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Trento

Approvato il nuovo regolamento organizzativo dell’Azienda sanitaria

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Potenziamento del Dipartimento di prevenzione, ripristino e potenziamento dei distretti sanitari anche a garanzia di una migliore integrazione sociosanitaria, istituzione di un’unica rete ospedaliera articolata su sette strutture aziendali secondo un modello di “ospedale policentrico”, fortemente integrato con il territorio, per garantire la continuità della cura e della presa in carico, e in raccordo con la Scuola di Medicina e Chirurgia di Trento.

Sono questi i punti cardine del nuovo modello organizzativo dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari definito lo scorso anno dalla Giunta e approvato lo scorso venerdì.

Ieri si è tenuta la conferenza stampa di presentazione, alla presenza dell’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana e del direttore generale dell’Azienda sanitaria Antonio Ferro; presenti anche il direttore sanitario Giuliano Mariotti, la direttrice dell’Integrazione socio-sanitaria Elena Bravi e la direttrice amministrativa Sara Girardi.

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“In questi mesi è stato portato avanti un grande lavoro di ascolto e di condivisione del nuovo modello incontrando i sindaci e le comunità, il Consiglio sanitario provinciale, la Consulta per la salute, nonché gli Ordini professionali di ambito sanitario, le Organizzazioni sindacali dell’area dirigenziale e non dirigenziale e il personale interessato attraverso apposite riunioni sul territorio provinciale commenta l’assessore Stefania Segnana -, lo scorso mese il regolamento è stato adottato dal direttore generale dell’Azienda sanitaria.

Ringrazio dunque il Dipartimento provinciale Salute, con il suo dirigente Giancarlo Ruscitti e con Andrea Maria Anselmo, Franca Bellotti, Chatia Torresani e Cristina Apolloni, nonché il consiglio direttivo dell’Azienda sanitaria per il lavoro svolto con grande impegno. Con questa deliberazione avviamo l’implementazione del nuovo modello organizzativo, la cui applicazione a regime dovrà essere assicurata col 1° gennaio 2023“, conclude l’assessore provinciale alla salute. 

“I distretti non sono dei compartimento stagni, ma una soluzione organizzativa che permette di decentrare al meglio i serviziha commentato il direttore generale Ferro -. Centrale il rapporto tra il nuovo assetto e il percorso di riforma della medicina di famiglia e territoriale.

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Una delle novità fondamentali della riorganizzazione è infatti la rete professionale locale per portare la salute a casa del paziente, offrendo tutte quelle prestazioni domiciliari che costituiscono la quasi totalità del fabbisogno in termini di risposta sociosanitaria dei cittadini. 

Questa  è la chiave di volta per migliorare in modo importante la nostra sanità del presente e futuro, considerando l’invecchiamento, l’aumento delle malattie cronico-degenerative e permettendo anche di utilizzare i device per la telemedicina. Fondamentale poi il ruolo della Scuola universitaria di medicina – ha concluso il direttore generale – per valorizzare la rete ospedaliera provinciale e fornire un centro di eccellenza da spendere anche per arricchire le competenze dei presidi nelle valli“.

Il nuovo regolamento dell’Apss- La “riforma” punta ad avvicinare i servizi territoriali e ospedalieri al cittadino, a garantire equità di accesso e di cure, ad assicurare una presa in carico integrata del paziente, in collegamento con una rete di cure unitaria, territoriale ed ospedaliera diffusa. È per questo che la governance dell’accesso e della continuità delle cure è posta nei tre distretti sanitari Nord, Sud ed Est, ai quali è affidato il ruolo di coordinamento e di integrazione.

Fondamentale, nel quadro complessivo, lo sviluppo di un’alleanza con la medicina di famiglia, gli specialisti, gli infermieri e in generale con i professionisti sanitari e sociosanitari che garantiscono servizi sul territorio. La Medicina di gruppo integrata e le Reti professionali locali vanno in questo senso e puntano ad un’integrazione generale dei professionisti sanitari e socio-sanitari sul territorio per garantire vicinanza, accessibilità e continuità assistenziale, in particolare nella presa in carico e nella gestione domiciliare delle situazioni di cronicità e per facilitare il coinvolgimento attivo dei pazienti. Il nuovo assetto garantisce un coordinamento della sanità territoriale (con funzione di sintesi e presidio della uniformità, equità e sostenibilità del sistema sanitario sul territorio).

Tre distretti con sei ambiti territoriali: distretto Nord (Trento e Valle dei Laghi; Val di Non e Sole, Rotaliana, Paganella), distretto Sud (Vallagarina e Altipiani Cimbri; Alto Garda e Giudicarie), distretto Est (Cembra, Fiemme e Fassa; Valsugana, Tesino e Primiero).

La riforma è stata costruita pensando i distretti e il dipartimento di prevenzione connessi all’ospedale policentrico: centri specializzati per patologia distribuiti all’interno della rete ospedaliera, che possano garantire la prossimità delle cure con il territorio, la complementarietà e sussidiarietà delle strutture ospedaliere, nel rispetto delle esigenze locali. Ogni ospedale di valle sarà caratterizzato come ospedale di riferimento provinciale per alcuni percorsi.

Il disegno della riorganizzazione prevede i dipartimenti territoriali, ospedalieri e transmurali (con la creazione di tre nuovi dipartimenti transmurali: pediatrico, ostetrico-ginecologico e “anziani e longevità”).

Il nuovo regolamento individuato dalla Giunta, anche alla luce di quanto emerso nella gestione della pandemia, valorizza la prossimità al cittadino dei servizi territoriali e ospedalieri e prevede risposte organizzative e gestionali diversificate in relazione ai bisogni di salute espressi dai diversi ambiti territoriali. Il modello di “ospedale policentrico” integrato con il territorio si completa con i tre distretti sanitari definiti dall’esecutivo lo scorso mese di dicembre. La nuova organizzazione comporta un maggiore costo complessivo su base annua di circa 2 milioni di euro.

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