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Val di Non – Sole – Paganella

Ancora l’escherichia coli nei formaggi del caseificio di Coredo: questa volta nel «Nostrano 2022»

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Più volte abbiamo scritto della dolorosissima vicenda del bimbo di Coredo che nel 2017 (aveva solo quattro anni) si sentì male e che si trova tutt’ora in gravissime condizioni, dopo aver mangiato il formaggio “Due Laghi“.

La diagnosi: gravissima infezione da Escherichia coli (Sindrome Emolitico Uremica SEU). Lo stesso batterio (Escherichia coli) venne rintracciato nelle forme di formaggio (“Due Laghi”) prodotte da quel caseificio e che poi vennero sequestrate.

A tal proposito sono stati condannati di recente l’ex presidente del caseificio di Coredo Lorenzo Biasi, residente a Sfruz, l’attuale casaro Gianluca Fornasari, residente a Coredo di Predaia, per i reati di violazione dell’articolo 5, lettera d della legge 283 del 1962 (Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande).

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Biasi, in particolare, nella sua qualità di presidente ha prodotto ed immesso nel circuito commerciale prodotti caseari con cariche microbiche superiori ai limiti di legge (Stec e escherichia coli), non prestando la dovuta attenzione alla necessità di richiedere a Trentingrana Concast ispezioni sul campo, per la verifica delle condizioni igieniche delle aziende dei conferitori ed alla necessità di sottoporre ad analisi il formaggio Due Laghi prodotto con latte crudo per la ricerca di escherichia coli prima della sua immissione in commercio e di verificare del rispetto del periodo di stagionatura minima di 60 giorni prima della sua immissione in commercio. Periodo, ques’ultimo, utile per l’abbattimento della carica batterica.

Altra condanna è quella relativa all’omessa ottemperanza a quanto disposto dall’Unità operativa di igiene e sanità pubblica veterinaria di Cles il 30 giugno 2017, con la quale veniva imposto al presidente di fare un richiamo agli allevatori affinché facessero una pulizia e una disinfestazione in fase di mungitura più corretta

Fornasari, invece, è stato condannato per aver omesso di richiedere le necessarie analisi per la ricerca di escherichia coli e di non ha richiesto a Trentingrana Concast di effettuare delle ispezioni volte ad accertare le condizioni igienico sanitarie delle stalle dei conferitori, non provvedendo al ritiro cautelativo del prodotto successivamente all’evento.

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Restano ancora aperti altri due procedimenti penali, quello nei confronti della coppia Fornasari-Biasi per lesioni gravissime riportate dal piccolo Maestri dopo aver mangiato il formaggio nel quale è stato riscontrato l’escherichia coli (la condanna potrebbe essere molto pesante) e quello nei confronti di Guido Widmann aiuto casaro accusato di falsa testimonianza. A riguardo, nei prossimi giorni dovrebbero esserci delle importanti novità.

Ma non finisce qui. Purtroppo. È infatti fresca la notizia che è stata riscontrata una nuova non conformità per la presenza di Escherichia Coli nel formaggio “Nostrano”, lo stesso batterio riscontrato nel 2017.

Non è dato sapere se il prodotto è stato messo in vendita e se l’accertamento è stato effettuato dai NAS, dall’Azienda Sanitaria, dal Concast o da chi.

A conferma di ciò è il richiamo (che alleghiamo sotto) per una corretta applicazione delle norme igienico-sanitarie inviato ai soci del caseificio di Coredo in data 15 Aprile 2022.

Il fatto è preoccupante perché Escherichia coli produttori di tossine cosiddette vero citotossiche è in grado di causare, soprattutto nei bambini, negli anziani e nei soggetti debilitati infezioni di varia gravità fino alla sindrome emolitico uremica (SEU) con conseguenze drammatiche.

Curioso è l’appello finale dell’attuale Presidente del Caseificio Endrizzi Mirko che ricopriva nel 2017 la carica di Vice presidente, che recita:” …. Ne va del nostro lavoro dell’impegno e del cuore che mettiamo 365 giorni all’anno nelle nostre aziende. Cerchiamo di non vanificare i nostri sforzi dando un’immagine fuorviante e non realistica su chi siamo e su ciò che facciamo…….”

Ad Endrizzi è il caso di ricordare che il problema è molto più grande e drammatico, infatti un formaggio contenenti l’Escherichia coli produttore di tossine è in grado di causare soprattutto nei bambini e negli anziani gravissime infezioni che possono portare a situazioni drammatiche come anche la morte.

Per quanto riguarda la preoccupazione di dare un’immagine fuorviante e non realistica del caseificio, Endrizzi dovrebbe darsi delle risposte alle varie domande:

E’ vero o no, che l’ex presidente Lorenzo Biasi e l’attuale casaro Fornasari Gianluca sono stati condannati per vari reati penali legati alla sicurezza ed igiene alimentare?

