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Trento

Fratelli d’Italia denuncia: l’azienda sanitaria non rispetta le liste di attesa

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Oggi, govedì 17 marzo, i tre consiglieri provinciali di Fratelli d’Italia, Claudio Cia, Alessia Ambrosi e Katia Rossato hanno presentato i dati di una indagine sanitaria che fanno emergere che in molti casi, nonostante il minor numero di pazienti presi in carico dall’azienda sanitaria trentina, non si è saputo intervenire rispettando i tempi d’attesa secondo la classe di priorità per una oggettiva difficoltà organizzativa, ma anche per una carente visione nell’ambito della programmazione dei servizi sanitari in tempo di emergenza ed un’allarmante carenza di personale.

Partendo da queste considerazioni secondo i tre consiglieri di Fratelli d’Italia «è importante che l’organizzazione del nostro sistema sanitario da subito venga preparato e organizzato per rispondere con prontezza e flessibilità alle potenziali nuove recidive pandemiche senza andare a intaccare l’andamento dei reparti ospedalieri e della sanità territoriale, in particolar modo le realtà dedicate ai pazienti oncologici».

I PROBLEMI DELLA PANDEMIA – «Come ben sappiamo, la pandemia ha gravato, e continua a gravare, sul sistema sanitario nazionale e su quello trentino. Lo sforzo profuso da medici e personale sanitario in questi due anni di pandemia ha permesso alla sanità di reggere l’urto, ma certamente su alcuni fronti non ci si è riusciti del tutto. E’ risaputo che la mancata diagnosi e il mancato trattamento precoce delle neoplasie recano grave pregiudizio alla prognosi della stessa malattia» – hanno spiegato gli esponenti di Fratelli d’Italia

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LA CARENZA DI PROFESSIONISTI – Rispetto al 2019 prima dell’emergenza Covid-19 – secondo Cia, Ambrosi e Rossato –  negli anni a seguire i pazienti presi in carico in Trentino per problemi oncologici sono stati meno per quasi tutte le tipologie di tumore. Forse perché è prevalsa una scarsa attenzione alla prevenzione e ai sintomi premonitori, campanelli d’allarme della malattia, da parte dei pazienti, ma anche a causa di una medicina territoriale in grande carenza di professionisti. «Ad onor del vero non va neppure trascurato il fatto che molti pazienti sono propensi a scegliere di farsi operare in strutture ospedaliere extra provinciali per i più svariati motivi. Uno di questi potrebbe essere l’angosciante attesa per un intervento salvifico».

Secondo i consiglieri del partito di Giorgia Meloni a due anni dallo scoppio dell’emergenza Covid  «sono chiare le sfide a cui bisogna prepararsi qualora il virus si ripresentasse con maggiore virulenza, ed è dunque necessario che si superi il continuo stato di emergenza e le misure di contrasto al Covid divengano strutturali. Come evidenziano i dati sui pazienti oncologici, ciò passa anche e soprattutto da un potenziamento della sanità territoriale perché diventi davvero accessibile e vicina al paziente. Si investa maggiormente e con convinzione sugli ospedali di valle e sulla medicina territoriale nella lotta ai tumori, valorizzando appieno tutti i professionisti, siano essi pubblici o privati senza alcun pregiudizio».

A margine della conferenza stampa è stata anche consegnata una nota esplicativa dove in base al Piano provinciale per il contenimento dei tempi di attesa (deliberazione della Giunta provinciale n. 696/2019) e come previsto dal Piano nazionale di governo delle liste di attesa (PNGLA, di cui all’Intesa Stato-Regioni, per tutti i ricoveri programmati le Regioni e Province autonome) è stato introdotto l’uso sistematico delle Classi di priorità, definite in coerenza con quanto già indicato nell’ambito dell’Accordo dell’11 luglio 2002 e del PNCTA 2006-2008 e del PNGLA 2010-2012 di cui alla tabella sotto riportata:

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Secondo quanto previsto dal piano provinciale per il contenimento dei tempi di attesa, i tempi massimi di attesa delle prestazioni di ricovero sono da garantire almeno al 90% dei richiedenti.

Per ciascuna tipologia di intervento oncologico sono riportati: Classe di priorità (secondo quanto riportato nella tabella sopra); Target (tempo massimo di attesa previsto dal piano provinciale per il contenimento dei tempi di attesa in coerenza con il PNGLA);  90° percentile: indica il numero di giorni entro il quale è stato trattato il 90% dei pz; Percentuale di rispetto di tempi di attesa: indica la percentuale dei casi trattati in cui il tempo di attesa è stato rispettato

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