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Trento

Accoglienza: la scuola trentina apre le porte ad alunni e studenti ucraini

Il Dipartimento istruzione della Provincia di Trento ha già contattato tutti gli istituti scolastici del territorio, dalle scuole primarie alle superiori, per l’individuazione delle singole situazioni e delle richieste di ingresso eventualmente pervenute.

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E’ arrivata direttamente dal Ministero della pubblica Istruzione la nota con le prime direttive per garantire l’accoglienza a studenti ed alunni provenienti dall’Ucraina nelle scuole italiane.

Un invito recepito con entusiasmo anche dalla scuola trentina, pronta a garantire il diritto allo studio e il supporto psicologico ai giovani e ai bambini fuggiti dalla barbarie della guerra. 

Per questo il Dipartimento istruzione della Provincia di Trento ha già contattato tutti gli istituti scolastici del territorio, dalle scuole primarie alle superiori, per l’individuazione delle singole situazioni e delle richieste di ingresso eventualmente pervenute.

Sarà necessario in primis organizzare un metodo comune per la gestione delle nuove entrate mettendo a disposizione tra il resto anche la professionalità dei mediatori linguistici per il superamento degli ostacoli dovuti alla poca o nulla conoscenza della lingua italiana.

Sono quattro le richieste di inserimento temporaneo arrivate a due scuole medie e due primarie dell’Istituto Trento 3. Altre due richieste (una per la primaria e una per la secondaria di primo grado) sono arrivate anche all’istituto Trento 1 di Povo e altre tre a quello di Aldeno-Mattarello. 

Tutto questo a fronte di un solo mediatore di lingua ucraina al momento disponibile. Si cercano volontari anche se sono ben note le difficoltà legate al fatto che in questo caso non ci siano le garanzie professionali necessarie anche al coordinamento tra programmi educativi e lavoro dei docenti.

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Ci si aspetta a breve l’arrivo di un numero maggiore di ragazzi non solo dovuto alla previsione di un ‘esodo’ consistente di profughi verso l’Europa e quindi anche verso l’Italia, ma anche per l’eventuale trasferimento in loco da parte delle aziende trentine dei propri dipendenti e delle loro famiglie attualmente dislocati in Ucraina.

Un esempio è quello dell’azienda Wildix di Mattarello, in procinto di mettere in sicurezza il proprio team di lavoratori facendolo entrare nel territorio provinciale.

Oltre al materiale scolastico di supporto redatto in italiano ed ucraino, tra le iniziative per facilitare l’ambientamento nelle scuole locali c’è anche quella di creare uno spazio ‘pre classe’ dove i giovani e giovanissimi possano avere la possibilità di prepararsi e di rielaborare nella propria lingua lo shock emotivo del distacco e i traumi legati al conflitto. 

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