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Valsugana e Primiero

Che spettacolo il Giro d’Italia ieri e oggi, con la scrittura graffiante del grande autore Dino Buzzati!

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Spettacolo sulle strade del Trentino per il passaggio del giro d’Italia. Santiago Buitrago è il vincitore della 17esima tappa del Giro d’Italia da Ponte di Legno a Lavarone. In seconda e terza posizione si sono piazzati Leemreize e Hirt, il vincitore della tappa di martedì.

Oggi la 18esima tappa partirà poco dopo mezzogiorno da Borgo Valsugana per arrivare a Treviso con arrivo probabilmente in volata. Un giro d’Italia ricco di appuntamenti culturali e storici che sono iniziati già nei giorni scorsi.

È stato il sindaco di Borgo Valsugana Enrico Galvan a fare gli onori di casa per il secondo appuntamento di eventi organizzati dall’APT Valsugana Lagorai in collaborazione con il Comune, in occasione dell’entusiasmante ritorno del Giro d’Italia in Valsugana.

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Martedì 24 maggio 2022 presso il Teatro dell’Istituto A. Degasperi è andato in scena uno spettacolo applauditissimo con gli attori Chiara Turrini e Luca Pedron, accompagnati dalla fisarmonica di Michelangelo Felicetti, che hanno dato voce e musica ad alcuni articoli raccolti da Mondadori nel libro ”Dino Buzzati al Giro d’Italia” (1981).

Un recital composto da due voci recitanti accompagnate e alternate da brani musicali eseguiti alla fisarmonica con atmosfera degli anni ’40-’50.

Lo scrittore, giornalista e pittore Dino Buzzati – autore del “Deserto dei Tartari” – fu inviato dal “Corriere della Sera” a seguito della Carovana del Giro d’Italia nel 1949; in quella incredibile esperienza scrisse 25 articoli, rimaste cronache memorabili.

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E’ un libro da leggere tutto d’un fiato che si presta benissimo ad interpretare lo stato d’animo di una nazione che anche oggi ha voglia di festeggiare dopo un lungo periodo di chiusura e di emergenza.

Il grande sport del ciclismo ben si concilia con la cultura, la letteratura, la scrittura graffiante e delicata al tempo stesso, a volte urlante di quel genio di Buzzati.

Nella prefazione del volume Claudio Marabini scriveva: “Sullo sfondo del Giro scorreva, col volto della folla anonima, il popolo minuto di un’Italia che noi tutti, terminata la guerra, ritrovavamo nella speranza di un domani migliore”.

In primo piano affiorava il duello epico del “vecchio” Gino Bartali e del più giovane Fausto Coppi.

Il sindaco di Borgo Valsugana Galvan ha apprezzato la proposta di presentare questo spettacolo, per approfondire le tematiche culturali nate attorno al Giro d’Italia.

Due attori di grande caratura come Turrini e Pedron hanno incantato il pubblico, leggendo alcuni brani intercalati dal fantastico suono della fisarmonica di Felicetti.

Abbiamo scelto per l’ambientazione una pagina dell’articolo di Dino Buzzati: “Oggi grande battaglia su e giù per le Dolomiti”.

“Fragile è la gloria anche in ciclismo, basta un niente perché le sue trombe si voltino dall’altra parte. Lo abbiamo visto un po’ ieri sera a Udine: contrariamente al solito gli evviva ai due sommi campioni erano fiochi, poca la folla dinanzi ai loro alberghi.

Evviva e folla si concentravano invece sotto le finestre di Leoni [maglia rosa ndr]. Ma intatto è sempre il mito di Bartali e di Coppi. E’ commovente – parla un eretico – la fiducia cieca in loro da parte della comunità sportiva.

Domani che cosa succederà sui passi di Rolle, Pordoi e Gardena? Non si parla d’altro nei conciliaboli segreti di squadra, a tavola, durante il pranzo, al banco del bar, da un letto all’altro, nel buio prima che il sonno piombi addosso.

Nozze di Rita Hayworth? Ostruzionismo di Viscinski? Colonie? Congresso democristiano? Sciopero dei braccianti? Mai sentiti nominare.

Che faranno piuttosto Bartali e Coppi sui Monti Pallidi? Un lieve ironico sorriso, a questa domanda, illumina il volto da vecchio saggio silèno di Pavesi, che ebbe entrambi come pupilli e sa di ciclismo più che non sappia Einstein di fisica e relatività.

Una sola cosa egli esclude: che i due fuggano insieme avvicendandosi al comando. Bisognerebbe, dice, che sia Coppi sia Bartali si trasformassero stanotte in altri uomini. Eliminata questa eventualità, tutto è possibile: che attacchi Coppi battendo il rivale, che succeda il viceversa, che i due per l’ossessione di sorvegliarsi a vicenda rinuncino alla lotta.

Può darsi, e noi ce lo auguriamo, che un giovane, un ignoto, semini dietro a sé, da padreterno, i grandi assi. E che si gridi alla rivelazione. E un nome nuovo cominci da domani sera a correre il mondo.

Ma i professori scuotono il capo. E’ assurdo, dicono. Bartali o Coppi, non ci può essere altro per le Dolomiti.

Le quali stanotte incombono proterve e minacciose sui corridori addormentati: visioni di precipizi orrendi, agghiaccianti strade senza parapetto tagliate negli “a picchi”, e un mostro li insegue e loro arrancano su per scivoli precipitosi e la salvezza è lassù in cima dove si apre un varco tra le rupi e non si è mai arrivati.

Anche Fausto Coppi, anche Gino Bartali, sicuro. Si svegliano di soprassalto ansimando. Accendono la luce. Guardano l’orologio. Sospirano. E’ l’ora di partire”.

Alla domanda: “Serve dunque una faccenda stramba e assurda come il Giro d’Italia in bicicletta?”, la risposta poetica di Buzzati nell’ultimo capitolo non può essere che affermativa.

“Vola, tu, con le tue piccole energie, per monti e valli, suda, fatica e soffri. Dalla sperduta baita scenderà ancora il taglialegna a gridarti evviva, i pescatori saliranno dalla spiaggia, i contabili abbandoneranno i libri mastri, il fabbro lascerà spegnere il fuoco per venire a farti festa, i poeti, i sognatori, le creature umili e buone ancora si assieperanno ai bordi delle strade, dimenticando per merito tuo miserie e stenti. E le ragazze ti copriran di fiori”.

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