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Trento

Avviato il licenziamento di 70 dipendenti Sait. Alzata di scudi dei sindacati

Spinelli: «Spiace constatare il taglio del contratto integrativo in una situazione, tra l’altro, in cui i bilanci dell’azienda sono molto positivi»

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Nel giorno in cui il Sait presenta il bilancio del 2021 che riporta un utile per 2.6 milioni di euro (in crescita rispetto ai 2.2 del 2020) l’assessore Achille Spinelli conferma definitivamente che Sait ha avviato il processo per l’intera esternalizzazione del magazzino licenziando così 70 persone, o almeno esternizzandole.

Lo conferma in aula consiliare durante il tradizionale question time durante la prima sessione dei lavori di questa tornata del mese di giugno.

Nel merito la consigliera di FdI Alessia Ambrosi ha chiesto se la Giunta intenda intervenire sulla situazione del magazzino del Sait, dove 70 lavoratori si trovano in una situazione di precarietà perché dovrebbero passare alle dipendenze di una coop perdendo così il contratto integrativo, pari a 3 mila euro all’anno. Un caso, per Ambrosi, per cui si dovrebbe aprire un confronto col sistema cooperativo e una riflessione sulle esternalizzazioni.

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L’assessore Achille Spinelli dopo aver confermato che Sait ha avviato il processo per l’intera esternalizzazione del magazzino spiega che detta di Sait il turnover non consente più una gestione mista per motivi di miglioramento gestionale. Di qui la decisione del licenziamento e il passaggio diretto dei lavoratori a Novi Trento con il mantenimento delle prerogative e la perdita solo dell’integrativa aziendale.

Sait ha offerto l’erogazione di 3000 euro una tantum, la proposta è stata illustrata ai lavoratori quindici giorni fa ed è stato chiesto un incontro con i sindacati che finora non si sono voluti sedere al tavolo.

Serve l’accettazione di questo passaggio da parte di lavoratori e sindacati, altrimenti Sait dovrà procedere con il licenziamento e in quel caso la Pat non potrà più intervenire se non con politiche attive del lavoro.

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Ambrosi nella sua replica ha osservato che si parla delle istanze di 70 lavoratori e quindi di 70 famiglie trentine,  apprezzando comunque che «si stia lavorando sul tema anche se l’attenzione è arrivata forse tardivamente. Spiace constatare il taglio del contratto integrativo in una situazione, tra l’altro, in cui i bilanci dell’azienda sono molto positivi. Ha poi concluso raccomandando massima attenzione al sistema cooperativo, fiore all’occhiello del nostro sistema trentino».

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