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Trento

Temperature roventi ovunque: la natura chiede aiuto

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35,5 gradi a Rovereto: la città più calda del Trentino. Sabato, invece, sul Monte Bianco si sono superati i 10°C. E ancora, il 20 giugno, 14°C a Cima Presena.

Sono temperature tropicali, quelle che stanno abbracciando in una morsa terribile la nostra penisola, chiaro segno di un clima sempre più torrido e lontano a quello a cui siamo sempre stati abituati.

La neve che si scioglie sempre di più e sempre più velocemente; i grandi fiumi in secca; quest’afa anomala. Come può, l’essere umano, non sentire il suono di questo campanello – che ora è più una campana parecchio grande – di allarme? Come fa a non sentirsi l’acqua alla gola? Come fa a cercare di nascondere la polvere sotto il tappeto invece di agire concretamente per cercare di andare incontro alle necessità del pianeta su cui tra l’altro abita?

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Vanno bene i piani, va bene cercare le alternative e creare progetti, ma quello che la Terra sta lanciando è un vero e proprio grido di allarme. E non si può più aspettare o rimandare: serve agire, e presto.

L’uomo deve smettere di vivere con calma questa terribile crisi climatica, perché è vero che adesso le risorse per il presente ci sono… però lo stesso non si può dire per le generazioni del futuro! Anche per una questione di rispetto nei confronti del prossimo serve sbrigarsi a cercare di trovare delle soluzioni adatte a tutti ed a metterle in atto.

Perché non è normale che in montagna, a 3000 metri, vengano registrati oltre 10°C. Così come non è normale ritrovarsi a battere continuamente sempre più record di temperature, di livelli minimi dei corsi d’acqua, di nevi e ghiacci che si sciolgono. Ed è inutile negarlo: è evidente che questa ascesa delle temperature è un qualcosa che proseguirà per molti anni. Anzi, probabilmente potrà solo rallentare, ma non verrà di certo fermata.

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Viviamo in un mondo così bello, perché ci si ostina a rovinarlo in questo modo? L’impatto dell’uomo sulla Terra ha già portato ad un punto di non ritorno, punto che è già stato ampiamente superato. Forse, questa situazione non era evitabile, ma di certo era stata ampiamente prevista. Perché allora nessuno ha avuto la prontezza di credere davvero alla catastrofe climatica che era stata appunto preannunciata? Perché l’uomo ha voluto credersi ancora al di sopra di tutto, senza pensare davvero alle conseguenze di questo suo gesto? 

Ora c’è bisogno di adattarsi, perché questa situazione non migliorerà né per l’uomo né per il Pianeta. Ma era davvero necessario arrivare a questo punto per credere davvero al problema immenso che si sapeva sarebbe arrivato?

 

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