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Trento

Come, quando e dove spacciano la droga a Trento: le confidenze di uno spacciatore africano

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Cosa spinge gli spacciatori a stanziare davanti all’autostazione di Trento per i loro sporchi affari ce lo siamo chiesti più volte.

Come ci siamo chiesti come mai lo sforzo per far rispettare la legalità da parte delle forze dell’ordine sia davvero titanico negli ultimi mesi, alla fine le cose non migliorino mai.

Il problema è che se «ripulisci» una zona i delinquenti si spostano in un’altra e poi ancora, per ritornare alla fine al punto di prima. Se arresti 10 spacciatori ne arrivano 100, se gli arresti ne spuntano 1.000. Le forze dell’ordine indicano in circa 1.500 gli spacciarori presenti sul territorio del capoluogo (compresi anche i piccoli).

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Spacciatori che dalle loro stesse dichiarazioni dicono di guadagnare circa 10 mila euro al mese in nero. Un giro di droga quindi che sfiora circa i 15 milioni di euro al mese e solo su Trento.

Molti di questi spacciatori  vivono nelle case Itea, oppure di sussidi, assistenzialismo e recepiscono il reddito di cittadinanza. Altri sono seguiti dagli assistenti sociali vivendo in molti casi gratis alle spalle dei trentini. Le forze dell’ordine arrestano o denunciano chi delinque, ma molte volte poi le istituzioni le liberano garantendo loro vitto, alloggio e copertura sanitaria.

Ma veniamo al dunque perché ora emergono cose ancora più preoccupanti. Grazie ad «Abasi» (nome di fantasia) un africano in Italia da qualche anno, spacciatore, confidente, il comitato sicurezza di confcommercio è riuscito a capire perché tanto interesse attorno all’autostazione di Trento.

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La struttura della stazione, (come di tutte) per sua natura è vulnerabile pertanto gli accessi e le fughe sono agevolate e si prestano allo spaccio, non solo, ma la strada è piuttosto trafficata, la sosta selvaggia del tipo “mordi e fuggi“ è ideale per chi compra droga e vuole esporsi il meno possibile. (e questa categoria a Trento pare proliferi molto)

Solitamente questo acquisto di stupefacenti si rifà alla cocaina con prezzi che possono variare da  25 a 50/100 euro.

Le giornate più trafficate sono il venerdì e sabato (serate dedicate allo sballo). Il venerdì per lo più giovani artigiani/impiegati – insospettabili – che difficilmente si recherebbero ai giardini di Piazza Dante col rischio di farsi notare.

Discorso diverso invece per le droghe dette leggere. Sono giovani fra i 13/17 anni che spinti dalla curiosità dello spinello si lasciano circuire dagli spacciatori che così facendo cercano di allargare il proprio business.

Generalmente sono studenti in attesa delle corriere per le valli, compagni di scuola che affidandosi al sfrontato per l’acquisto delle erbe per farsi la canna. Questo ovviamente è un mercato su cui gli spacciatori investono perché potenziali e futuri clienti.

Infine i tossicodipendenti storici, quelli del buco per intenderci, vagano come zombie da una zona all’altra, solitamente dopo aver racimolato quanto basta rincorrendo, cercando gli spacciatori per la dose in qualunque posto questi si trovino.

Gli spacciatori sono dappertutto. In prevalenza sono tunisini, poi ci sono i neri dell’africa subsahariana, in genere manovrati dagli slavi o albanesi.

Spacciano dovunque, come trottole impazzite, alla luce del sole, fregandosene dei passati, dei Vigili Urbani, dei Carabinieri e della Polizia, di tutte le Forze dell’Ordine, che numerose e incazzate quanto impotenti e frustrate, passano continuamente e inutilmente nelle degradate zone del centro storico.

Gli spacciatori sono instancabili, sanno che devono concentrare la loro manovalanza in poche ore, poi andare al Western Union poco distante a spedire i soldi in Africa, centinaia di migliaia di euro al giorno. Dicono che un galoppino di media importanza in un week-end arrivi a spacciare attorno a cinquemila euro.

Le famiglie africane o dell’est che ricevono i soldi sono consapevoli da dove arrivano e dicono che è giusto punire gli infedeli e rovinare i loro figli minorenni. E quindi la ruota continua a girare sempre di più mentre intere famiglie vanno a rotoli distrutte dal dolore e dalla tristezza nel vedere i propri figli rovinati per sempre.

Metodi d’acquisto. Per evitare di trattare o venire scoperti dalle forze dell’ordine si paga in contanti con tagli decisamente funzionali allo scopo: soldi alla mano con tagli da 10 – 20 – 50 – 100 euro per evitare di dare resto e rendere fulminea la compravendita ed evitare i rischi menzionati.

Alcuni brevi passaggi dell’articolo sono stati ripresi dall’articolo «Il coraggio delle merde» pubblicato nel 2015 e poi nel 2018 dal nostro giornale a firma del nostro direttore editoriale Roberto Conci, purtroppo oggi ancora maggiormente attuale di allora.

 

 

 

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