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Valsugana e Primiero

Visite guidate al Forte Busa Grande nel fine settimana da giugno ad agosto: giovani in primo piano

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Con il mese di giugno 2022 sono iniziate le visite guidate al Forte Busa Grande nella montagna sopra Levico Terme al Compet (1500 metri s.l.m.), sabato con orario 14-18 e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 17.

Michele e Valentina hanno preso un impegno per tutta l’estate collaborando con l’Associazione Culturale Forte delle Benne in qualità di guide, li incontriamo sabato pomeriggio.

Michele ha iniziato nel 2019 come volontario, appassionato di storia della Prima Guerra Mondiale con una laurea in Scienze Cognitive “Interfacce e Tecnologie della Comunicazione”; un corso di studi volto alla formazione di laureati con competenze negli aspetti tecnico – informatici, cognitivi e sociali della comunicazione, mediata dalle tecnologie dell’informazione.

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Il giovane affianca l’attività di guida al lavoro di impiegato presso l’ufficio acquisti di un’azienda di Pergine Valsugana.

Valentina è alla prima esperienza come aiutante nella gestione biglietti e ingressi al Forte, ha conseguito il titolo di studio di Estetista ed è in cerca di impiego. Nel frattempo sta studiando inglese e pratica pattinaggio di velocità su ghiaccio.

Due chiari esempi di giovani che stanno costruendo il loro futuro, non disdegnando di lavorare anche nel fine settimana.

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E’ importante fare esperienze lavorative, sapersi relazionare con il pubblico, acquisire quelle competenze che serviranno poi a trovare l’impiego desiderato, ciascuno nel proprio settore.

Si dichiarano soddisfatti dell’inizio stagione, il pubblico non si fa attendere, anche se la giornata più gettonata è la domenica.

Quando l’entrata era gratuita arrivavano tanti olandesi, ora sono i turisti italiani (famiglie e coppie) i più interessati a fruire di una visita culturale al Forte Busa Grande.

Perché è importante conoscere la storia?

Valentina sostiene che c’è bisogno di approfondire la storia del territorio, diversi visitatori (anche trentini) non erano a conoscenza che per molti secoli il Trentino (Welschtirol) faceva parte dell’impero Asburgico e gli anziani parlavano tedesco.

La presentazione viene interrotta dall’arrivo di una numerosa famiglia con bambini che ri-visita il Forte in autonomia, consegnando un reperto bellico (un recipiente in ferro per vino/grappa). Poi si forma un altro gruppetto e Michele inizia la visita guidata.

E’ raccomandabile portare con sé un maglione per i più freddolosi, perché il giro all’interno della costruzione in calcestruzzo dura 45 minuti, all’epoca era attivo un sistema di riscaldamento ad aria calda e alcune stanze erano isolate con sughero, legno e lamiera.

Entrando nella lunga galleria troviamo diversi locali: la cucina, il dormitorio dei due ufficiali, locale cisterna di acqua potabile, l’officina con generatore a benzina, il magazzino per i viveri e l’infermeria solo di primo soccorso.

Un’introduzione per raccontare le vicende politiche della Triplice Alleanza a scopo difensivo, le fortificazioni negli altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna, le cause della Prima Guerra Mondiale (1915-1918), fino alla costruzione del Forte Busa Grande avvenuta il 7 febbraio 1915, in circa tre mesi di lavoro ad opera dei prigionieri russi. Sei squadre con turni di 12 ore, notte e giorno senza interruzione.

Il caposaldo d’artiglieria Busa Grande venne costruito nei pressi dell’omonima cima come postazione sostitutiva al Forte delle Benne e Forte di Tenna che non erano sufficienti alla difesa della Valsugana.

L’elaborazione del progetto e la vigilanza sull’esecuzione dei lavori furono affidate al capitano Emil Huetter della direzione del Genio di Trento, che presentò su carta millimetrata i primi schizzi del manufatto.

L’intero progetto della batteria a obici corazzati fu realizzato nel giro di soli tre mesi e mezzo, tanto che all’inizio della guerra la batteria era già attrezzata e pronta al fuoco.

Restaurato nel 2016, il Forte Busa Grande è l’unica fortificazione sotterranea esistente in Trentino scavata ad una profondità di 12 metri.

Come risulta da alcuni diari ritrovati, dall’aprile del 1916 in vista della grande offensiva, la potenza del fuoco del Forte venne notevolmente rafforzata con l’installazione di ulteriori batterie, partecipò attivamente agli eventi bellici, non rimanendo mai colpito dall’artiglieria nemica.

Solo dopo la guerra il forte subì dei danneggiamenti da parte dei recuperanti che facevano saltare con dinamite le strutture in acciaio e lamiera ondulata e la cupola di osservazione. In realtà la struttura era di calcestruzzo senza ferro di rinforzo in quanto sotterranea.

La visita termina percorrendo una galleria in pendenza e curva, il panorama che ci accoglie all’uscita della trincea è superbo.

Una vista splendida sui due laghi di Levico e Caldonazzo, il Forte di Tenna sul colle omonimo e in alto difronte a noi il Pizzo di Levico (Cima Vezzena e il suo Forte).

Michele, la nostra guida elenca i numerosi forti che sono stati costruiti sul territorio della Valsugana ed infine mostra una serie di reperti bellici descrivendone le caratteristiche.

Il visitatore interessato ha l’opportunità di ricevere un volume ricco di documenti e immagini d’archivio che si riferiscono alla “Storia del Forte Busa Grande 1906-2018”, scritto da Volker Jeschkeit, studioso germanico di questo forte e tuttora guida.

Una grande passione per la storia della Grande Guerra dimostrata dalle guide che con entusiasmo trasmettono al pubblico la voglia di conoscere, magari ideando un tour dei Forti ancora esistenti sull’intero territorio.

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