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economia e finanza

Salario minimo, dall’Europa via libera alle linee guida

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Le nuove regole tuteleranno la dignità del lavoro e faranno in modo che il lavoro paghi”: le parole della Presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen raccontano la soddisfazione dell’importante accordo politico sul salario minimo raggiunto tra Consiglio, Commissione e Parlamento Europeo.

La direttiva definitiva dovrà essere ratificata il 16 giugno dal Consiglio dei ministri e del Lavoro dell’Unione e successivamente dai singoli stati membri. Dal momento in cui verrà adottata, la direttiva europea introdurrà una soglia minima di retribuzione che dovrà essere fissata per legge, al di sotto della quale non si potranno stipulare contratti di lavoro.

Attualmente, nell’Unione sono 21 i Paesi che hanno già introdotto il salario minimo, gli altri 6 tra cui l’Italia sono regolati dalla contrattazione collettiva suddivisa per settori.

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Sull’accordo, i sindacati all’unisono ammettono l’utilità della paga oraria, ma chiedono di tenere conto di tutte le voci attualmente presenti nei contratti nazionali. Insomma, l’obiettivo europeo è quello di cercare di creare delle condizioni di lavoro e di vita dignitose per tutti.

 “Nessuno dovrebbe trovarsi in povertà mentre lavora”: sostiene il Commissario Ue al lavoro, aggiungendo che l’Europa non sta imponendo all’Italia di introdurre il salario minimo. Di fatti, spetterà al Governo e alle parti sociali raggiungere un accordo per migliorare i contratti collettivi soprattutto quelli non tutelati.

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