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Spettacolo

Effetto Top Gun: perché il sequel e Tom Cruise sono record di incassi?

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Il sequel del noto film del 1986 sta incassando davvero tantissimo: a livello internazionale ha già raggiunto la cifra di oltre 540 milioni di dollari al botteghino alla seconda settimana di uscita. Da notare che le cifre in questione non includono nemmeno la Corea, dove il film uscirà prossimamente.

Ma perché questa duologia sta riscuotendo così tanto successo?

Partiamo dall’inizio: nel 1986 esce Top Gun, un film che è stato definito come uno dei più dei film “cult” degli anni ’80. Una pellicola con una trama abbastanza scontata, con personaggi non particolarmente profondi ma facili da adorare.

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Un eroe che è alla ricerca di se stesso e di risposte, una “spalla” la cui prematura dipartita andrà a segnarlo nel profondo, un nemico che poi diventerà amico… tutto, senza dimenticare il fascino della divisa, degli aerei da battaglia, delle moto, delle giacche in pelle e degli occhiali a goccia rigorosamente Ray-Ban. Condiamo tutto questo con un po’ di sano romanticismo e con una colonna sonora pazzesca ed il gioco è fatto.

Onestamente, per quanto riguarda questo primo capitolo, la pellicola non era di certo esente da difetti. Eppure, a suo tempo, il pubblico impazzì per il film e lo fece diventare uno dei più visti ed adorati della fine degli anni ’80 e anche dei primi anni ’90.

Di recente, al cinema è disponibile il tanto atteso sequel – la pandemia ne ha ritardato l’uscita di praticamente due anni –  e il pubblico lo ha consacrato quasi più del primo capitolo.

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Sarà che Tom Cruise – che ha comunque un gran fascino – ha saputo rappresentare al meglio un Maverick cresciuto, ancora tormentato da dei demoni del passato e alla costante ricerca non solo di redenzione, ma di anche un po’ di pace.

In aggiunta, scene e musiche che riprendono alcuni momenti del primo capitolo (oro per i più nostalgici). Anche stavolta i protagonisti “di contorno” non sono approfonditi ma anzi, rappresentano degli stereotipi due gambe.

Eppure, Miles Teller è riuscito a portare sul grande schermo il perfetto figlio di Goose – l’amico di Maverick che nel primo film era tragicamente venuto a mancare – andando quindi a diventare un personaggio importante che allo stesso tempo ha saputo dare una ventata d’aria fresca a delle dinamiche che potevano sembrare già viste.

Le scene di azione – più presenti ed importanti rispetto al film del 1986 – fanno restare il pubblico con il fiato sospeso, e gli obbiettivi della missione di questa volta riportano un po’ ai film di “Mission Impossible” che hanno come protagonista proprio Tom Cruise.

I sogni di gloria non sono più solo maschili e riescono a mantenere la concentrazione del pubblico in sala per tutta la durata della pellicola. Lasciando da parte il romanticismo – evitabile ma comunque funzionale – la trama di questo sequel è nettamente superiore a quella del primo.

Degno di nota anche il fatto che lo stesso Tom Cruise abbia fortemente voluto nella pellicola di Joseph Kosinski anche Val Kilmer, che aveva rappresentato nel primo film il suo compagno a Top Gun, Iceman.

E ancora più commovente il fatto che, nonostante l’attore nel 2014 sia stato sottoposto a dei trattamenti per un cancro alla gola che gli hanno fatto perdere l’uso della voce, grazie all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale si è riusciti a riportare sullo schermo anche la voce originale del personaggio.

Con “Top Gun: Maverick” non si pretende certo di raggiungere il successo e la consacrazione a “film cult” ancora una volta… tuttavia, se questo film – almeno per Tom Cruise – risulta essere uno dei suoi più grandi successi al botteghino, forse un perché alla fine c’è.

Tra nostalgia, la colonna sonora preparata per l’occasione e tantissima azione, è impossibile non voler correre al cinema almeno un paio di volte per tornare ad emozionarsi, con la testa tra le nuvole e con lo sguardo verso un cielo che risulta essere incredibilmente immenso.

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