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Trento

Uccisione orso KJ2: Ugo Rossi assolto perchè «il fatto non sussiste»

Dopo l’assoluzione arrivano anche i complimenti e la solidarietà del presidente Fugatti

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Ieri l’ex presidente della Provincia Ugo Rossi e l’ex dirigente del Servizio foreste e fauna Maurizio Zanin sono stati dichiarati innocenti perchè «il fatto non sussiste».

A deciderlo è stato il giudice Marco Tamburrino che ha assolto i due imputati che non sono stati giudicati colpevoli della morte dell’orso KJ2, l’orsa «impazzita» che aveva seminato il panico fra turisti e residenti aggredendo due persone, Molinari e Metlicovec, salvi per miracolo, e un’altra decina di aggressioni e inseguimenti.

A Molinari erano stati dati ben 208 punti di sutura mentre al Metlicovec dentro il suo corpo era stata trovata un unghia che durante l’aggressione l’orso aveva perso.

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Alla luce di questi gravissimi episodi Rossi aveva deciso in collaborazione con la forestale di abbattere l’orso ormai diventato troppo pericoloso per l’uomo.

Sul Cornetto le squadre dei forestali, dopo aver individuato l’animale, misero fine alla sua vita seguendo l’ordinanza dell’allora presidente della pat Ugo Rossi.

Le sentenze non si commentano ma si accettano, almeno così si suol dire. Tuttavia in questa vicenda spero possa essere consentito esprimere soddisfazione sia da parte della giunta sia, in termini generali, da parte dell’Amministrazione che affronta ogni giorno temi delicati nell’interesse pubblico, spesso sopportandone i pesi”. Così il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, interviene – anche a nome dell’esecutivo – a seguito della notizia dell’assoluzione dell’ex presidente Ugo Rossi e del dirigente Maurizio Zanin nella causa a loro carico per la vicenda dell’orsa Kj2.

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Abbiamo sempre sostenuto una rotta chiara nella difficilissima partita dei grandi carnivori che popolano, ormai numerosissimi, il nostro territorio, con tutti i problemi che ne conseguono. Consapevoli dell’effetto divisivo che questo tema provoca nell’opinione pubblica, specie nazionale, non possiamo che ribadire che il tema della sicurezza per i cittadini è e rimarrà per noi prioritario. L’assoluzione di oggi restituisce la giusta serenità a chi ha agito tenendo presente questo obiettivo. Non possiamo che condividere questo momento con chi ha sopportato le conseguenze di decisioni, certo difficili, ma ispirate da questo principio”.

L’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa), parte civile al processo riguardante l’uccisione dell’orsa KJ2, dopo aver preso atto della sentenza di primo grado ha annunciato che continuerà la sua battaglia per garantire la tutela e convivenza degli orsi con la popolazione in Trentino.

«Attendiamo il deposito delle motivazioni della sentenza e come parte civile valuteremo l’eventuale sussistenza di presupposti per proseguire con la nostra azione», dichiara il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto. «L’orso è animale tutelato a livello europeo e continuiamo a sostenere che la questione della serena convivenza dei grandi carnivori con cittadini e turisti, in Trentino come ovunque, va affrontata approntando strumenti di prevenzione e una corretta informazione a escursionisti e residenti».

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