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Arte e Cultura

Per il ciclo Sguardo ad Oriente, incontro con Alberto Bradanini autore del libro fresco di stampa ”Cina. L’irresistibile ascesa”

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Un contributo utile a conoscere alcuni aspetti rilevanti delle relazioni tra Italia e Cina, nonché sul conflitto russo-ucraino è stato portato all’attenzione del pubblico presente nella sala conferenze Fondazione Caritro a Trento l’11 aprile 2022, per la presentazione del libro “Cina. L’irresistibile ascesa” di Alberto Bradanini, presidente del centro studi sulla Cina Contemporanea a Reggio Emilia.

L‘evento organizzato dall’Associazione culturale Alteritas – Interazione tra i popoli, sez. Trentino e l’Università di Trento ha previsto due date 11 e 12 aprile 2022 per incontrare e dialogare con l’autore, già ambasciatore d’Italia in Cina (2013-2015) e in Iran.

Il Centro Studi Martino Martini in preparazione del secondo incontro ha avviato un breve questionario per conoscere l’opinione pubblica sulla guerra russo-ucraina e la Cina.

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E’ stato interessante rispondere alle domande che il cittadino si pone quotidianamente, spiegando anche il proprio punto di vista, come: “Sei preoccupato per la guerra in corso? In che modo pensi che la guerra russo-ucraina influenzerà l’ordine mondiale? Sei a conoscenza delle sanzioni Usa ed Europee contro la Russia? Come vedono le persone intorno a te questa guerra? Cosa pensi che dovrebbe fare il tuo Paese? Quale ruolo pensi abbia giocato la Cina in questa guerra? Quale pensi sia il modo migliore per porre fine a questa guerra?”

A seguire martedì 12 presso Palazzo Prodi dell’Università di Trento si è svolta la Guest lecture dell’ambasciatore Bradanini sul tema “La guerra in Ucrania: la posizione cinese”, con l’intervento di Sofia Graziani e Ivan Cardillo.

Laureato in Scienze Politiche all’Università La Sapienza di Roma, Alberto Bradanini ha iniziato la carriera diplomatica nel 1975.

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Tra gli incarichi ricoperti, dal 1996 al 1998 è stato Console Generale d’Italia a Hong Kong, dal 2008 al gennaio 2013 ambasciatore d’Italia in Iran.

Sul tema della Cina, ha già pubblicato i libri “Oltre la Grande Muraglia” (2018) e “Cina. Lo sguardo di Nenni e le sfide di oggi” (2021).

Con questa pubblicazione fresca di stampa, Bradanini accompagna i lettori in un nuovo viaggio all’interno dell’universo cinese, spiegando i passaggi fondamentali della Repubblica Popolare: dalla nascita nel 1949 alla visione politica di Mao, dall’avvento di Deng Xiaoping agli attuali complessi rapporti di Xi Jinping con gli Stati Uniti. Considerando sempre che il modo di ragionare dei cinesi è diverso rispetto al sistema di pensiero degli occidentali.

Il volume contiene fotografie di Andrea Cavazzuti (per i cinesi, Lao An): fotografo e artista italiano, laureato in Lingua e Letteratura cinese all’Università Ca’ Foscari di Venezia, anche lui conoscitore ed appassionato della Cina.

Nel primo incontro insieme ad Alberto Bradanini sono intervenuti i Prof. Riccardo Scartezzini, Sofia Graziani e Mirko Elena (fisico – ricercatore).

Già nel 2017 Mirko Elena aveva presentato presso la sala consigliare del Comune di Levico Terme, il suo libro “Cina e Italia allo specchio” insieme alla coautrice Yu Jin, avvocato ed esperta di cultura giuridica cinese.

Un interessante testo composto da due parti: La Cina vista con occhi italiani e L’Italia vista con occhi cinesi, scritte indipendentemente dai due autori. L’uno presenta alcune delle caratteristiche principali della Cina, descrivendo le sue esperienze ventennali di viaggio in quel paese, l’altra autrice racconta la sua lunga permanenza in Italia.

In queste pagine due mondi si narrano, si analizzano e si confrontano. E da questo confronto tutti possiamo imparare meglio ad interagire, a capirci e collaborare.

Questo è anche l’intento del libro dell’ambasciatore Alberto Bradanini e già il titolo dice molto; una materia quella delle relazioni internazionali con la Cina in passato poco approfondita. Alcuni testi di nicchia ora aiutano a capire alcune tematiche e interconnessioni con questo mondo complesso.

Un primo passo, secondo l’autore, è quello di introdurre il termine Eterotopia (coniato dal filosofo francese Michel Foucault) per indicare una varietà di temi che si rispecchiano l’un l’altro.

Nemico della conoscenza è l’illusione di possedere la verità, quando stiamo intraprendendo solo un percorso verso la verità. La parola serve a stimolare, provocare, è un elemento che ci porta verso la conoscenza e di conseguenza rappresenta un’apertura verso altri temi.

Se ripensiamo alla nostra infanzia, gli spazi ci apparivano molto più grandi, poi da adulti tutto si è ridimensionato, invece con la Cina avviene il contrario.

Storia, filosofia, politica, economia è tutto in grande; nel 1986 quando Bradanini sbarcò in Cina proveniente da New York, rimase sorpreso fin dal primo momento.

