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Trento

Circonvallazione ferroviaria, La Rete: “Il cronoprogramma dei lavori non è attendibile”

Sull’apertura dei cantieri per la realizzazione del mega progetto del bypass ferroviario per Trento La Rete evidenzia “toni inutilmente allarmistici” e smentisce la correttezza della data di inizio.

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Il calendario dei lavori per la costruzione della Circonvallazione ferroviaria di Trento, riportato l’8 febbraio 2022 su un quotidiano locale, si ritiene in buona fede, se da un lato genera inutile allarme nei cittadini, nella realtà consente invece di constatare, in modo assolutamente palese ed oggettivamente, quanto poco siano attendibili le previsioni di esecuzione dei lavori indicate da RFI- Italferr“.

E’ questa la posizione dei rappresentati de La Rete dei Cittadini che in una nota sottolineano:

I dati riportati sono certamente rispondenti al programma inserito nella relazione generale della valutazione di impatto ambientale del progetto, attualmente all’esame del Ministero dell’Ambiente e ognuno può liberamente controllare e visionare la documentazione depositata.

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Il problema è che il cronoprogramma non è attendibile!

In questo momento il progetto non è ancora approvato, bensì è all’esame del Ministero dell’Ambiente e, solo successivamente, passerà alla Conferenza dei Servizi Ministeriali, a Roma, per la valutazione finale. Se tutto dovesse essere approvato senza alcuna osservazione, verso l’inizio del mese di aprile il progetto potrebbe forse avere il via libera“.

E ancora: “Se quindi non è ancora certa la possibile approvazione, è comunque corretto ed anzi obbligatorio inserire all’interno del progetto presentato una previsione per la realizzazione delle opere. Previsione della tempistica che dovrebbe essere attendibile e non troppo ottimistica!

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Attualmente esiste solo un progetto di fattibilità tecnico economica, cioè una valutazione preliminare alla quale dovrà poi seguire il progetto esecutivo delle opere.

Per la redazione del progetto esecutivo delle opere sarà però necessario esperire una gara, che nel bando dovrà prevedere sia la redazione del progetto esecutivo, sia la realizzazione delle opere.

Per quanto riguarda la celerità dell’esecuzione delle gare nel campo dei lavori pubblici, innumerevoli esempi ci riportano alla triste realtà. Probabilmente tutti hanno presente la gara per la costruzione del nuovo ospedale a Trento, che si trascina da molti anni“.

Al contrario di questi innumerevoli esempi, secondo il cronoprogramma, la gara che esperirà Rete Ferroviaria Italiana sarà “assolutamente rapida” ed in “brevissimo tempo” (???) Il vincitore inizierà a redigere il progetto esecutivo e già a ottobre, così ci assicura sempre  il cronoprogramma, si darà il via alla realizzazione delle cosiddette opere anticipate.

Opere che comprendono ad esempio la rimozione del binario della ferrovia Trento Malè lungo via Brennero, con l’interruzione del relativo servizio di officina.

Ma anche la deviazione provvisoria di via Brennero, con lo spostamento di tutti sottoservizi, luce, acqua, gas, fognature, che sappiamo tutti per esperienza diretta richiedono spesso tempi biblici per la loro esecuzione, nel tentativo di coordinare le diverse ditte, come facilmente verificabile nei vari cantieri in corso in città e in provincia.

Quanto poi alla previsione di ordinare ed avere disponibile in cantiere una fresa, anzi quattro frese, lunghe circa 200 metri l’una, da costruire specificatamente su ordinazione e quindi non in serie, viene dato per certo R.F.I. riuscirà a rispettare il tempo previsto di 310 giorni. Se qualche cittadino ha ordinato ultimamente una nuova autovettura, costruita in serie e quindi con problemi enormemente minori, a causa della cronica carenza di taluni componenti, se fortunato attenderà 270 giorni. Cioè il 2023. I componenti di cui sopra nutrono il normale funzionamento delle frese. 

Di questo passo si possono esaminare tutte le previsioni contenute nel cronoprogramma e facilmente smentirle, con la conseguenza, che è sotto gli occhi di tutti, ma che i responsabili vogliono ostinatamente nascondere, che i cantieri a Trento dureranno molto più del giugno 2026, ammesso che riescano ad iniziare, e comporteranno la presentazione di un numero enorme di riserve da parte dell’impresa aggiudicataria (maggiori costi!), grazie all’assoluta insufficienza dell’approfondimento progettuale.

Un solo esempio riguarda la fossa Armanelli, dove venivano scaricati i residui della Sloi, che nel progetto è data per essere già stata bonificata con i lavori attualmente in corso di bonifica delle fosse demaniali.

Questa è una colossale bugia, modernamente ‘fake news’, perché la fossa Armanelli è stata stralciata dal progetto in quanto non demaniale e, ad ogni modo, la bonifica delle rogge non è ancora iniziata e non è affatto certo quando potrà iniziare. Pertando quindi la previsione di Italferr che le fosse demaniali siano già bonificate all’avvio dei lavori del cantiere ferroviario è assolutamente inattendibile. 

Questo è solo un esempio!

Queste brevi argomentazioni, riguardante solo alcuni, importanti, aspetti progettuali, ci portano a pensare che appare assolutamente inattendibile, ad un primo esame, l’intera previsione temporale riportata negli elaborati progettuali attualmente all’esame del Ministero dell’ambiente“.

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