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Valsugana e Primiero

Pinè piange Mattia Mattivi. Il fratello: «Continuerò a lottare anche per lui». Gli amici: «Ha insegnato a vivere con il sorriso»

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Fotografia del gruppo Grest di cui Mattia faceva parte
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L’anno nuovo, per l’altopiano di Pinè e per la famiglia Mattivi, è cominciato con una terribile tragedia. Mattia Mattivi, un ragazzo di soli vent’anni, se n’è andato sabato pomeriggio a causa della terribile malattia di cui era affetto.

La distrofia muscolare lo costringeva su una carrozzina e gli impediva di camminare e di muovere i muscoli ma non però di sorridere e di vedere ciò che c’è di buono anche nelle situazioni peggiori e nelle disgrazie.

Il primo giorno dell’anno Mattia è stato colpito da un arresto cardiaco, poi il tentativo di rianimazione, ma per lui non c’è stato nulla da fare.

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Tante lacrime per ciò che nessuno si aspettava. A piangerlo sono stati i due genitori, Stefano e Lara, i tre fratelli più piccoli, Giacomo, Luca e Federica e le decine e decine di amici che lo circondavano. A piangerlo è stata un’intera comunità.

Era un vero guerriero, tentava di combattere sempre. Anche se se ne è andato così giovane, ha avuto una vita piena, grazie alle amicizie e alle passioni che ha potuto perseguire. Amava gli acquari e gli animali in generale. Era contornato da tantissime persone che gli volevano bene e che gli davano continuamente prova di questo.

Tutti gli volevano bene ci spiega il fratello di 19 anni Giacomo con la voce spezzataNoi facevamo tantissime battaglie insieme e non posso neppure spiegare quanto mi mancherà. Avevamo un rapporto speciale, condividevamo la stessa malattia e con lui potevo parlare e ci rassicuravamo a vicenda.

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Era una persona che sapeva ascoltare e tranquillizzarti. Ad esempio la notte, quando avevo male o ero turbato, mi aiutava a calmarmi o mi diceva di chiamarlo se avessi avuto bisogno. Niente lo poteva fermare. Avevamo un bellissimo gruppo del Grest che è stato importantissimo per lui.

Grazie a questo gruppo e all’esperienza del Grest, Mattia ha potuto interagire con i bambini più piccoli anche se era limitato a livello fisico, questo non gli ha impedito di fare l’animatore– poi il 19enne conclude- Mi mancherà tantissimo e adesso tutte le cose che farò, le farò anche per lui. Continuerò a combattere e me lo porterò sempre nel cuore”.

Mattia era solare, gentile e pronto ad ascoltare. Anche per questo aveva decine di amici che gli volevano bene e che erano parte della sua famiglia.

Era una persona che nonostante tutto sorrideva. Della sua malattia non parlava mai. Quello che mi ricorderò sempre è che lui, quando qualcuno gli chiedeva come si sentisse, rispondeva sempre di stare bene. Anche se appena tornato dall’ospedale con un sacco di dolori, rispondeva di stare bene. Non si lamentava mai… Anche se tu sapevi che stava soffrendo, lui non te lo diceva mai per non farti pesare la cosa. Ti diceva di star bene e quando anche tu eri giù di morale, lui cercava di tirarti su.

Era pronto sempre ad ascoltare e a dare un aiuto morale  e psicologico nonostante avesse una malattia del genere– sussurra Sofia, una delle animatrici del Grest ed amica di Mattia- Ci ha lasciato il messaggio di vivere sempre felicemente e al massimo.

Ci ha insegnato a condividere con gli altri ciò che si ha e ad essere sempre felici. Ad affrontare la vita sempre con il sorriso. Affrontare tutto con positività anche quando si vede tutto nero e non si pensa ci sia niente di buono”. La morte improvvisa del 20enne ha lasciato tutti sconvolti, come ci dice anche Sofia: “Io la sera prima che morisse, il 31, sono andata a trovarlo verso sera. Stava festeggiando con degli altri amici.

Quando ci siamo salutati, ci siamo promessi che ci saremmo rivisti al suo compleanno, che sarebbe stato il nove gennaio. Poi, alle cinque del pomeriggio del giorno dopo, ho saputo che era morto. Non potevo crederci. La sua amicizia mi resterà sempre nel cuore. Mi ha insegnato quanto sia importante esserci sempre l’uno per l’altro”.

