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Arte e Cultura

70 anni di Soccorso Alpino e Speleologico Trentino. Ieri il via alla mostra

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Da ieri, giovedì 28 aprile, alle ore 17.00, la Presidenza del Consiglio provinciale di Trento ospita a palazzo Trentini l’apertura della mostra fotografica e documentaria.

Anche quest’anno dunque l’assemblea legislativa collabora con il Trento Film Festival, nel cui programma s’inserisce anche questa proposta espositiva, curata dal Soccorso alpino e speleologico trentino nel suo 70° di vita.

Negli spazi deputati di palazzo Trentini si potrà ammirare un percorso fotografico lungo questo intenso arco di tempo, non senza qualche “chicca“, come il “prosàc” e l’imbrago che furono del grande Marino Stenico. 

Fino al 14 maggio – e prima che diventi poi itinerante sul territorio trentino – la mostra sarà liberamente visitabile e renderà onore a un corpo nato ancora prima della sua strutturazione nazionale, a tutt’oggi orgoglio della nostra autonomia speciale. 

Con fotografie di ieri e di oggi e attraverso un percorso di 7 parole chiave, la mostra ripercorre i 70 anni di storia dell’ente, in cui l’immutato spirito di solidarietà di soccorritrici e soccorritori appassionati di montagna si lega alle evoluzioni dei materiali, dei mezzi e delle tecniche di soccorso.

1952: dopo un drammatico incidente sulle Dolomiti di Brenta che scosse tutta Italia, nel quale persero la vita tre giovani escursionisti, rimasti imprigionati per giorni in un crepaccio insieme a una quarta compagna di cordata unica sopravvissuta, nascono in Trentino le prime Stazioni del Corpo Soccorso Alpino, grazie all’idea e alla visione del medico e satino Scipio Stenico, insieme a Mario Smadelli e Carlo Colò.

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Tramite un’organizzazione strutturata di soccorso in montagna – che da lì in pochi anni si diffonderà in tutta Italia – venivano istituzionalizzate le forme di aiuto che da sempre avevano caratterizzato le comunità alpine, fin da quando le alte quote erano diventate uno straordinario terreno di avventura e di scoperta.

La mostra fotografica si snoda in un percorso di sette parole chiave, che racchiudono il fulcro dell’attività del Soccorso Alpino e Speleologico e che aiutano a ripercorrere le evoluzioni e i progressi compiuti in questi primi 70 anni di storia.

La prima parola chiave, “Passione”, è stata scelta perché il Soccorso Alpino e Speleologico vive grazie alla passione per la montagna e allo spirito di solidarietà di centinaia di soccorritrici e soccorritori volontari; la parola “Formazione” vuole porre l’attenzione sull’impegno dei soci in termini di addestramento per garantire competenza e professionalità, “Struttura” sta per l’organizzazione centrale e territoriale che l’ente si è dato per assicurare efficienza e tempestività nei soccorsi, “Innovazione” perché le evoluzioni dei materiali, dell’attrezzatura e dei mezzi a disposizione hanno influenzato nel profondo il modo di fare soccorso, “Cielo” perché l’impiego dell’elicottero ha rivoluzionato sotto molti aspetti lo stesso concetto di soccorso alpino, “Soccorso sanitario” e “Prevenzione” i due cardini dell’attività del Soccorso Alpino e Speleologico, presenti fin dal principio nella visione del fondatore Scipio Stenico.

Completano la mostra, due filmati storici provenienti dall’archivio della Biblioteca della Montagna della SAT e oggetti e attrezzatura di ieri e di oggi, tra cui lo zaino, le scarpette, l’imbrago e la corda del grande alpinista Marino Stenico, gentilmente concessi in prestito dal Soccorso Alpino e Speleologico dell’Alto Adige.

La mostra non sarebbe stata possibile senza il supporto della Biblioteca della Montagna – Archivio storico della SAT che ha messo a disposizione, oltre ai due filmati, le fotografie dei primi anni di vita del Corpo Soccorso Alpino, della Fototeca documentaria dell’Altopiano della Paganella, del fotografo Marco Busacca per le fotografie più attuali e del Trento Film Festival per averla inclusa nel programma della sua settantesima edizione.

“Festeggiare un traguardo così importante come quello dei settant’anni – afferma il presidente del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino Walter Cainelli – serve a guardarsi indietro, a fare bilanci, a esprimere riconoscenza verso chi ci ha preceduto, a ringraziare le organizzazioni partner con le quali condividiamo il cammino, a ricordare i compagni che hanno perso la vita in attività di soccorso. Ma significa anche guardare avanti verso il futuro perché ogni periodo ha le sue sfide e i suoi scenari da costruire. Un compito che proveremo sempre a non disattendere. Le iniziative con le quali celebriamo questo compleanno non sono altro che un omaggio e un ringraziamento a tutti i soccorritori di ieri e di oggi; è solo grazie al loro impegno e alla loro costanza che siamo giunti fino a qui”. 

All’inaugurazione ha partecipato anche il vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Paccher spiegando che «la montagna è bella e fragile, per questo occorre accostarsi ad essa con rispetto e attenzione. E grazie a chi ci protegge lassù, come fanno le donne e gli uomini del soccorso alpino».

«Il soccorso in montagna si è evoluto tecnicamente in questi decenni ma sempre rimanendo un’ eccellenza del  territorio trentino, di questa provincia. Chi sceglie di fare parte di queste organizzazioni ama la montagna, la rispetta profondamente e, non di rado, rischia di suo per correre in soccorso di quanti invece l’affrontano senza eguale rispetto e preparazione, mettendo a repentaglio la propria vita e quella di chi li deve recuperare. Belle e spettacolari le immagini di questa mostra: vi si legge il Trentino più vero» ha chiosato Paccher.

E ancora di montagna si è parlato nel pomeriggio, visto che siamo alla vigilia del Festival ad essa dedicata. A Palazzo Roccabruna Paccher ha voluto testimoniare l’attenzione del Consiglio per una manifestazione che oggi è stata preceduta da una mostra dal titolo “Ciak si scala!” organizzata dal Museo nazionale della montagna di Torino.  Mostra che racchiude una serie di scatti dei set naturali più belli e difficili, quelli dei film (da 007 ai documentari) girati  sulle montagne: «Una serie di ciak che hanno visto protagonisti interpreti di tutto il mondo sulle straordinarie montagne del Trentino e non solo: il nostro è un territorio tanto bello quanto fragile ed eventi come questo contribuiscono a salvaguardarlo e a farlo conoscere» ha osservato l’uomo politico.

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