Connect with us
Pubblicità

Fiemme, Fassa e Cembra

Vacanze sugli sci, il gestore del rifugio ‘Paion’:” Affluenza diminuita del 30%. Mancano i turisti”

Pubblicato

-

Pubblicità

Pubblicità

L’anno scorso le piste da sci sono rimaste chiuse. Sono rimasti dunque a “bocca asciutta” anche i rifugi che sorgono sulle piste e che vivono delle frequentazioni degli sciatori.

Quest’anno invece gli impianti, dopo mille dubbi e stenti, sono stati riaperti e con loro anche gli alberghi ed i ristoranti.

Anche questa stagione però, per gli sciatori, è stata piena di restrizioni. 

Pubblicità
Pubblicità

Prima è stato richiesto il green pass base per accedere agli impianti, poi è stato posto il divieto di bere alcool sulle piste ed i limiti di velocità.

E’ stata resa obbligatoria l’assicurazione e come se non bastasse, ora, per farsi una bella gita sulla neve, o meglio, per accedere alle seggiovie ed ovovie, è necessario il super green pass.

I turisti sono spaventati dai casi, in Italia alti, e la campagna d’informazione che la nostra nazione sta facendo di sicuro non aiuta.

Pubblicità
Pubblicità

Rilevante anche, per la serenità dei turisti, il passaggio della regione in zona gialla.

Sicuramente questa situazione al turismo non ha fatto molto bene, come si evince anche dall’intervista da noi fatta a due albergatrici nel pinetano.

A scanso di equivoci e per meglio comprendere l’affluenza di avventori sulle piste durante le vacanze natalizie ed in generale durante questa stagione, noi de “La Voce del Trentino” abbiamo intervistato Michele Defrancesco, il gestore del rifugio “Paion” sull’Alpe Cermis, nel comune di Cavalese, in val di Fiemme.

“L’affluenza è diminuita di molto. Per quanto riguarda le feste di natale è stata di un 30% minore rispetto agli anni pre covid.

Adesso, a gennaio, sarà circa un 50% inferiore. C’è molta meno gente – ci spiega Michele al telefono- Durante le feste di Natale abbiamo fatto anche un bel lavoro. Per la situazione che c’è siamo stati anche contenti ma ora, l’affluenza è calata di molto.

Per quanto riguarda la clientela, ci sono più turisti italiani o stranieri?

“Da quello che ho notato, non c’è stata una grande flessione per la clientela italiana mentre per quanto riguarda la clientela straniera, è quella che ci manca di più.

Il 90% delle persone che mancano sono turisti stranieri”.

Per quale motivo non sarebbero venuti dall’estero?

“Non sono venuti magari perché devono fare la quarantena al rientro o fare i tamponi o perché c’è anche una forte paura per tutti i casi che ci sono in Italia.

Non lo so neanche io il  motivo giusto però…

Anche per fine gennaio e febbraio, ci sono tantissime disdette negli alberghi e sono tutti gli stranieri insomma”.

C’è qualche speranza che l’affluenza aumenti nei prossimi mesi?

“Non c’è molta speranza di un aumento, anzi, per il prossimo mese, mese e mezzo penso sarebbe già un successo se non ci fosse un ulteriore calo.

Dipende tutto anche dall’evoluzione dell’epidemia”.

 

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

Categorie

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

di tendenza