La vita di Mattia, per molti è stata un esempio. A farlo capire è anche il messaggio di Pietro, di 19 anni che lo conosceva sin dall’infanzia:” ’Il Met’ era una persona silenziosa che parlava con il suo esempio, una di quelle che non si lamentava mai e che spesso scherzava sulla sua condizione nonostante soffrisse molto, una di quelle che dopo lunghe operazioni pericolose alla domanda come stai diceva sempre e comunque bene e che era sempre disponibile per fare due chiacchiere.

Quindi se c’è una cosa che può lasciare a noi giovani è il messaggio/esempio che nonostante la vita ci metta a dura prova chi più chi meno è importante affrontarla con il sorriso e per fare ciò secondo me è altrettanto importante cercare di fare tesoro di ogni singolo momento con i nostri amici/cari nelle gioie e nelle difficoltà.

Se c’è una cosa che ho capito dopo la scomparsa del ‘Met’ è che tutto le volte che l’ho aiutato a fare qualcosa in realtà era lui che in realtà aiutava me a vivere”.

La personalità, la simpatia e la profondità di Mattia hanno fatto però breccia anche nel cuore di chi lo conosceva da soli due anni, come Francesco, un 21enne che è stato il suo assistente personale nell’ultimo anno: “Era quel sorriso, quella capacità di scherzare che lo rendeva speciale. Era sempre bello restare con lui.

Con lui era bello parlare, ascoltava sempre, senza giudizi. Io lo conoscevo da due anni grazie al gruppo Grest e poi dalla fine del 2020 ho iniziato a lavorare con lui. Sono diventato il suo assistente personale.

A parte il lavoro c’era tanta, tanta amicizia, soprattutto amicizia. Anche perché condividendo tante ore insieme ho avuto l’opportunità di conoscerlo meglio e stavo proprio bene con lui– Francesco termina poi con un filo di voce- Il fatto di cercare il bello nelle difficoltà e lottare per provare ad andare avanti e stare bene è ciò che mi ha trasmesso.  

Il fatto di vivere anche le avversità con un sorriso, è un modo di vivere che mi porterò sempre nel cuore”. A ricordare il suo sorriso spiritoso, pieno d’amore e pronto ad accogliere, è anche Letizia, anche lei 19enne: “ Nonostante tutto Mattia, veramente, ha fatto tanto.

E’ stato tutto reso possibile grazie soprattutto a Lara e Stefano, i genitori, che sono il motore di tutto. Hanno creato una grande famiglia e hanno accolto sempre tutti. Questo per Mattia e Giacomo”.

Splendidi ed ancora vivi sono i ricordi che Mattia ha lasciato nelle menti di decine di giovani che lo ricorderanno come esempio e forza della natura come era.

A ricordarlo sarà anche Gabriele: ”Io ho sempre visto Mattia come una persona riservata ma poi quando l’ho conosciuto meglio, si è aperto. Mi ricordo quando gli arrivavano i nuovi pesci per l’acquario e io gli chiedevo di che tipo fossero.

Lui allora mi raccontava per delle ore tutte le caratteristiche degli animali.  Era brillante nello studio, anche se magari doveva stare fuori casa per settimane in ospedale, quando tornava, nonostante avesse poco tempo da passare sui libri, riusciva sempre a dare gli esami e a prendere dei punteggi alti.

Ogni tanto, durante le serate fra amici poi, gli partiva lo “schizzo” e ci cantava delle canzoni incredibili con annesse anche delle parolacce incredibili. Era anche un istigatore provetto, mi istigava sempre a picchiare o a dare fastidio agli altri per gioco. Si divertiva con le cose più semplici, cose che magari noi non consideriamo neanche.

Ci sarebbe troppo da dire; lui aveva una forza enorme, un’energia incredibileEra il nostro “guerriero silenzioso” perché non parlava molto ma si faceva sempre vedere positivo, sorridente”.

Non si esagera quindi a dire che l’intera comunità di Pinè ha pianto e sta piangendo nel dare l’addio a Mattia Mattivi, al “guerriero silenzioso” che a molti, ha insegnato tanto.

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