Connect with us
Pubblicità

Valsugana e Primiero

Quando il temibile tiranno Ezzelino da Romano imperversava su e giù per la Valsugana

Pubblicato

-

Pubblicità

Pubblicità

Tra le vicende storiche che hanno interessato l’Alta e Bassa Valsugana durante il Medioevo, merita ricordare la sventurata occupazione da parte di Ezzelino da Romano (1194-1259).

Un uomo così feroce che Dante nella Divina Commedia non esitò a descriverlo nel XII^ Canto dell’Inferno tra i tiranni e violenti.

Ezzelino possedeva molti beni anche in Valsugana soprattutto nella zona di Grigno. Ma nel 1222 approfittando dell’assenza del Vescovo di Trento e giocando d’astuzia, riuscì ad acquisire un’autorità che mantenne per lungo tempo sul territorio.

Pubblicità
Pubblicità

Con un carattere un po’ volpe e un po’ leone, Ezzelino accontentava alcuni a scapito di altri, creando ribellioni nel borgo di Pergine, dove il tiranno distrusse i piccoli castelli del distretto e incendiò le abitazioni.

Nel 1255 il Vescovo di Trento Egenone decise di rientrare in possesso del principato preteso dal suo avversario e spinse il popolo a ribellarsi contro l’usurpatore che era stato scomunicato dal Papa.

Ezzelino inviò subito le truppe disponibili attraverso la Valsugana, ma questa volta Trento era ben difesa. L’anno successivo Ezzelino organizzò un formidabile esercito e risalì nuovamente la valle del Brenta fino a Trento, portando devastazioni e crudeltà.

Pubblicità
Pubblicità

La Valsugana inferiore era già in possesso di Ezzelino e non soffrì molti danni, eccetto il consueto atteggiamento da despota nei confronti della popolazione.

La dinastia degli Ezzelino fu una delle più importanti famiglie dell’Italia settentrionale, giunta in Italia tra il X e XI secolo.

Il fondatore era un cavaliere tedesco che non possedeva altro che un cavallo, ma in premio per i servigi resi all’Imperatore, ricevette in feudo le terre nella marca Trevigiana, alle quali poi si aggiunsero Bassano e Marostica. I suoi discendenti estesero l’egemonia sulla maggior parte del Veneto, ma le loro mire espansionistiche andavano ben oltre.

La figura di spicco di questa famiglia è stato senz’altro Ezzelino – uomo audace e abile nell’arte dell’intrigo – il cui padre Ezzelino da Romano detto il Monaco si era ritirato in tarda età in convento perché stanco della guerra.

L’abilità di Ezzelino (ghibellino) è stata quella di diventare prezioso alleato dell’imperatore di Germania Federico II riuscendo a ritagliarsi una singolare autonomia, che lo portò ad affermarsi sulle città di Verona, Vicenza, Padova, Treviso, Trento, Feltre, Belluno e in parte il Friuli. Inoltre aveva sposato in seconde nozze la figlia dell’Imperatore di nome Selvaggia.

I sostenitori della causa imperiale (ghibellini) e i sostenitori del papato (guelfi) spesso davano luogo a veri e propri scontri armati.

Il Papa Alessandro IV definiva Ezzelino “un figlio della perdizione” e condusse una crociata, alla quale parteciparono molti stati dell’Italia settentrionale, che si concluse nel 1259 con la tragica morte del tiranno nella prigione di Soncino in Lombardia, all’età di 65 anni.

Di recente gli storici hanno ridimensionato la sua figura ricordando come egli adottasse gli stessi metodi degli avversari. Senza dubbio la fortuna di questo ambizioso bassanese fu facilitata dal controllo degli imprendibili borghi fortificati, incastonati ai limiti della pianura.

Nel 1260 anche il fratello Alberico, che a differenza del fratello si dedicava alla musica e all’arte, fu catturato insieme alla moglie e ai sette figli nella torre del castello fortificato di San Zenone, dove si era rifugiato. Un dipinto descrive l’eccidio dell’intera famiglia.

Del castello completamente distrutto, solo la Torre è stata ricostruita, in parte con le pietre dell’epoca a testimonianza dell’evento.

A San Zenone degli Ezzelini è situato un incantevole sito culturale e naturalistico che offre uno sguardo sulle terre dei da Romano dall’ultimo rifugio di Alberico.

Sul colle del Castellaro con una passeggiata panoramica in mezzo agli ulivi, si raggiunge la Torre d’Ezzelino, il Museo Multimediale dell’Antica Pieve e il Santuario della Madonna del Monte (meglio conosciuto come Chiesetta Rossa), che sorge sui resti del castello di Ezzelino del XIII secolo.

Pubblicità
Pubblicità

  • Pubblicità
    Pubblicità
Valsugana e Primiero4 settimane fa

Sbanda, va in contromano e rischia di scontrarsi con altre auto prima di entrare in statale – IL VIDEO

Telescopio Universitario4 settimane fa

UniTrento: da vent’anni il mondo fa tappa qui

Trento3 settimane fa

Coronavirus: 267 contagi nelle ultime 24 ore in Trentino

Politica3 settimane fa

Referendum, vittoria dei sì ma niente quorum. Amministrative: nei grandi comuni avanti il centro destra

Valsugana e Primiero3 settimane fa

Trovato morto in piscina Stefano Lorenzini di Levico Terme

Trento4 settimane fa

Attimi di paura alla stazione delle corriere di Trento!

Italia ed estero4 settimane fa

Crolla un ponte sospeso durante l’naugurazione: 25 feriti – IL VIDEO

Telescopio Universitario3 settimane fa

UniTrento – Ucraina, accolte le prime due studiose

Politica3 settimane fa

L’abbraccio mortale col PD affonda definitivamente il M5stelle

Rovereto e Vallagarina4 settimane fa

Rovereto, continuano gli atti vandalici: prese di mira le auto parcheggiate

Val di Non – Sole – Paganella2 settimane fa

Fausto Iob è stato ucciso, arrestato il presunto colpevole

Politica3 settimane fa

Claudio Cia: «Patt è solo l’ombra del suo passato e pronto a mettersi con tutti per il potere»

Trento2 settimane fa

Chico Forti, lo zio Gianni: «Perchè chi ha promesso non ha mantenuto la parola?»

Trento2 settimane fa

Stavano progettando un attentato, arrestati due Kosovari dell’ISIS a Rovereto

Trento3 settimane fa

Piazza santa Maria Maggiore: nascondono la droga sotto terra e nella Basilica – I VIDEO DEL DEGRADO

  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

Categorie

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

di tendenza