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Vita & Famiglia

Dopo dati Onu su cannabis, l’Italia non ha più scuse

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Le Nazioni Unite hanno lanciato l’allarme: la legalizzazione della cannabis porta disastri. Maggior consumo, più abusi, più uso tra giovani e minorenni, ancor più danni alla salute psico-fisica.

Tutto è riportato dal World Drug Report 2022 dell’Unodc, l’Ufficio delle Nazioni Unite per la droga e il crimine, che di sicuro non è un organismo di parte e mosso da intenti etici e morali nel contrastare la cannabis e le altre droghe.

Un campanello d’allarme drammatico, dunque, perché arriva da un organismo così importante e che proprio per questo non può – o non dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) – essere ignorato dagli Stati di tutto il mondo, soprattutto dove – come qui in Italia – si sta discutendo proprio sulla legalizzazione della cannabis.

Il tema, ormai, lo sappiamo, è arrivato in Parlamento e ci si chiede cosa farà ora la politica italiana, pressata ormai non solo dall’associazionismo pro life e da quanti, molti, sono contrari alla legalizzazione della cannabis, ma anche da questo Report dell’Onu.

Ne abbiamo parlato con Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia, che ha recentemente lanciato una petizione per chiedere al Parlamento di bloccare questa legge.

Coghe, voi state portando avanti campagne e azioni contro droga e stupefacenti. Anche la cannabis?

«Certo, la Cannabis è una droga a tutti gli effetti, con tutte le conseguenze e i danni sulla salute di chi ne fa uso».

Cosa ne pensa del documento dell’Onu, emerso qualche giorno fa?

«E’ l’ennesima prova che la nostra è una battaglia di civiltà ed è trasversale. Se anche l’Onu, che è uno dei più grandi e indipendenti organismi al mondo, lancia l’allarme sulle droghe, anche sulla cannabis e sulla sua legalizzazione, questo deve far riflettere tutti, soprattutto i politici che vorrebbero renderla legale con fake news e falsi miti».

A cosa si riferisce?

«Alla proposta di depenalizzazione della coltivazione domestica di Cannabis, da poco approvata dalla Commissione Giustizia della Camera. Si basa su costanti luoghi comuni e fake news che mettono a rischio la salute delle persone, soprattutto giovani. L’eventuale legalizzazione, infatti, non andrebbe a prevenire in alcun modo le conseguenze negative sulla salute fisica e mentale, come: danni al sistema nervoso centrale, deficit dell’attenzione, danni alla salute mentale, al sistema psicomotorio, agli organi e alla sfera sessuale. E’ dunque una fake news parlare di benefici per l’uso terapeutico che se ne potrebbe fare. I politici, poi, sembrano non conoscere la legge vigente, siccome l’uso terapeutico è già consentito, sotto stretto controllo medico. Inoltre, è pericoloso e irresponsabile parlare di diminuzione dello spaccio e dell’attività criminale perché la legalizzazione porterebbe ad un maggiore e più frequente uso, dunque favorirebbe la dipendenza oltre i limiti eventualmente consentiti e il passaggio a sostanze non legalizzate e in più accrescerebbe il mercato nero con la vendita a prezzi più bassi e a minori».

Questo è un punto toccato proprio dal Report delle Nazioni Unite.

«Esattamente. Il documento dà ragione alle nostre posizioni che si basano su dati scientifici. Il Report dice che la percezione dei danni della cannabis è diminuita nelle zone del mondo in cui è stata legalizzata e allo stesso tempo è aumentata la percentuale di persone con disturbi psichiatrici e suicidi associati al consumo regolare di cannabis, insieme al numero di ricoveri».

Avete lanciato anche una petizione in merito. Cosa chiedete?

«Chiediamo senza mezzi termini e senza giri di parole al Parlamento di bloccare la legge sulla legalizzazione della cannabis. Lo chiediamo da mesi e da anni ribadiamo il pericolo e i danni di tutte le droghe. Bisogna bloccare immediatamente questa proposta di legge perché pericolosa per la salute dei nostri giovani e della società. Ora siamo in buona compagnia e la politica italiana non ha più scuse, perché a chiederlo non siamo più solo noi ma anche l’allarme lanciato dalle Nazioni Unite».

 

 

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