Conosciamo molto poco della Cina e senza avere un bagaglio minimo di conoscenza non si possono difendere gli interessi nazionali, a differenza della Cina che sa tutelare i propri interessi.

L’immagine che i cinesi hanno di noi è quella di un paese “scontato” con 60 milioni di abitanti in declino, i giovani italiani non fanno mutui per l’acquisto di una casa ed emigrano all’estero dove il reddito da lavoro è maggiore; per contro il pragmatismo cinese ha generato una forte crescita economica, politica, culturale e militare.

Il confronto deve essere preceduto dall’analisi delle caratteristiche dei due soggetti: in Occidente si è sviluppata la civiltà greco/romana con tutto quello che ha prodotto, mentre in Oriente la civiltà sinica riguarda oltre alla Cina, il Giappone e il sud-est asiatico.

Il capitalismo è sorto in occidente nel XVI e XVII con l’aiuto di riflessioni filosofiche ed economiche, mentre nel mondo orientale non si è imposto. Altro aspetto è il governo del partito comunista cinese, erede vagamente del pensiero di Karl Marx.

Bradanini auspica che un giorno le due civiltà si possano incontrare: l’Occidente dominato dall’IO narcisista, la Cina la cui attenzione è rivolta verso la comunità, gli interessi collettivi, il sincretismo e la religione, e dove non sono mai avvenute guerre di religione.

Il capitalismo occidentale ha paura della Cina sotto l’aspetto culturale, filosofico, economico e militare, ma oggi non si può fare a meno della Cina e neppure della Russia.

Ciò che inquieta l’occidente è il tasso di crescita che dal 1978 è arrivato al 8,5% a dimostrare che il sistema statalista cinese è molto efficace.

In Cina è stata creata ricchezza a favore della popolazione, rispetto al capitalismo occidentale concentrato nelle mani di poche famiglie (0,01%).

La Cina è uno Stato sovrano e indipendente, a Mao si deve il riscatto storico dopo le umiliazioni subite durante la seconda guerra mondiale da parte dei giapponesi, ma nessuno ricorda i 20 milioni di morti cinesi.

Però non basta l’indipendenza, con un programma di crescita economica mirato Deng Xiaoping ha dato grande impulso all’economia sottraendo in pochi decenni 900 milioni di cittadini dalla povertà, e con un balzo in avanti è aumentato il reddito pro capite.

In Cina la ricchezza privata è tutelata fino ad una certa soglia, oltre la quale la ricchezza deve essere redistribuita secondo regole statali (vedi i fatti recenti della società Alibaba.com).

In Occidente il potere economico prevale su quello politico nella scala gerarchica, mentre in Cina avviene l’esatto contrario.

A livello politico siamo dominati dalla potenza americana con più di 100 basi Nato, alcune con testate nucleari. L’Italia dipende anche  dall’Europa, ma non è ancora avvenuta la costruzione di un super stato democratico motivante e sovranazionale: gli Stati Uniti d’Europa.

Bradanini puntualizza che c’è qualcosa da imparare dalla Cina: la meritocrazia e la professionalità dei politici, infatti il 90% della popolazione si dichiara contenta del funzionamento dell’attuale governo.

L’immagine negativa che abbiamo della Cina riportata dai media è dovuta ad una serie di fattori: il supporto dato a Putin e alla Corea del Nord, la corsa agli armamenti, la repressione in Tibet e Hong Kong, la questione dei terreni agricoli in Africa, la limitazione religiosa e famigliare (nr. figli), l’inquinamento elevato e non ultimo il Covid.

Qualcuno ha prospettato di chiedere i danni alla Cina, ma abbiamo forse chiesto agli USA i danni causati dai mutui Subprime?

L’autore ha dato una chiave di lettura diversa, gettando una nuova luce sui singoli argomenti.

Ci sono scrittori cinesi che criticano la Cina contemporanea, come nel libro “Il settimo giorno” di Yu Hua, un’ironica meditazione sul destino e sul senso della fine, fra comunismo e ipercapitalismo.

Riguardo alla questione della guerra russo-ucraina, Alberto Bradanini sostiene che l’informazione che ci viene somministrata è di parte, c’è una regia dietro alla narrativa.

Le menti più brillanti della politica americana, tra cui spicca Henry Kissinger, avevano anticipato e scritto in tempi non sospetti che l’Ucraina non doveva far parte della NATO, considerando l’Ucraina uno stato cuscinetto (buffer state).

Il politologo all’Università di Chicago John Mearsheimer ha affermato che: “L’Occidente, e specialmente l’America, è principalmente responsabile della crisi incominciata nel febbraio 2014”, mentre la responsabilità morale è della Russia.

Ma cosa centra la Cina con la guerra? Quali sono le prospettive future?

Il pragmatismo cinese è orientato verso il pacifismo perché con la pace si sviluppa il commercio e di conseguenza la crescita economica del paese. La guerra limita la domanda interna, gli investimenti e il commercio.

Quindi la posizione attuale della Cina è quella di tenersi fuori dalla crisi ucraina, che si può sintetizzare in una frase: “Perché devo mettere il guinzaglio alla tigre, quando l’avete liberata voi?”

Nel corso della conferenza l’ambasciatore Alberto Bradanini ha ribadito che nell’attuale situazione geopolitica è auspicabile un sistema multipolare con presenza di più attori sulla scena mondiale, altrimenti se prevale una sola potenza, esiste informazione distorta e un solo interesse in gioco.

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