E’ vero o no, che l’ex presidente Lorenzo Biasi e l’attuale casaro Fornasari Gianluca sono indagati per lesioni gravissime colpose?

E’ vero o no, che l’ex aiuto casaro Widmann Guido risulta indagato per falsa testimonianza?

E’ vero o no, che nell’anno 2021 sono stati riversati circa 8000/10000 litri di latte negli scarichi fognari?

E’ vero o no, che le indagini dei NAS hanno riscontrato numerose irregolarità igienico sanitarie?

E’ vero o no, che durante il processo è emerso che nel periodo in cui si è ammalato il piccolo (2017), un tubo sporco di letame spesso andava a contatto diretto con il latte utilizzato per fare il formaggio?

E’ vero o no, che alcune carenze igienico sanitarie erano state portate a conoscenza ai responsabili e questi hanno risposto “abbiamo sempre fatto così”?

A seguito di queste continue non conformità, non sappiamo se il C.O.N.C.A.S.T. Trentingrana, consorzio che racchiude la quasi totalità dei caseifici sociali presenti sul territorio trentino, compreso quello di Coredo, abbia preso o abbia intenzione di prendere dei provvedimenti nei confronti della cooperativa condannata, a tutela del proprio marchio e dei propri generi caseari prodotti dalle altre latterie che nulla hanno a che fare con la dolorosa vicenda. Giusto puntualizzare anche che Trentingrana è completamente estraneo a questa vicenda.

Sotto riportiamo l’ennesimo richiamo agli allevatori fatto dal presidente Endrizzi

Caseificio Sociale di Coredo SCA –  Predaia li 15/04/2022

Agli Allevatori soci

Oggetto: Pulizia ed igiene

Gent.le associato, a seguito di una non conformità riscontrata per la presenza di Escherichia Coli in un lotto di formaggio Nostrano prodotto a latte crudo nel nostro caseificio,

si ribadisce

a necessità di rispettare le buone prassi igieniche in ogni fase di produzione del latte, con particolare riguardo per tutte le attività connesse con le operazioni di mungitura, al fine di evitare la contaminazione del latte con residui fecali che possono veicolare microrganismi altamente patogeni.

In particolare il rischio è quello di introdurre nel latte Escherichia coli produttori di tossine cosiddette vero citotossiche in grado di causare, soprattutto nei bambini, negli anziani e nei soggetti debilitati infezioni di varia gravità fino alla sindrome emolitico uremica (SEU).

La problematica interessa principalmente le produzioni a latte crudo, in quanto la pastorizzazione elimina in via definitiva il microrganismo in questione, fatti salvi casi di contaminazione incrociate tra produzioni a latte crudo e a latte trattato termicamente che il caseificio si impegna a evitare.

Vi invito quindi a prestare la massima attenzione agli aspetti igienici in stalla e a comunicare qualsiasi evento che possa mettere a rischio la qualità igienico-sanitaria del vostro latte per poterlo escludere dalle produzioni a latte crudo e indirizzarlo a produzioni che prevedono un passaggio di sanificazione (pastorizzazione).

Tra gli aspetti da considerare si ricordano:

Pulizia e ricambio frequente della lettiera;

Idoneo stoccaggio degli alimenti;

Lotta agli agenti infestanti;

Pulizia di mangiatoie e abbeveratoi (gli E.coli STEC sopravvivono anche 4 mesi nell’acqua abbeverata);

Somministrazione di alimenti ineccepibili dal punto di vista igienico e non avariati. Evitare cambi bruschi di alimentazione.

Evitare il rimescolamento di animali giovani con animali adulti.

Igiene della mungitura (pre-post dipping, pulizia contenitori per dipping, corretta detersione e sanificazione sala, impianto di mungitura e cisterna di raccolta latte).

Verifica della funzionalità dell’impianto di raffreddamento del latte.

Cura della pulizia personale da parte degli addetti alla mungitura che devono indossare indumenti puliti.

Conservazione del latte in locale idoneo, pulito e protetto dagli infestanti.

Adeguato compostaggio del letame prima di spargerlo sul terreno (il raggiungimento di una temperatura di 45°C per 72 ore si è dimostrato essere in grado di inattivare il microrganismo).

Si ritiene inoltre molto importante mantenere le stalle e gli edifici di stoccaggio alimenti nonché gli spazi circostanti i centri aziendali puliti ed in ordine!!

Ne va del nostro lavoro dell’impegno e del cuore che mettiamo 365 giorni all’anno nelle nostre aziende.

Cerchiamo di non vanificare i nostri sforzi dando un’immagine fuorviante e non realistica su chi siamo e su ciò che facciamo.

Per qualsiasi dubbio, necessità o problema che si dovesse presentare, non esitate a contattare il caseificio o il Presidente stesso.

Colgo l’occasione per salutarvi cordialmente.

IL PRESIDENTE – ENDRIZZI MIRKO

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