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Trento

“PNRR in Trentino tra opportunità e rischi”, la conferenza

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Organizzata da “Sustainable Economy Association e Università di Trento – Dipartimento di Lettere e Filosofia, con l’obiettivo di approfondire origini e potenziale impatto in provincia di Trento del PNRR, si è tenuta ieri pomeriggio presso le Cantine Ferrari di Trento la conferenza dal titolo: “PNRR in Trentino tra opportunità e rischi”.

Per la Provincia autonoma di Trento sono intervenuti il vicepresidente e assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione Mario Tonina, l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli e la dirigente generale del Dipartimento sviluppo economico, ricerca e lavoro Laura Pedron.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ha ricordato Tonina, contiene un pacchetto di riforme strutturali e di investimenti che si declinano in tre assi strategici per garantire sviluppo: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale.

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Il Trentinoha detto Toninavuole essere protagonista. Sul versante della digitalizzazione e dell’innovazione siamo uno dei territori in Italia che ha investito di più e oggi ospitiamo un’università sempre ai vertici delle classifiche nazionali e centri di ricerca di eccellenza”.

In merito alla transizione ecologica l’assessore ha ricordato che è stata sottoscritta, assieme ai principali attori economici e sociali, la Strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile: un documento che impegna a sviluppare una serie di azioni in favore della sostenibilità, ad esempio contenendo le emissioni di CO2 o potenziando l’uso delle fonti energetiche rinnovabili. Su questi temi, ha aggiunto, gli Stati generali della montagna hanno dato un impulso importante.

“Sull’inclusione socialeha spiegato Toninail Trentino ha spesso sperimentato per primo nuovi strumenti e percorsi”. Sotto il profilo energetico, ha aggiunto il vicepresidente, la Provincia autonoma di Trento si è concentrata su due obiettivi: le energie rinnovabili e l’efficienza energetica.

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L’assessore ha citato come esempio le comunità energetiche e la volontà di valorizzare le competenze nel campo della produzione di idrogeno verde da energie rinnovabili. Ma ha fatto cenno anche allo sviluppo di sistemi di teleriscaldamento, all’investimento sulla mobilità elettrica e alla semplificazione amministrativa per la realizzazione di impianti fotovoltaici.

Dopo i saluti introduttivi di Flavio Deflorian, Rettore dell’Università di Trento, sono intervenuti anche Mariastella Gelmini, ministro per gli affari regionali e le autonomie – in collegamento, Ezio Facchin, assessore alla transizione ecologica e mobilità del Comune di Trento e Giovanni Bort, presidente della Camera di Commercio di Trento.

A seguire gli interventi di Maurizio Fauri dell’Università di Trento, di Dario Peirone dell’Università di Torino – in collegamento, di Andrea Villotti, presidente di Patrimonio del Trentino, di Laura Pedron, dirigente generale del Dipartimento sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia, che ha illustrato i contenuti del PNRR per il Trentino, di Emanuela Trentin, amministratrice delegata di Siram Veolia SPA e di Pompeo Viganò. amministratore delegato di Delta Informatica SPA.

In conclusione sono intervenuti Ettore Gotti Tedeschi, banchiere ed economista – in collegamento, e Achille Spinelli, assessore allo sviluppo economico ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento.

Abbiamo costituito un team di lavoroha spiegato Spinelliche sta lavorando molto bene ed è un riferimento in Trentino per il settore pubblico e per quello privato. Anche l’Università sta svolgendo un ruolo importante come pure i nostri centri di ricerca. Questo lavoro sta portando a Roma molti progetti. Avere tante iniziative da portare avanti e da realizzare è certamente un impegno.

Ci auguriamo però che tutte le opere siano portate a conclusione nei termini previsti. Sono convinto che quello che ci aspetta sarà un Trentino bello, pulito che coniuga la crescita con la sostenibilità e la qualità. Puntiamo al progresso come miglioramento della qualità della vita, un progresso che deve portare maggiore qualità alla nostra vita. Ma senza la sostenibilità economica non si può parlare di investimenti.

Due terzi delle risorse disponibili – ricordo – sono a debito e dovranno essere restituite. La restituzione dovremo sostenerla anche noi che siamo parte di uno Stato che è già indebitato. Deve esserci quindi una crescita reale attraverso la creazione delle condizioni per produrre le risorse per poter restituire quello che andrà restituito. Si deve puntare ad una crescita dunque che passa anche dalle risorse umane e da riforme che eliminano vincoli”.

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