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Predazzo: ancora scontro fra maggioranza ed opposizione

Nuovo scontro sulla modifica del regolamento d’aula dove la maggioranza è andata «sotto»

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 Nella foto il consigliere Leandro Morandini
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Nell’ultimo consiglio comunale di Predazzo sono stati affrontati due temi importanti.

In primis il finanziamento di ulteriori 120 mila euro per le spese di progettazione del Centro del salto. Accanto ai 200 mila già stanziati, l’amministrazione ha deciso di aggiungerne altri 120 mila, raggiungendo la ragguardevole cifra di 320 mila euro, e solo per la progettazione, a cui si aggiungono poco meno di 30 milioni di euro previsti per i lavori di riqualificazione del Centro del salto.

Va detto che la progettazione è di competenza del Comune, che si era impegnato a concluderla entro il 31.12 2021, termine che ora è slittato (come dichiarato dalla Giunta) a fine aprile.

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Durate la seduta consigliare i consiglieri Leandro Morandini, Dino Degaudenz, Sorci Massimiliano e Gabrielli Massimiliano hanno evidenziato «l’enorme pericolo legato al ritardo nell’adozione della progettazione definitiva, che inevitabilmente ritarda i tempi per la gara d’appalto ed il conseguente affidamento ed esecuzione dei lavori. Le Olimpiadi sono nel 2026, ma nel 2025 c’è il test event preolimpico (previsto per i primi mesi del 2025), pertanto i lavori devono essere conclusi in tempo utile per consentire anche i vari collaudi per la sicurezza delle opere. Abbiamo più volte fatto presente che ci sono solo 2 anni e mezzo per completare i lavori (e non abbiamo neanche la progettazione), e andando di questo passo c’è il rischio concreto di non riuscire a rispettare le scadenze».

Il secondo punto dei lavori riguardava la modifica del regolamento d’aula: nell’ultima conferenza dei capigruppo era stato deciso di valutare insieme come convocare il consiglio al termine dello stato di emergenza (previsto dal governo nazionale in data 31 marzo 2022), la Presidente del consiglio comunale ha disatteso quell’impegno facendo una forzatura e proponendo una modifica regolamentare che consente, per tutti i consigli comunali dei prossimi anni, di avere una partecipazione mista; chi vorrà potrà partecipare in presenza (come da regola ordinaria), chi vorrà potrà partecipare al consiglio seduto sul divano di casa propria.

«Abbiamo fatto presente che la proposta della Presidente del consiglio non è rispettosa dell’impegno assunto dinanzi agli elettori – spiegano i consiglierio di minoranza –  e che il ruolo di consigliere impone una partecipazione attiva all’attività amministrativa, anche attraverso un certo “sacrificio” in termini di presenza fisica alle sedute consigliari. Fare il consigliere comunale non è obbligatorio e non l’ha prescritto il medico, pertanto chi non ha tempo o voglia può dare le dimissioni».

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E ancora: «Riteniamo, peraltro, che il reale obiettivo della giunta comunale sia quello di garantire la presenza del numero legale, posto che negli ultimi 6 mesi ci sono stati 2 consiglieri (ex assessori) che hanno dato le dimissioni ed hanno abbandonato la maggioranza. In questa situazione, la maggioranza non dispone più di 12 consiglieri comunali bensì di 10, numero minimo per garantire la legalità delle sedute di prima convocazione nonché l’approvazione di determinate deliberazioni (tra le quali c’è anche quella inerente la modifica dei regolamenti!). Va da sé che la giunta è preoccupata, poiché l’assenza anche di uno soltanto dei propri consiglieri rischia di non consentire l’approvazione delle sue proposte. Detto in altri termini, la maggioranza scricchiola, ha numeri risicati e ritiene necessario “precettare” le proprie truppe per garantire il numero legale. Proprio per questo motivo la Presidente del consiglio ha proposto una modifica regolamentare che consente la partecipazione anche a chi non dovesse trovarsi a Predazzo, ma magari in altro luogo, diciamo ad esempio a Milano o magari impossibilitato per legge a partecipare in presenza (come è accaduto nelle ultime settimane a coloro che erano sprovvisti di green pass)».

I consiglieri di minoranza hanno sottolineato anche come nella presentazione della proposta, sia stato citato un documento dell’Anci (associazione nazionale dei comuni italiani), che ha elaborato un regolamento tipo sulla convocazione dei consigli in videoconferenza (non sulla convocazione mista proposta dalla giunta comunale, dove ciascuno fa quello che vuole); questa proposta dell’ANCI all’art. 1 dice chiaramente che le sedute in videoconferenza possono essere decise, previo confronto coi capigruppo “e solo in caso di esigenze straordinarie connesse ad eventi eccezionali ed imprevedibili, nonché in presenza di uno stato di emergenza”.

Da ricordare che la proposta dell’Anci non è vincolante, ma contiene un’indicazione chiara, i consigli comunali “in videoconferenza” hanno senso in condizioni di emergenza!

I CONSIGLI IN FORMA MISTA NON FUNZIONANO  –  I consiglieri hanno fatto presente questi passaggi, ed anche il fatto che, come ha tristemente dimostrato anche l’ultima seduta, i consigli in forma mista non funzionano, tant’è che spesso salta la connessione di chi è collegato da casa, spesso non si sentono gli interventi dei videocollegati, e pertanto il lavoro in aula viene fortemente condizionato da incomprensioni, interventi parzialmente muti e inevitabili lungaggini dovute al collegamento che non funziona.

«Di fronte all’impossibilità del confronto con la Presidente e con la giunta comunale – aggiungono i 4 consiglieri di minoranza – abbiamo chiesto il voto segreto, in modo da consentire a tutti i consiglieri di potersi esprimere in forma segreta tenendo in considerazione le riflessioni che avevamo fatto nei nostri interventi. Sorvoliamo sul tempo che è stato necessario per consentire il voto, ci sono volute oltre ad un interruzione di 45 minuti almeno un altra ora e mezza per votare un solo punto…. A dimostrazione di quanto NON funzionino i consigli comunali in forma mista».

L’esito del voto è stato 9 a 7, e la Presidente del Consiglio ha esultato dicendo “delibera approvata, il consiglio comunale è chiuso!”…. «Peccato che lo Statuto del Comune di Predazzo (art. 46) preveda che i regolamenti comunali sono approvati dal Consiglio Comunale con la maggioranza dei consiglieri assegnati (cioè 10 su 18), mentre invece i voti sono solo 9!…L’entusiasmo a volte gioca brutti scherzi…» – puntualizzano ancora i consiglieri.

«Come si dice in gergo giornalistico, la maggioranza è andata sotto e (fortunatamente) non è riuscita a far approvare la (assurda e demenziale) richiesta di stato di emergenza permanente del consiglio comunale di Predazzo. Fortunatamente ci sono persone che per rispetto civico e sano confronto politico amministrativo hanno bocciato una proposta a dir poco sconveniente per la dignità del ruolo di un Consiglio Comunale» . concludono Leandro Morandini, Dino Degaudenz, Sorci Massimiliano e Gabrielli Massimiliano

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