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Trento

Dal Cantone Zurigo per scoprire la nostra terra autonoma

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Due modelli di democrazia parlamentare messi a specchio tra loro. E’ quanto ha consentito di fare la visita di questa mattina al Consiglio provinciale da parte di una nutrita rappresentanza del Consiglio Cantonale di Zurigo.

Il gruppo, guidato dal presidente di turno Benno Scherrer, è stato ricevuto nell’aula consiliare dal presidente Walter Kaswalder. E’ seguito un cordiale confronto, con un fuoco di fila di domande degli ospiti svizzeri, interessati a conoscere il funzionamento e il perimetro dell’autonomia trentina, dopo avere incontrato ieri a Bolzano quella altoatesina.

C’erano in particolare i capigruppo delle forze rappresentate nell’assemblea legislativa del popoloso Cantone zurighese: 8 in tutto, per 118 parlamentari. Un primo dato emerso è quindi la minor parcellizzazione politica rispetto al trend italiano e anche trentino, così come la rappresentanza diretta nel “parlamento” cantonale di tutti i territori comprensoriali.

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Kaswalder ha rievocato l’epopea della migrazione dalle nostre valli, ricordando i tanti che anche dalla sua Vigolana partivano per la Svizzera stando via da febbraio a Natale, per sfuggire alla povertà.

Il presidente ha poi illustrato i contorni della nostra autonomia speciale, compreso il dato di quella finanziaria (“lo Statuto ci assegna i 9 decimi delle imposte, di fatto oggi ci torna solo il 72% del riscosso”).

Sono intervenuti anche i due consiglieri provinciali membri della Consulta per l’emigrazione trentina nel mondo. Denis Paoli ha scherzato sull’eliminazione dai mondiali di calcio patita per mano svizzera e ha ricordato che oggi ben 15 mila trentini vivono in terra elvetica, dove è attiva una dozzina di circoli legati alle radici.

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Alex Marini ha aggiunto molte e precise informazioni sull’assetto della nostra Provincia Autonoma, ricordando che gode di autonomia finanziaria ma non di quella fiscale, con risicati spazi per la graduazione di tributi propri.

Il consigliere ha anche espresso tutta la sua ammirazione per l’ampiezza della partecipazione popolare alla democrazia garantita dal sistema svizzero, mentre da noi ci sono forti limiti per l’attivazione dei referendum e strumenti ancora poco sviluppati per dare voce in capitolo ai cittadini, ad esempio in materia urbanistica.

Un saluto è stato portato anche dall’assessore regionale Lorenzo Ossanna, che ha contribuito a raffigurare il particolare sistema tripartito dell’autonomia speciale in Trentino Alto Adige.

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