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Val di Non – Sole – Paganella

La guerra in Ucraina, come la pensano gli studenti della val di Non

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Il 24 febbraio 2022 Vladimir Putin annuncia l’inizio delle operazioni in Ucraina, un evento destinato a rimanere impresso nei libri di storia. 21 giorni sono già  trascorsi e la situazione è più incerta che mai.

Un conflitto che forse per la prima volta ha coinvolto anche i giovani che si sono accorti che la guerra è a 3.500 chilometri dall’Italia. Non era mai successo dopo la fine della seconda guerra mondiale. 

Siamo andati a sentire come la  pensano i giovani della val di Non a riguardo del conflitto rivolgendo alcune domande.

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Claudio, studente pensa che il conflitto «era evitabile, erano presenti segnali precedenti al conflitto come la crisi in Crimea del 2014, la situazione è stata gestita male e sottovalutata»

Chi pensi sia maggiormente responsabile?

«È complesso, ma l’aggressione da parte della Russia non è giustificabile e di conseguenza Putin è il maggior responsabile nonostante questo ha  le proprie responsabilità»

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Ti reputi informato riguardo all’argomento?

«Non molto, però penso di essere in grado di sostenere una conversazione»

Come ti informi?

«Conversazione e canali ufficiali come siti governativi o canali social di fonti affidabili come quotidiani o testate»

«L’unico merito se così lo si può chiamare è stato impedire l’immediato peggioramento della situazione, (anche se probabilmente è determinato dalle decisioni di Putin stesso)» – Spiega invece Thomas, anche lui studente, che approfondisce e individua dei precisi responsabili per lo scoppio del conflitto.

«La colpa dal mio punto di vista è della NATO e cioè soprattutto degli USA che hanno sottovalutato Putin e la Cina dimostrandosi non all’altezza della situazione. 

Alla domanda se sia sufficientemente informato sulla situazione in Ucraina Thomas risponde: «A sufficienza, non sono informato nello specifico, ma conosco un po’ la situazione e la storia. Principalmente mi informo tramite i TG e leggo sui social.»

Anche per Paolo, un altro studente intervistato a riguardo, «Il conflitto era sicuramente evitabile, dopo il 2014 era evidente che Putin non avesse scrupoli e si poteva fare di più con la diplomazia.»

Per lui «Le responsabilità sono sia della NATO che della Russia, la prima per non essere stata in grado di gestire meglio la situazione, la seconda perché è l’aggressore in questo caso.»

Paolo però ammette di non essere troppo informato su quanto sta succedendo nell’est Europa, «nonostante ciò penso di avere un quadro sufficientemente chiaro della situazione. Principalmente mi informo tramite i notiziari o pagine socia » – Conclude

Le risposte come visto sono variegate, anche se da parte di tutti c’è la consapevolezza che la gestione della crisi sia stata non adeguata alla situazione.

In conclusione, il tema della guerra sembra essere molto d’interesse per i ragazzi, essi si sentono maggiormente coinvolti e stimolati al dialogo e alla discussione.

Questa guerra non durerà ancora molto e la speranza è che poi la diplomazia prenda il sopravvento per magari sanare i grossi errori commessi che hanno permesso lo scoppio di un conflitto che ad oggi riporta nel tragico bilancio la morte di oltre 1.000 persone con milioni di cittadini Ucraini costretti a fuggire verso altri paesi.

 

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