaia. I feriti che attualmente sono ricoverati negli ospedali di Trento, Bolzano, Belluno e Treviso sono 8, di cui due versano in gravi condizioni.

Sono in corso le verifiche per identificare i proprietari delle 16 auto che attualmente si trovano nei parcheggi situati nei pressi dei sentieri di accesso all’area.

Lo smottamento (video) è avvenuto sotto Punta Rocca, precisamente a pian dei Fiacconi, lungo l’itinerario di salita della via normale per raggiungere la vetta sul versante Trentino.

Il fronte della valanga è di circa 300 metri. Il punto è molto pericoloso. L’enorme massa di materiale si è staccata dal ghiacciaio della Marmolada scendendo a da una velocità di 300 chilometri l’ora. (qui il video della frana vista dall’elicottero)

Una parte consistente del ghiacciaio è ancora attaccata alla montagna: l’altezza del distacco è di circa 60 metri di altezza ed una profondità di 80 metri. Il tutto esposto a 45 gradi di pendenza.

Le ultime notizie di ieri sera parlano di situazione pericolosa perché c’è il rischio di ulteriori crolli. Un elicottero è stato attrezzato con la campana Recco, un’apparecchiatura che permette di ricercare chiunque sia in difficoltà in zone aperte.

Sembra ormai appurato che il distacco di parte del ghiacciaio sia stato provocato dalle temperature record registrate negli ultimi giorni sulla Marmolada con circa 10 gradi in vetta. (qui l’intervista a Walter Cainelli presidente del soccorso Alpino trentino)

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